Ritratto di Marco Benatti, il Casaleggio di Tosi
Sessantenne in carriera, creatore di Virgilio, negli anni Novanta lo davano vicino a Berlusconi. È il "guru" che dovrebbe guidare il salto del sindaco di Verona nella politica nazionale. Perfettamente trasversale

E tanti cari saluti alla Lega Nord vichinga che, sui prati di Pontida e sopra le note di Ivanhoe, urlava con fierezza di “avercelo duro”. Tanti cari saluti anche alla classe dirigente di maestro Bossi, che parlava padano contro l’Italia, contro le tasse, contro Roma ladrona. Una lega di folclore, certo, ma che dal basso si nutriva e si identificava. Ora si è fatta fighetta, parla italiano, amministratricolore e assume – pure – “esperti in comunicazione”. Non possiamo dire che si vesta bene, però. Perché la Lega di cui parliamo non è il partito, ma solo il suo vice segretario, Flavio Tosi, ancora molto lontano dal gusto dell’eleganza minima richiesta. Ma il suo Casaleggio, o il suo Gori (e forse l’esempio è più calzante), di queste cose ne sa a fiumi. Marco Benatti, 60 anni pochi giorni fa, è il nuovo “guru” della politica scaligera. O per meglio dire lo sarà, a settembre, se e quando sarà formalizzata la collaborazione con il sindaco di Verona, che in questi giorni è tornato a far parlare di sé e del suo movimento trasversale – in tutto, a dire il vero: da destra a sinistra e anche da Nord a Sud -. L’effetto suspense che crea è quello di uno che lo fa di professione – e bene visto il soprannome affidatogli da chi bazzica nell’ambiente: il santone – e il suo curriculum lo dimostra: da Matrix, la prima internet company nel lontano 1995, alla sua attuale Fullsix, passando per il gigante WWP di cui era county manager in Italia e la creazione del portale Virgilio.
Chiacchierato anche, per la sua storia d’amore con la giovane (se non per meglio dire giovanissima dati i 40 anni che li dividono) Ilaria Filippi. Che Benatti però non tiene nascosta, né dai suoi tre figli minori, Lupo, Jacopo e Francesco avuti dal precedente matrimonio con Marina Salomon, né dal giudizioso mondo dei social network. Le foto lo dimostrano, a fiumi sulla sua pagina Facebook. Una pagina che di lui dice e non dice: come chiunque posta articoli di giornale pescati qua e là, con piccoli commenti che tanto fanno annusare lo spettro del Movimento 5 Stelle: parole come “la casta”, la riduzione delle spese militari, la grande attenzione al wi-fi (libero per tutti, ovviamente) e “l’agenda mentale” prima di quella digitale. Ma nessun riferimento esplicito. Esattamente come negli anni Novanta, quando si parlava di lui e di un rapporto particolare con Silvio Berlusconi ai tempi di Ciamedia Network, in cui Benatti si stava facendo i muscoli da imprenditore.

Ora, possibilmente, l’arruolamento nella Fondazione di Flavio Tosi per far fare al sindaco scaligero il grande passo verso la politica nazionale. Una posizione nuova per Benatti che si troverà a competere con Gianroberto Casaleggio, ma anche – e soprattutto – con Giorgio Gori, lo “spin doctor” (come lo chiamano gli americani) del sindaco di Firenze. Soprattutto Gori, perché sono in molti quelli a guardare con curiosità alla coppia Renzi-Tosi: due sindaci, due aspiranti politici di carriera, due fondazioni, due uomini di centro. L’incarico di Benatti è ancora notizia da confermare, ma pare che l’incontro, avvenuto non più tardi dello scorso 20 luglio e alla presenza del presidente della Provincia di Verona e di Paolo Danielli, ex senatore di An, sia stato più che proficuo. Un faccia a faccia che verrà formalizzato insieme al lancio ufficiale delle 10 proposte di Tosi per l’Italia (non per Verona, né per il Veneto, né per la Macroregione del Nord ancora sognata dai puri di cuore) che potrebbe avvenire già a settembre, o addirittura qualche giorno prima.
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