martedì 27 agosto 2013

MEGLIO UN EVASORE CHE UN FALSO INVALIDO

di LEONARDO FACCO
Quando ci si sente rinfacciare che “le tasse sono il prezzo che paghiamo per vivere in una società civile”, citazione ripresa da Oliver Wendell Holmes, bisognerebbe cominciare a sbattere in faccia a certi “legalisti” notizie come quella che vi riporto di seguito: “I dati del 2011 evidenziano una somma pari a 700 milioni di euro concernente il blocco di finanziamenti comunitari e nazionali ritenuti illeciti. Parallelamente, la Guardia di Finanza ha scovato 1.140 casi di incompatibilità e di doppio lavoro a carico di dipendenti statali, dalle cui attività sono stati percepiti circa 6 milioni di euro. All’insegna del triste binomio riguardante la Pubblica Amministrazione e gli sprechi, leciti e illeciti, le Fiamme Gialle hanno denunciato l’anno scorso circa 860 soggetti beneficiari, in maniera irregolare, di finanziamenti comunitari di quasi 250 milioni di euro.
In conclusione: il Belpaese potrebbe definirsi a ragione il Paese della truffa”.
Che l’Italia sia un paese di truffatori è risaputo (leggetevi il libro “Io ti fotto” di Morello e Tecce), ma che a fronte della frode generalizzata e dello sperpero continuo dei soldi dei contribuenti ci sia sempre qualcuno che pretende che si paghino più tasse è semplicemente diabolico. Ancor più lo è quando ci si rende conto che il fiume di denari inutili, buttati nel cesso, ha come grande distributore proprio lo Stato, quello a cui si dovrebbero pagare tutte le gabelle.
Lasciatemelo dire senza ipocrisie: meglio un evasore di un finto invalido!
“Meno tasse uguale a meno servizi”? Come si fa a dirlo. Un contesto di mercato concorrenziale è caratterizzato da una domanda di servizi da parte dei cittadini e da un’offerta di varie imprese in competizione, le quali determinano un prezzo per questi servizi. Oggi assistiamo a un mercato dei servizi pubblici contrassegnato da un’offerta rigidamente predeterminata da parte delle istituzioni (corrotte e inefficienti), che non tengono conto (o lo fanno solo in parte) dell’effettiva domanda da parte dei cittadini, mentre sono molto sensibili nei confronti di tutto ciò che crea consenso politico. Clientelismo e spreco insomma, irresponsabilità generalizzata. I falsi invalidi son solo la ciliegina sulla torta.
Meglio una persona che cerca di trattenersi qualcosa per sé, da spendere come meglio crede o da accantonare come risparmio e che evita di usare i servizi pubblici, che uno dei milioni (sissignori, in Italia sono milioni quelli che vivono coi soldi estorti a chi produce ricchezza) di parassiti che stan sempre a questuare qualcosa. E state certi che tra coloro che si spellano le mani per lo spot contro gli evasori fiscali che le televisioni fanno rimbalzare quotidianamente, ci sono sicuramente i ladri di cui sopra, che per ritirare la pensione per la finta cecità hanno bisogno che qualche persona perbene venga doverosamente spellata.
Sapete perché Monti sostiene che evadere è come rubare? Perché la casta (o lo Stato) non ammettono concorrenza!
Qualche giorno fa, mentre bevevo un caffè al bar, il gestore del locale – mentre discuteva dell’ultima manovra finanziaria e delle prime tasse percepite con alcuni avventori amici suoi – ha sbottato: “Cari miei, qui il governo ci sta mettendo tutti contro tutti. Non la vedo mica bella io”. Ineccepibile, basta non essere dei parassiti per capirlo.

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