martedì 27 agosto 2013

India: accusato di stupro e falsificazione di prove il Ministro che perseguita i Marò.


++ INDIA: MARO'; IN TRIBUNALE A KOCHI, NUOVA UDIENZA 18/6 ++
E’ indagato per stupro e falsificazione della prove il ministro della regione indiana del Kerala, che accusò i marò italiani, Max Latorre e Salvatore Girone, sequestrati e trattenuti illegalmente prima dalle autorità di quello stato indiano, ed ora a New Delhi. E proprio tra chi accusava i due militari italiani di omicidio c’era il ministro P.K. Kunhalikutty, un politico indiano leader dello IUML, cioè la Lega Musulmana dell’Unione Indiana, una formazione politica fideista che si richiama all’islamismo.
 Kunhalikutty, nel quadro politico indiano non è esattamente il primo che passa, nè l’ultimo arrivato visto che sta in politica da più di 15 anni. In questi giorni  il politico è salito alla ribalta della stampa nazionale e locale indiana per quello che in India viene chiamato “The ice-cream parlour sex case”, ovvero il caso degli abusi sessuali della gelateria, perchè era in una famosa gelateria di Thiruvananthapuram che venivano adescate le vittime. Le accuse gli sono state mosse da due ragazze, ignare di essere solo le ultime di una lunga  fila di donne violentate.
Roslin, residente ad Eranhipalam, e K. Bindu di Meenangady hanno chiesto al tribunale di potersi inserire nel procedimento giudiziario già avviato nei confronti del Ministro e sul quale sta indagando l’agenzia federale CBI.  Le due ragazze hanno denunciato, con ampia dovizia di particolari, di essere state sequestrate e ripetutamente violentate per due lunghissimi giorni da Kunhalikutty in quel di Thiruvananthapuram, dove risiede il Ministro ed ha sede il governo del Kerala.

Nella situazione in cui si erano venute a trovare e considerato il prestigio e la portata del personaggio di cui erano vittime, le due ragazze hanno simulato docilità e rassegnazione per salvarsi la vita, senza destare sospetti, perché una volta in libertà erano ben decise a denunciare i fatti, ma le due ragazze sono state pesantemente minacciate e per convincerle a non parlare sono state date loro 10mila rupie, circa 128 euro a testa.
I capi d’accusa sotto i quali rischia di rimanere sepolto Kunhalikutty sono: rapimento e sequestro di persona, stupro aggravato e continuato, lesioni gravi, minacce gravi e continuate, corruzione, reiterazione di tutti i reati contestati. Inoltre, è risultata una evidente collusione tra il ministro ed alcuni funzionari della polizia. Questa è la statura morale, la dignità e la credibilità di uno di uno dei principali accusatori dei Marò, i quali da 17 mesi, insieme al governo di Roma e a tutti gli italiani, meno la Boldrini, Vendola e Giuliana Sgrena, attendono che la stessa Corte Suprema di Delhi si pronunci in merito alla richiesta di giurisdizionalità italiana per il procedimento a carico di Latorre e Girone. La risposta è stata che la Corte è oberata di lavoro e che sinora che non c’è stato il tempo per occuparsi del caso. Come sempre, l’Italia all’estero sa farsi rispettare.

Nessun commento:

Posta un commento