Il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo ricorda Federico Coen
PER FEDERICO COEN
E’ deceduto Federico Coen, intellettuale e militante del movimento
operaio,della sinistra critica e costruttiva, della difesa dei diritti
umani di tutti gli esseri umani.
Negli anni in cui diresse “Mondoperaio”, dal ’72 all’84, quella
rivista fu una lettura preziosa ed appassionante per tutti i militanti
della sinistra italiana; e quando la lascio’ – in conflitto con la
vertiginosa degenerazione del Psi di Craxi – quel gesto ebbe il valore
di una limpida denuncia etica e politica, di un esplicito atto di
resistenza morale e civile alla catastrofica involuzione e
all’inabissamento nella corruttela e nella criminalita’ di una delle
organizzazioni storiche della sinistra italiana. Fondo’ poi l’edizione
italiana di “Lettera internazionale”, periodico di grandi meriti che
diresse fino ad anni recenti e che ancor oggi ne porta avanti con
energico impegno e vibratile sensibilita’ la luminosa testimonianza, la
profonda lezione. Con la sua scomparsa la cultura e la politica sono
oggi piu’ povere. Resta il suo esempio, che non perisce.
Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i
diritti umani” di Viterbo
http://www.civitanews.it/2012/07/08/il-centro-di-ricerca-per-la-pace-e-i-diritti-umani-di-viterbo-ricorda-federico-coen/
Giornalismo: muore Federico Coen Dal '72 all'84 diresse MondOperaio
E' venuto a mancare nella sua casa di Roma all'età di 83 anni il
fondatore di Lettera Internazionale. Sotto la sua direzione la rivista
MondOperaio fondata da Pietro Nenni ebbe degli anni di grande spessore
politico
di Carlo Fumilei
E' morto ieri a Roma, la sua città, Federico Coen, 83 anni, dopo una vita dedicata alla cultura e all'impegno politico. Nato nel 1928, è stato membro della direzione del Partito socialista e direttore della rivista Mondoperaio tra il 1972 e il 1984, anno che segna la rottura con Bettino Craxi. "Quando, nel 1959 Panzieri abbandona Mondo Operaio e il Partito Socialista - scrive wikipedia
- la rivista assume sempre di più la fisionomia di rivista di partito
fino alla rifondazione, nel 1973, da parte del nuovo direttore Federico Coen. La rivista ospita dibattiti che innovano radicalmente la cultura politica italiana. Nel 1975 Norberto Bobbio critica la dottrina marxista dello Stato; nel 1976 Massimo Luigi Salvadori critica la dottrina gramsciana dell'egemonia; nel 1977 Giuliano Amato apre la discussione sulla necessità di riforme istituzionali. A Mondoperaio collaborano assiduamente anche Francesco Forte, Giorgio Ruffolo, Gino Giugni, Luciano Cafagna, Stefano Rodotà, Giuseppe Bedeschi, Luciano Pellicani, Ruggero Guarini, Ernesto Galli della Loggia, Giampiero Mughini. La redazione vede, accanto a Coen, Mario Baccianini, Luciano Vasconi, Francesco Gozzano. Nel 1985 a Coen subentra Luciano Pellicani. Nel 1994 sospende le sue pubblicazioni a causa dello scioglimento del Partito Socialista Italiano".
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