In mostra una selezione degli oltre 7 mila esemplari collezionati dal poeta
Una delle passioni meno note del poeta e premio Nobel per la letteratura cileno Pablo Neruda erano le conchiglie, che colleziono' durante tutta la sua vita, fino ad accumulare oltre 7 mila esemplari, che ora sono alla base della mostra itinerante ''Amore al mare, le conchiglie di Neruda'', inaugurata ieri a Valparaiso.
''La cosa migliore che abbia collezionato nella mia vita sono le mie conchiglie: mi hanno dato il piacere della loro prodigiosa struttura, la purezza lunare di una porcellana misteriosa, alla quale si aggiunge la molteplicita' delle loro forme tattili, gotiche, funzionali'', scrisse il poeta per spiegare la sua ossessione con questi oggetti. Una ossessione nata quasi per caso: ''mille piccole porte sottomarine si sono aperte alla mia conoscenza da quel giorno in cui don Carlos de la Torre, illustre malacologo cubano, mi regalo' i migliori esemplari della sua collezione. Da allora, e seguendo il caso dei miei viaggi, ho percorso i sette mari in una ricerca costante''.
Gli esperti dell'Universita' del Cile hanno scelto 207 esemplari della mega-collezione regalata da Neruda nel 1953 per la mostra, inaugurata nella sede del Senato cileno -dove il poeta occupo' un seggio dal 1945 al 1948, prima di partire per l'esilio- in coincidenza con i festeggiamenti del bicentenario della camera alta del Parlamento. Il presidente del Senato, Camilo Escalona, nel suo discorso di inaugurazione ha sottolineato che ''esistono valori universali che ci permettono di capire perche' la civilta' e' stata capace di sovrapporsi sempre alle situazione piu' difficili, e uno di questi valori e' la dignita' umana che si esprime nell'arte e la cultura''. La mostra rappresenta in realta' una sorta di riparazione postuma.
Dopo aver donato all'Universita' la sua biblioteca e la sua collezione di conchiglie -''ho fatto il mio dovere, integrandola nel nostro patrimonio comune''- Neruda si e' infatti lamentato del fatto che ''nessuno le ha piu' viste, come se fossero tornati alle librerie o all'oceano dove li ho trovati: non mi sara' sbagliato di Universita', o perfino di paese?''. Alle conchiglie raccolte dal poeta stesso sulle spiagge di cinque continenti, si aggiungono quelle trovate nei mercatini delle pulci e i negozi specializzati di Parigi, dove Neruda visse per molti anni, o che gli furono regalate da amici, come il poeta spagnolo Rafael Alberti, o l'allora leader cinese Mao Zedong. (ANSA)
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