domenica 13 marzo 2022

Bruno Conti



Oggi compie gli anni l'unico brasiliano nato a Nettuno...

Uno che non era solo forte con entrambi i piedi, ma fortissimo con entrambi i piedi.

Da bambino era un fenomeno anche a baseball tanto che gli americani volevano portarlo a giocare oltreoceano ma il padre disse no.

"No" lo dissero anche i selezionatori dei primi provini. "E' bravo tecnicamente ma non può giocare a calcio, è troppo piccolo". 

Bocciato dalla Roma, poi dal Bologna e dalla Sambenedettese.

Poi la Roma ci ripensa e si regalerà un giocatore come pochi, che Liedholm renderà grande con la Roma che vinse il campionato 1982/83.

Prima dello scudetto però c'è il Mundial di Spagna 82.

Bruno diventa per tutti gli italiani "Marazico"... sembra la sintesi ideale tra Maradona e Zico. 

Solo che Maradona e Zico vanno a casa, Conti resta e passo dopo passo trascina l’Italia verso la conquista di un Mundial sul quale nessuno all’inizio avrebbe scommesso. Pelè (e non solo lui) lo considera il miglior giocatore del Mundial.

Si ritira giovedì 23 maggio 1991 e sono 80mila i presenti quella sera, nemmeno le partite di cartello contano così tante presenze. Alla fine di 90 minuti in onore di un campione, si assiste a scene di grande impatto emotivo. Piange, Bruno Conti. È commosso. Non usa parole di circostanza, la curva lo ama perché è un uomo autentico. E il gesto che fa è autentico quanto lui. Va sotto la Sud e si toglie lo scarpino sinistro, lo strumento dell’arte, e lo tira in lacrime verso chi lo acclama. Come se Picasso lanciasse i pennelli ai suoi fan. Non c’è nulla di calcolato, nulla di retorico in quel gesto. 

Gli scarpini vanno, i campioni restano. Nel cuore e nella mente.


Tanti auguri Bruno

My Football Heroes 

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