martedì 20 giugno 2017

Fanteria italiana a cavallo in Cina durante la ribellione dei Boxer, 1900

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La ribellione dei Boxer, rivolta dei Boxer o guerra dei Boxer, fu una ribellione sollevata in Cina da un grande numero di organizzazioni cinesi popolari, contro l'influenza straniera colonialista, riunite sotto il nome di Yihetuan (cioè Gruppi di autodifesa dei villaggi della giustizia e della concordia). Questo risentimento crebbe fino al punto di portare alla distruzione e alla violenza contro aziende straniere, loro dipendenti, e persino oggetti quali violini, automobili, linee telefoniche, ecc.
Il 1º giugno 1898 cominciarono ad arrivare i distaccamenti: le navi europee, giapponesi e americane a largo di Ta Ku fecero arrivare un contingente di 436 marinai (75 russi, 75 inglesi, 75 francesi, 60 statunitensi, 50 tedeschi, 41 italiani, 30 giapponesi e 30 austriaci) a Pechino per proteggere le rispettive delegazioni. Il 10 giugno l'ammiraglio britannico Seymour comunicò a Londra da Ta Ku che sarebbe partito quella mattina stessa per Pechino con i 2.000 marinai del secondo contingente occidentale – tra cui un altro contingente di marinai italiani.


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