sabato 28 febbraio 2015

Scuola self-service

scuola-Sergio Calzone- Sembra che ci sia, in Italia, una serie di argomenti disgraziati su cui qualsiasi incompetente si sente autorizzato a intervenire, che abbia o non abbia nozioni e/o esperienze in materia.
Come poteva mancare un intervento del governo Renzi? L’idea della “Buona Scuola”, sorta di consultazione stile-grillino, ascoltando il parere di noti esperti come gli studenti, come i genitori, come i venditori di panini all’uscita degli istituti, ha partorito la trovata del secolo: che siano gli studenti a scegliere quali materie studiare nell’ultimo anno di superiori!
Tanto, sembra di capire, sono talmente colti, avendo terminato la quarta classe, chenon hanno più bisogno di nessuno e sono i più esperti amministratori di loro stessi, per cui possono schifare certe materie antipatiche, se non piacciono loro, giusto per prepararsi, svicolando, ad affrontare con abitudine alla determinazione le difficoltà del mondo del lavoro e, più in generale, della vita.
Da dove arriva un’idea così simile al mondo di Happy days? Da pedagogisti? Da docimologi? Ma diamine! Il mondo è cambiato! È ovvio che arrivi, al contrario, dalForum degli studenti: da dove, se no? Non sono forse di gran lunga i più competenti, visto che, nella scuola, ci sono?
Un breve articolo ANSA del 19 gennaio 2015 scrive testualmente: “L’obiettivo? Fare l’occhiolino al mondo del lavoro e dell’università”.
Già, il mondo del lavoro. Sembra che ExcelsiorUnioncamere sia entusiasta di un’idea così semplice, che ci si stupisce come non sia mai venuta in mente a nessuno: non si va a scuola per essere istruiti, ma per essere addestrati. Era così ovvio!
Che cosa me ne faccio di uno che abbia studiato Platone o il De bello gallico, se devo fargli fare il centralinista in un call center? C’è persino il rischio che, avendo imparato a pensare con la sua testa, si metta DAVVERO a pensare con la sua testa! Il mondo del lavoro non sa che farsene di chi pensa: ha bisogno di chi ubbidisce e, meno maturità sindacale e politica ha maturato, più alte saranno le sue probabilità di essere un buon lavoratore. Non si è forse dimostrato che occorrono più cellule grigie per sviluppare il negativo di una fotografia, che per districarsi tra quelle sciocchezze scritte da Platone?
E, poi, gli studenti, in questo modo, potranno studiare le materie per cui sono portati: questo assicurerà loro l’ignoranza per la vita su ciò che si chiama cultura, che sarebbe, poi, quella patetica inutilità di sapere un poco di ogni campo dello scibile umano. Roba buona per il secolo scorso, quando il lavoratore e la lavoratrice eranouomini e donne: ora, nell’evoluto XXI secolo, mentre a pensare provvedono i computer e gli amici di Maria De Filippi, i lavoratori e le lavoratrici sono catalogati come voci a passivo delle aziende.
La rassicurazione è che una parte di materie resterà “obbligatoria e immodificabile”. Questo ci consola. Forse, in extremis, eviterà che coloro che informeranno il pubblico sulla Scuola per l’ANSA evitino di scrivere “perché” con l’accento grave (“perchè”) o che scambino un verbo per una congiunzione (“Tra la scuola è il lavoro): è però vero che a ExcelsiorUnioncamere ciò non interessa più di tanto, e nemmeno, e forse ancor meno, al Forum degli studenti.
Buona scuola (se potete)

http://www.articolotre.com/2015/02/scuola-self-service/

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