giovedì 26 febbraio 2015

Cosa Nostra implacabile: un cecchino per eliminare Di Matteo

Perchè tanto odio per Nino Di Matteo? Perchè fa paura-G.C.- Sono ormai due anni che a Palermo si respira un'aria pesante, di morte: due anni che il pm simbolo del processo sulla trattativa Stato-mafia, Nino Di Matteo, è soggetto a minacce e intimidazioni da parte dei vertici di Cosa Nostra e, secondo quanto rivelato dal neopentito Vito Galatolo, anche da "entità esterne".
Di Matteo, lo disse appunto lo stesso collaboratore di giustizia nel rivelare le intenzioni della mafia di ucciderlo, è andato "troppo oltre". Per questo motivo, già nel dicembre del 2012, il gotha di Cosa Nostra aveva deciso la sua uccisione, con il benestare della primula rossa Matteo Messina Denaro. A leggere la sentenza del boss fu, ai tempi, Girolamo Biondino, oggi detenuto, capomandamento del quartiere palermitano di San Lorenzo.
Un dettaglio tutt'altro che irrilevante: nei giorni scorsi, infatti, in Procura, nel capoluogo siciliano, è giunta, come rivelano Rizza e Lo Bianco sul Fatto Quotidiano, una segnalazione top secret in cui si mette in guardia dal nuovo piano per eliminare definitivamente il magistrato scomodo.
Inizialmente, infatti, s'era pensato ad un'autobomba: un atto di questo genere, però, avrebbe comportato numerose vittime e, quindi, i rischi per Cosa Nostra non sarebbero stati minimi. Un'azione simile avrebbe scatenato l'indignazione pubblica e la furia contro la mafia, anche da parte dei cittadini, inducendo così al crollo del muro di omertà e facendo vacillare il substrato fertile su cui reggersi. L'alternativa era quella di uccidere Di Matteo a Roma, in un agguato con kalashnikov e bazooka.
Entrambe le strade sono però sfumate quando Galatolo ha deciso di parlare e rivelare tutto ai pm. Così, mentre a Palermo prosegue la caccia al tritolo, Cosa Nostra non è rimasta con le mani in mano e ha elaborato un nuovo progetto di morte, in puro stile militare: un cecchino, appostato sui tetti del quartiere di San Lorenzo, in una strada molto stretta, armato di fucile di precisione. Il suo compito, quello di eliminare Di Matteo nel brevissimo lasso di tempo tra la sua uscita dall'auto blindata e l'entrata in una palazzina del luogo, in cui è solito recarsi.
Anche il dettaglio della strada stretta è tutt'altro che irrilevante. Ricorda Adriana Stazio: "Nel 2013 arrivarono vari anonimi: il primo del 26 marzo preannunciava un attentato in fase esecutiva ai danni di Nino Di Matteo e Massimo Ciancimino, illustrando i pedinamenti eseguiti sui due per organizzarlo. Poi ne arrivò dopo pochi giorni un altro in cui si avvertiva Di Matteo di stare attento ai "passaggi stretti". Passaggi stretti, proprio come la strada di cui si parla oggi. E' purtroppo evidente a chiunque che il piano stragista di cui si parla oggi in questo anonimo e nelle dichiarazioni di Galatolo è lo stesso di cui parlava l'anonimo quasi due anni fa."
Ovviamente, non si hanno notizie riguardo da chi sia giunta la soffiata e le bocche, in procura, sono cucite. L'informativa è già giunta ai pm di Caltanissetta, che indagano sulle minacce, mentre sono stati attivati nuove procedure per difendere Di Matteo dalla furia di Cosa Nostra: ormai da tempo le misure di sicurezza nei suoi confronti sono al massimo livello e nuove regole per la sua tutela sono state elaborate martedì.

http://www.articolotre.com/2015/02/cosa-nostra-implacabile-un-cecchino-per-eliminare-di-matteo/

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