martedì 24 febbraio 2015

Ciao Roberto

roberto berti-R.C.- “Un giorno Gea mi si avvicinò un po’ titubante dicendo che doveva parlarmi. Le domandai se fosse incinta. Lei seria mi rispose quasi bisbigliando  che aveva preso la tessera di Rifondazione Comunista. Avrei preferito fosse incinta”.
Questo era Roberto Berti, toscanaccio dalla battuta tagliente, un combattente mai domo, che ha sempre affrontato la vita, spesso avara nei suoi confronti, a testa alta e con la schiena dritta.
Un’amicizia, la nostra, anomala, ci si frequentava di rado, ma non passava giorno che in casa, in redazione, non si parlasse di lui.
Ultimamente un male bastardo lo aveva sfiancato e Roberto ha deciso che non aveva più voglia di lottare, non vinto ma stanco.
Non ci si frequentava assiduamente, ripeto,
 ma già mi manchi, Roberto e rispondo alla domanda che facesti a Gea quando dissi che sarei venuto a trovarti “Allora Riccardo mi vuole proprio bene?”.
Certo che ti voglio bene, toscanaccio, ma stavolta mi hai fregato, avevo scommesso con me stesso che ti avrei rivisto a casa, per quella grigliata.

http://www.articolotre.com/2015/02/ciao-roberto/

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