martedì 24 febbraio 2015

CABINA A GAS - PER LA PRIMA VOLTA UN MEDICO LEGALE HA STABILITO CHE LA MORTE DEL PILOTA RICHARD WESTGATE E’ DOVUTA AI GAS TOSSICI RESPIRATI PER ANNI NELLA CABINA DI COMANDO - 50 EX COMANDANTI PRONTI A FAR CAUSA A “BRITISH AIRWAYS”

Le associazioni che da tempo si battono perché la «sindrome aerotossica» sia considerata una reale malattia invalidante esultano - British Airways dovrà affrontare un processo e difendersi senza liquidare il problema, come finora è stato fatto, come una invenzione basata su statistiche irrilevanti…

Vittorio Sabadin per “la Stampa”

Per la prima volta un coroner britannico, lo sceriffo Stanhope Payne del Dorset, ha stabilito che la morte a 43 anni di un pilota della British Airways può essere stata causata dall’aria contaminata che ha respirato in cabina nel corso di anni di lavoro. 
Richard WestgateRICHARD WESTGATE

Le associazioni che da tempo si battono perché la «sindrome aerotossica» sia considerata una reale malattia invalidante esultano. British Airways dovrà affrontare un processo e difendersi senza liquidare il problema, come finora è stato fatto, come una invenzione basata su statistiche irrilevanti. 

AVVELENATO
In base alla legge britannica e americana, il coroner indaga sulle morti non dovute a cause naturali. I parenti del co-pilota Richard Westgate avevano sempre sostenuto che i sintomi manifestati dal loro congiunto erano tipici dell’avvelenamento da fumi nocivi: mal di testa, fatica cronica, disturbi alla vista e all’equilibrio, confusione.

Richard WestgateRICHARD WESTGATE
L’autopsia e il rapporto dello sceriffo hanno confermato questi sospetti: la morte di Westgate è avvenuta nel 2012 a causa dell’inalazione prolungata di un cocktail di fumi nocivi e di neurotossine come il fosfato tricresile, che danno solo lievi disturbi facilmente confondibili con altri (ad esempio un attacco di raffreddore) a chi li inala per breve tempo, ma possono invece causare danni molto più seri nei piloti e nei membri dell’equipaggio che volano quasi ogni giorno. 

British Airways ha reagito con un breve comunicato, nel quale ricorda che tra i suoi 3.500 piloti e 15.000 hostess e steward non ci sono trend di malattia riconducibili a questi disturbi. John Leahy, dirigente di Airbus, ha dichiarato che è assurdo parlare di aria contaminata sugli aerei, ma lo sceriffo Payne ha inviato un dettagliato rapporto alla compagnia di bandiera e alla Caa, l’Autorità dell’aviazione civile, perché prendano provvedimenti.
british airwaysBRITISH AIRWAYS

Il testo è stato rivelato dal «Daily Telegraph» e ripreso da molti giornali inglesi. Frank Cammon, un avvocato scozzese che rappresenta 50 ex piloti e membri di equipaggi affetti dalla sindrome, lo ha definito «dinamite». E ora si potrebbe aprire la strada dei risarcimenti.
 
GUARNIZIONI DIFETTOSE
I fumi tossici sarebbero portati nelle cabine dall’aria aspirata da certi tipi di motori, aria che transita nel cuore stesso del reattore mischiandosi a olio, fumo e carburante filtrato in microscopiche quantità da guarnizioni che perdono con il tempo la loro capacità sigillante. I motori più nuovi, come quelli del Boeing 787 e di altri velivoli, sono invece dotati di turbofan a doppio flusso, nei quali l’aria destinata alla cabina non transita dal reattore.

BRITISH AIRWAYSBRITISH AIRWAYS
British Airways ha affermato in passato che il problema esiste, ma che la sindrome è rara. Ha però dovuto ammettere che piloti e componenti dei suoi equipaggi indossano le maschere ad ossigeno in media cinque volte alla settimana, proprio a causa dei fumi nocivi che potrebbero determinare brevi invalidità dovute a vomito o a disturbi alla vista. I piloti sono responsabili della vita dei passeggeri, afferma il coroner nel suo rapporto, e quindi è importante stabilire se il problema davvero esiste. E, se esiste, va risolto in fretta.


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