mercoledì 21 gennaio 2015

Addio a Yoko Nagae amica di Venezia e della sua musica

Morta a Roma la contessa Ceschina, musicista-mecenate Aveva vissuto a lungo in città, ancora suo il Caffè Quadri
Addio a una grande amica nipponica di Venezia, del suo teatro e della sua musica.
Si è spenta infatti sabato a Roma, all’età di 83 anni, la contessa Yoko Nagae Ceschina, di origine giapponese, vedova dell'industriale Renzo Ceschina, di cui aveva ereditato la fortuna, che ha vissuto per anni in laguna. Musicologa e arpista, ha fatto del sostegno alla musica una ragione di vita e a Venezia, oltre ad avere ancora casa, era ancora proprietaria del Gran Caffè Quadri in Piazza San Marco, ora in gestione alla famiglia Alajmo.
Yoko Nagae Ceschina era membro degli Amici della Fenice, oltre che della Venice International Foundation - che sostiene l’attività dei Musei civici veneziani - e la contessa e mecenate ha finanziato qualche anno fa il restauro del grande sipario storico del Malibran, ricollocato nel teatro di San Giovanni Grisostomo in occasione della sua riapertura e sipario realizzato nel 1919 da Giuseppe Cherubini: una gigantesca tempera che occupa 120 metri quadrati di superficie, dipinta agli inizi degli anni Venti, con una raffinata ricopertura di impalpabili scaglie di alluminio e rame.
Di sua proprietà e poi venduto, era anche Palazzo Ruzzini Priuli, l'imponente edificio cinquecentesco di campo Santa Maria Formosa, divenuto ora un nuovo albergo a quattro stelle.
La contessa Yoko Nagae Ceschina fu anche una delle protagoniste dell'operazione cultural-diplomatica che portò qualche anno fa l'Orchestra Filarmonica di New York diretta da Lorin Maazel a suonare a Pyongyang, nel gran Teatro della capitale della Corea del Nord, primo timido segnale di disgelo tra gli Stati Uniti e quello che fino a poco tempo fa l'amministrazione Bush definiva uno Stato-canaglia, capace di agitare la minaccia dell'atomica. Fondamentale, per la realizzazione del progetto _ diventato inevitabilmente il comcerto dell'anno _ era stato infatti l'intervento dell’ereditiera giapponese.
Una presenza sempre discreta, la sua, a Venezia, dove arrivò negli anni '70, dopo la laurea alla Tokyo National University of Fine Arts and Music, per diplomarsi in arpa al Conservatorio Benedetto Marcello.
Dalla città - complice anche il matrimonio - non si era più staccata ed era appunto tra l’altro ancora proprietaria del Caffè Quadri e delle licenze commerciali a esso relative, anche se la gestione circa due anni fa è appunto passata dal gruppo Ligabue alla famiglia Alajmo, famosi ristoratori padovani. Ha sponsorizzato innumerevoli concerti e musicisti, tra i quali Valeri Gergiev, direttore del Teatro Marinskij di San Pietroburgo, a cui era molto legata negli ultimi anni, E infatti la sua decisione è stata quella di non essere sepolta in Italia, ma che le sue ceneri siano portate in Russia.
Dopo la morte del marito, il finanziere e industriale Renzo Ceschina, che l’aveva lasciata erede universale di una fortuna importante - di circa 200 milioni di dollari - la contessa Yogo Nagae Ceschina aveva anche dovuto affrontare una lunga causa mossagli dal nipote del marito che contestava la legittimità della sua eredità, ma ne era uscita vincitrice.
Aveva da allora concentrato le sue sostanze e il suo impegno proprio alla promozione della musica, che tanto amava. (e.t.)

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/01/13/news/addio-a-yoko-nagae-amica-di-venezia-e-della-sua-musica-1.10665372

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