lunedì 15 dicembre 2014

MANOVRA ELETTORALE - TIRA ARIA DI ELEZIONI: DAGLI AGRICOLTORI AI TIR IL GOVERNO ELARGISCE IN EXTREMIS FONDI A PIOGGIA PER TUTTI: RISORSE ANCHE PER IL TERREMOTO IN SICILIA DI 24 ANNI FA!

L’aria di elezioni si scorge passando al setaccio i 60 emendamenti governativi: dal “Salva Piemonte” ai 50 milioni per investimenti in Sardegna e rimborso accise in Valle d’Aosta - Mano tesa verso alcuni settori produttivi organizzati (agricoltori) - Stanziati 30 milioni per il collegamenti marittimo nello stretto di Messina e 15 per il Duomo di Milano...

Roberto Petrini per “la Repubblica

renzi cravattaRENZI CRAVATTA
Alcuni nomi evocano tragedie della storia e vicende umane che fanno rabbrividire: da Auschwitz a Chernobyl. Gli emendamenti arrivano puntuali, all’ultimo momento, nel distratto dibattito parlamentare. Chi può dire di no al fatto che l’Italia, come la Germania e altri Paesi, stanzi un milione una tantum per mantenere la memoria dell’orrido campo di sterminio? E chi può opporsi ai quasi 6 milioni per la tragedia nucleare accaduta nel 1986 nella località oggi in Ucraina? Anche per il Comitato paralimpico: niente da dire per i 7 milioni nel 2015.

Il dubbio è se questi interventi, che in fondo non spostano gli aggregati della finanza pubblica, debbano ancora passare per la Legge di Stabilità, senza programmazione, lasciando il sospetto che al momento del varo del disegno di legge siano stati trascurati e solo in extremis recuperati per evitare figuracce. Tanto più che la zona tra le iniziative meritorie e quelle meno importanti diventa grigia e opinabile: così anche il leghista Salvini prende la palla al balzo e si fa paladino dei non vedenti, reclamando a viva voce i 6 milioni che mancano per l’Unione italiana ciechi. Altri seguiranno.
giancarlo padoanGIANCARLO PADOAN

L’aria di elezioni, o l’imminenza del Natale, tuttavia si scorge passando al setaccio i 60 emendamenti governativi. I maggiori sospetti emergono dal pacchetto «alluvioni, frane ed eventi sismici » che affliggono regolarmente la Penisola. Non c’è più il Belice, presente con regolarità ad ogni Finanziaria, ma ci sono 30 milioni all’anno per il terremoto di Catania, Ragusa e Siracusa avvenuto nel dicembre del 1990. Disastrata dalla alluvione la linea Andora- Finale Ligure viene raddoppiata e per avviare i lavori arrivano 15 milioni all’anno per un decennio.

Sicuramente altre zone, ugualmente colpite, lamenteranno di essere state trascurate. Alcuni vincono, altri meno influenti perdono. Mano tesa verso alcuni settori produttivi potenti e organizzati. Mentre i 20 mila dipendenti delle Province sono sul piede di guerra perché temono che Regioni e ministero del Lavoro non avranno le risorse per assumerli e dovranno andare in mobilità, arrivano soldi per gli agricoltori: lo Stato anticiperà i fondi che attendono dall’Unione europea e la ristrutturazione del settore lattiero avrà 8 milioni nel 2015 e 100 nel 2016-2017. Tutto nel pacchetto presentato sabato dal governo.
marine le pen matteo salviniMARINE LE PEN MATTEO SALVINI

Gli uomini dei Tir fanno una pessima vita ma sono anche una forte lobby che non manca mai l’appuntamento con la sessione di bilancio. Al momento del varo ci si era dimenticati di loro, ora si rimedia con 1 miliardo in quattro anni: lo sconto sulle accise sui carburanti sarebbe stato tagliato del 15 per cento dal 1° gennaio del prossimo anno, invece viene confermato al 100 per cento. Anche le Regioni, che pure complessivamente ottengono un allentamento della stretta prevista inizialmente dal governo, lasciano spazio a polemiche e recriminazioni.

L’emendamento definito “Salva-Piemonte” scatena la rabbia della Lega che si chiede perché lo stesso trattamento non sia stato riservato alla giunta di Roberto Cota. La Sardegna, regione afflitta da problemi economici e occupazionali, riesce a spuntare 50 milioni extra per gli investimenti. La Valle d’Aosta 70 milioni per far fronte alla perdita del gettito delle accise.


samantha cristoforettiSAMANTHA CRISTOFORETTI
Con l’occasione anche il Duomo di Milano ottiene 15 milioni, il traffico sullo Stretto di Messina si aggiudica 30 milioni. L’”Italia lavora” che deve occuparsi del progetto europeo «garanzia giovani » non può fare a meno di 12 milioni, mentre l’Istituto italiano di tecnologia di Genova, che si occupa di alta ricerca, deve essere finanziato con 3 milioni. Come opporsi al completamento del programma dell’Asi per il lancio di due satelliti Cosmo-Skymed di seconda generazione proprio mentre la nostra Cristoforetti è nello spazio? Trenta milioni l’anno, dal 2015 al 2018.

Libri Sacri



Sutra del Diamante Libri Sacri
Sutra del Diamante
libri sacri sono tra i libri più riusciti da che esiste l’umanità. E sono libri di religione quelli che per primi han trovato la stampa e con essa un valido metodo di diffusione.
Il primo libro stampato vero e proprio di cui rimane testimonianza è una copia, datata 848 d.C. di un testo buddhista: Sutra del Diamante, ma una recente scoperta in una pagoda Coreana potrebbe aver portato alla luce un testo buddhista ancora più antico, datato 750-751 d.C.
bibbia 300x201 Libri Sacri
La Bibbia di Gutemberg
Anche il primo libro stampato in Europa fu un libro sacro, La Bibbia di Gutenbergvenne realizzata tra il 1452 e il 1455 d.C..
Quasi la metà degli scritti  della Bibbiarisalgono a prima della nascita di Confucio e di Siddhartha Gautama (vissuti a cavallo tra la seconda metà del 500 e la prima metà del 400 a.C.), un’origine assimilabile al complesso assieme dei libri sacri indù i cui primi testi (Veda, Brāhmaṇa, Āraṇyaka) risalgono al 1.000 a.C. mentre il Corano risale a 14 secoli fa.
La Bibbia e l’arcipelago dei libri sacri induisti, raccolgono un assieme multietnico di racconti e leggende orali. Dentro c’è tutto quel che c’è da leggere sul romanzo dell’uomo: vita, amore, morte. Libri traboccanti avventure, intrighi, catastrofi, migrazioni, guerra e pace e, come per ogni narrazione, inutile chiedersi dove stia la realtà o la finzione.  Inutile chiedersi se sia vero che il serpente o l’Arcangelo Gabriele parlano all’uomo. Se togliamo la metafora, il fantastico, perdiamo il senso della narrazione ed allora qualsiasi racconto perde qualcosa. E poi c’è poesia.
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Il Libro di Giobbe - a cura di Guido Ceronetti (Ed.Adelphi)
«Iob dice che i buoni non vivono e che Dio li fa ingiustamente morire. Gli amici di Iob dicono che i cattivi non vivono e che Dio li fa giustamente morire. La verità è  che tutti muoiono.» Il Libro di Giobbe – a cura di Guido Ceronetti (Ed.Adelphi)
«Arjuna disse: “Le mie membra ricadono e la mia bocca si inaridisce, il mio corpo trema e i miei capelli si drizzano. A che ci serve il dominio, a che ci serve la felicità o perfino continuare a vivere? Quelli per il cui amore desideriamo regni,  gioie e piaceri, sono qui schierati in battaglia, pronti a rinunciare a vita e ricchezze. Questi io non voglio uccidere, sebbene possano uccidere me, Oh Krishna,”» La Bhagavad Gita – a cura di Swami Sivananda (Ed.Mediterranee)
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La Bhagavad Gita - a cura di Swami Sivananda (Ed.Mediterranee)
L’angosciosa rivolta di Iob e l’angosciante tristezza di Arjuna. La poesia è nota comune, se non a tutti i libri sacri, sicuramente alla sua parte maggiore e non solo a quei testi formalmente poetici ma anche ai testi scritti in prosa.
Ma non bisogna dimenticare che molti di  questi  testi, in origine, erano saghe orali, narrazioni di eventi e di sogni, allucinazioni e realtà, incubi, vere paure ed anche compendi normativi di uomini vissuti migliaia di anni fa. Testi che inizialmente raccoglievano consigli di vita, la vita di allora, ben diversa da quella di oggi. Un’esistenza sempre precaria, cosi precaria che la natura circostante doveva essere salvaguardata con proibizioni che oggi possono apparire incomprensibili se non un veri e propri manuali di guerra.
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"Copertina del Deuteronomio nella cosiddetta "Bibbia di S.Paolo” - Con licenza Public domain tramite Wikimedia Commons -
«Quando cingerai d’assedio una città per lungo tempo, attaccandola per prenderla, non ne distruggerai gli alberi a colpi di scure; mangerai il frutto, ma non li abbatterai; poiché l’albero della campagna è forse un uomo che tu l’abbia ad includere nell’assedio? (Deuteronomio, 20:19)»
jataka Libri Sacri
Jātaka, vite anteriori del Buddha a cura di Mariangela D'Onza Chiodo - Ed. UTET
Opere complesse, attraversate da visioni del mondo che oggi possono apparire violente, razziste, misogine, ripetitive ed anche banali.
Sakunagghi- Jātaka (Il falco)
Un tempo, quando a Benares regnava Brahmadatta, il futuro Buddha era rinato come quaglia e viveva fra le zolle di un campo arato. Ma un giorno pensò fra sé e sé: «Perché non cercare il cibo in un territorio straniero?» e smesso di cercare nutrimento nel suo proprio terreno, sì recò al limitare di un bosco. Ma, mentre cercava cibo, fu avvistata da un falco che, piombatole violentemente addosso, la ghermì. La quaglia, mentre il falco la portava via, uscì in questi gemiti: «Come sono sfortunata, come sono insensata! Mi sono avventurata in una regione straniera, in territorio proibito: se invece fossi rimasta nella regione dei miei padri, nel pascolo che è mio, questo falco se anche fosse venuto, non avrebbe avuto l’ardire di combattere con me». Allora il falco domandò: «Qual è dunque, o quaglia, il territorio paterno dove tu cerchi cibo?». «Un campo arato coperto di zolle!», rispose la quaglia. A queste parole il falco allentò la presa e lasciò libera la quaglia dicendo: «Va pure, o quaglia, tu non mi sfuggirai nemmeno là». Quella volò al suo terreno e, posatasi su di una grossa zolla di terra, si mise a gridare: «Vieni ora, o falco!». Il falco, rinvigorita la sua forza, raccolse la ali e piombò in picchiata su di lei. Ma la quaglia, prevedendo quell’attacco, si spostò subito e si acquattò sul solco a fianco della zolla. Il falco, non riuscendo a frenare la sua velocità, andò  a sbattere violentemente col petto sulla zolla, il suo cuore si spaccò, gli occhi uscirono dalle orbite e morì. Allora la quaglia, uscita dal solco, esclamò: «Posso dire  d’aver visto la schiena del mio nemico!» e, stando sopra di lui, diede voce alla sua esultanza pronunciando questi versi: «Ho trovato il sistema, felice nel terreno paterno, senza nemici, al mio vantaggio provvedo». (Jātaka – Vite anteriori del Buddha a cura di Mariangela D’Onzo Chiodo – Ed. UTET)
Solo nel tempo i racconti e le norme vengono selezionati (nascono i testi apocrifi), mal tradotti (diatriba infinita), mal riscritti (con l’invenzione della stampa spariscono gli amanuensi), interpretati capoverso per capoverso, riga per riga, parola per parola da uomini con scopi diversi ed a volte opposti agli scopi originari.
Sino ad ora ha sempre scritto “libri sacri“, definizione usata comunemente anche per indicare i testi canonici delle diverse religioni e questo non solo dai credenti ma anche da coloro che non credono. Quindi, a mio modo di vedere, stabilito che i libri sacri sono, per l’appunto, “sacri” per i credenti in una religione ma anche “blasfemi” per tanti credenti in un’altra fede e comunque magnifici libri o libri banali per tutti  gli altri, per leggere e parlare di religione non resta che concentrare sempre l’attenzione sull’uomo.
L’essere umano, gran narratore, esploratore del cosmo e dell’anima, l’essere umano creatore delle religioni … qui qualcuno potrebbe non essere d’accordo ma vorrei far notare che non tutti i libri sacri sono considerati “parola” di un dio che, come dice la dottrina cattolica:  è in cielo in terra e in ogni luogo,  i testi canonici buddhisti, ad esempio, riportano parole e gesta di un uomo non di un dio.
بِسْمِ اللَّهِ الرَّحْمَٰنِ الرَّحِيمِ هَلْ أَتَىٰ عَلَى
الْإِنسَانِ حِينٌ مِّنَ الدَّهْرِ لَمْ يَكُن شَيْئًا مَّذْكُورًا
È forse trascorso un lasso di tempo in cui l’uomo non sia stato una creatura degna di menzione? (Corano, Sura LXXVI, Al-Insân : 1)

http://www.asiablog.it/2014/12/15/libri-sacri/

Parlamento di transfughi: 155 cambi di casacca in meno di 2 anni

Peggio della XVII legislatura solo la precedente, quella dei responsabili Razzi e Scilipoti, che segnò 160 spostamenti. Ma durò 5 anni. A guadagnare di più il Pd che segna un saldo positivo di 18 parlamentari. Mentre Forza Italia lascia per strada 58 persone. Il record personale invece a Luigi Compagna, con 4 cambi di gruppo

parlamento-vuoto_1(di Giuseppe Alberto Falci –http://www.ilfattoquotidiano.it) – Altro che Scilipoti eRazzi, la diciassettesima legislatura si accinge a battere ogni record di trasformismo. Dal marzo del2013 ad oggi, stando ad un dossier diffuso nei giorni scorsi da openpolis, sono stati 155 i cambi di casacca in poco più di due anni di legislatura. Numeri da capogiro se pensiamo che nella precedente, quella dal 2008 al 2013, quella della campagna acquisti di Silvio Berlusconi e della fuoriuscita di Gianfranco Fini e dei suoi fedelissimi dal Pdl, i voltagabbana si fermarono a quota 160. Questa volta, invece, il fenomeno appare fuori controllo e investe personaggi come Angelino Alfano, Fabrizio Cicchitto e Beatrice Lorenzin – che nel dicembre dello scorso anno in occasione del voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi lasciarono il partito dell’ex Cavaliere e fondarono Ncd – fino ad arrivare all’ultimo dei parlamentari.
Cifre alle mano in cima all’elenco dei transfughi con ben quattro spostamenti spicca il nome del senatore Luigi Compagna (Ncd). Docente universitario, alla quarta legislatura, da sempre definitosi un liberale, Compagna oggi milita nel Ncd di Angelino Alfano dopo esser stato eletto nella lista del Pdl, essersi iscritto per un solo giorno, il 19 marzo del 2013, al gruppo “Misto”, avere abbracciato “Grandi Autonomia e Libertà”(Gal) per otto mesi, avere annusato per poche settimane il gruppo di Alfano ed essere ancora (ri)-tornato fra le fila del Gal. Oggi “l’ascaro di Berlusconi” – si definì così più di un anno fa  in un’intervista al Messaggero – non ci sta a passare per “voltagabbana” e si giustifica così: “Dal Gal sono andato al Ncd per votare con convinzione la fiducia al governo Letta”.
La medaglia di argento spetta invece a Paolo Naccarato. Lo storico collaboratore di Francesco Cossiga eletto fra le fila della Lega Nord, passa quasi subito a Grandi Autonomie e Libertà per poi trasferirsi nel Ncd e ora ancora nel Gal. Conoscitore delle dinamiche del palazzo come pochi, in queste ore esorcizza nel segno della “responsabilità” il ritorno alle urne: “Oggi Farinetti dice: ‘Fatta la legge elettorale, Renzi vada al voto nel 2015′”.  Io dico no, sto con Napolitano, le  elezioni anticipate sono un’anomalia italiana”.
Poco sotto ottiene la medaglia di bronzo la deputata Fucsia Nissoli. Folgorata dall’ex premier Mario Monti, ha militato fino ad oggi in tre gruppi diversi: Scelta Civica per l’Italia, il “Misto”,“Per l’Italia”. E, secondo le malelingue di Montecitorio, sarebbe attratta dal nuovo corso renziano di Largo del Nazareno. La lista continua e annovera ex comunisti come Gennaro Migliore, che da vendoliano di ferro è rimasto folgorato sulla strada della Leopolda. E oggi è fra gli animatori del fronte dei renziani della seconda ora. Per non parlare del siciliano Giuseppe Compagnone. La sua è una storia nel segno della “responsabilità e dell’autonomia”. Da fedelissimo diRaffaele Lombardo è stato candidato ed eletto nelle liste campane del Pdl. Nel marzo del 2013 aderisce al Misto, ma dopo qualche giorno comprende che il suo habitat naturale risiede nel gruppo del Gal.
Ad ogni modo analizzando dettagliatamente il dossier di openpolis si scopre che dal rimescolamento dei gruppi parlamentari ci guadagna maggiormente il Pd di Matteo Renzi. Tra Camera e Senato Largo del Nazareno segna un saldo positivo di più 18. In questi mesi il gruppo democrat è cresciuto maggiormente, e, secondo le rilevazioni del centro studi, gli acquisti sono tutti avvenuti dopo la scalata di Renzi a Palazzo Chigi.Forza Italia, invece, è il partito con il saldo negativo maggiore –  il termometro segna meno 58 – in virtù della fuoriuscita della compagine alfaniana che fra Monetcitorio e Palazzo Madama annovera circa 60 parlamentari. Saldo negativo anche per il Movimento Cinque Stelle che da inizio legislatura ha perso ben 22 parlamentari. Un saldo negativo che rischia di peggiorare giorno dopo giorno. In virtù dello tsunami interno al movimento di Grillo e Casaleggio.
Twitter: @GiuseppeFalci

http://infosannio.wordpress.com/2014/12/01/parlamento-di-transfughi-155-cambi-di-casacca-in-meno-di-2-anni/

Tradimenti, scoperta la tresca tra la ex ministra del governo Berlusconi e un altro azzurro...

Tradimenti, scoperta la tresca tra la ex ministra del governo Berlusconi e un altro azzurro...































Poche righe, nessun nome, ma un gossip potenzialmente devastante. L'indiscrezione, al solito, viene rilanciata da Dagospia, sempre molto informato in tema di gossip. Si parla del "sessoscandalo" in Forza Italia. Che succede? Succede che un consigliere, azzurro e sposato, avrebbe una storia con una ex ministra, altrettanto sposata, di un governo Berlusconi. Una storia che però non poteva resistere a lungo in clandestinità. Già, i due sono stati beccati: nel dettaglio, secondo Dago, sono stati beccati dalla "di lui moglie", che una volta "scoperta la tresca, "ha sbroccato"...


http://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/11731432/Tradimenti--scoperta-la-tresca-tra.html

Afganistan, kamikaze contro autobus: 12 militari morti

Per i media nell'attentato ci sono anche 20 feriti. Ma le autorità sanitarie precisano: niente vittime.

Un kamikaze si è fatto esplodere sabato 13 dicembre contro un autobus di militari a Kabul provocando, secondo i media, almeno 12 morti e 20 feriti. Anche se le autorità militati e sanitarie afghane hanno fornito un bilancio di 15 feriti.
Un militare sopravvissuto all'esplosione ha dichiarato di avere visto un kamikaze avvicinarsi all'autobus, nell'area centrale di Dahmazang vicino allo zoo di Kabul, e attivare quindi la carica che portava indosso vicino al serbatoio del veicolo.
TERZO ATTACCO NEL PAESE. L'attacco è stato rivendicato dai talebani che hanno evocato la morte di «decine di membri dell'esercito».
Si tratta del terzo episodio cruento registrato in questa giornata in Afghanistan.
In mattinata sconosciuti hanno attaccato e ucciso a colpi d'arma da fuoco il segretario dell'Alto Consiglio della Corte suprema afghana, Atiqullah Raoufi. Successivamente è emerso che militanti talebani hanno ucciso almeno 12 sminatori afghani nella provincia meridionale di Helmand, ferendone altrettanti.
FORZE ISAF VERSO L'ADDIO. Tutto questo mentre fra poco più di due settimana terminerà dopo 13 anni la missione di combattimento della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) e la responsabilità di affrontare i talebani e gli altri movimenti antigovernativi sarà quasi esclusivamente nelle mani di esercito e polizia afghani.

http://www.lettera43.it/cronaca/afganistan-kamikaze-contro-autobus-12-militari-morti_43675151273.htm

Ondata di attacchi in Afghanistan: la Nato fa armi e bagagli, la violenza esplode

Più si avvicina la partenza della Nato dall’Afghanistan, più i taleban alzano la voce e fanno parlare le bombe. Una ventina, solo nelle ultime ore, le vittime di una serie di attacchi rivendicati a Kabul e nel sud del Paese.
Almeno sei i militari che hanno perso la vita nella capitale, quando un kamikaze ha preso di mira un autobus che trasportava soldati afgani. Sempre a Kabul dei sicari hanno abbattuto un alto funzionario della Corte Suprema.
12 sminatori sono poi morti in un attacco nella provincia meridionale di Helmand, seguito da uno scontro a fuoco con le autorità. In crescita esponenziale nelle ultime settimane, le violenze hanno vissuto un’impennata all’approssimarsi della fine della missione di combattimento dell’Alleanza Atlantica, che si concluderà alla fine del mese. Le autorità afgane, che a più voci hanno bollato come prematura la partenza delle truppe Nato, stanno tentando di intavolare un dialogo con i taleban.

http://it.euronews.com/2014/12/13/ondata-di-attacchi-in-afghanistan-la-nato-fa-armi-e-bagagli-la-violenza-esplode/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+euronews%2Fit%2Fhome+%28euronews+-+home+-+it%29

Afghanistan, Pangea: non si abbandoni il Paese

Kabul. Forze dell'ordine dopo l'attentato al Centro culturale francese - AP

Ferma condanna del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dopo l’attentato suicida che ieri ha colpito un centro culturale francese di Kabul, causando la morte di un cittadino tedesco e dell'attentatore, oltre a una ventina di feriti. L’organismo dell’Onu esprime serie preoccupazioni alla società afghana e alla presenza internazionale nel Paese di fronte alle minacce da parte di talebani, al Qaeda e altri gruppi terroristici. Giancarlo La Vella ne ha parlato con Simona Lanzoni, portavoce di Pangea onlus, l’Associazione che porta avanti numerosi progetti umanitari in Afghanistan:
R. – Ultimamente, abbiamo visto un aumento degli attentati, soprattutto dopo le elezioni presidenziali, che hanno portato all’avvicendarsi di Karzai e Ghani e come primo ministro il suo concorrente, Abdullah Abdullah. Pensavamo che questo potesse essere anche un momento di chiusura di tensioni che c’erano state durante tutto il periodo elettorale, in realtà tutto novembre è stato all’insegna di attacchi terroristici – non solo a Kabul, ma nell’intero Paese – e la popolazione si interroga su quale sarà il proprio futuro. C’è poi il momento di chiusura della missione Nato, e quindi anche di quella americana, che si trasforma in altro. E chiaramente la sicurezza in questo momento è nella mani dello Stato afghano e questo vuol dire un impegno maggiore sia per le istituzioni afghane, ma allo stesso tempo anche per noi Comunità internazionale.
D. – In questo clima come riescono a lavorare gli operatori umanitari, tra i quali ci siete anche voi di Pangea Onlus?
R. – Noi come Fondazione Pangea siamo molto responsabili del fatto di continuare a mantenere il nostro impegno, a stare vicino alla popolazione afghana e alle donne afghane in particolare, come facciamo da sempre con il nostro progetto di microcredito. Quindi, è chiaramente una sfida anche per tutta la comunità internazionale a non abbandonare l’Afghanistan, continuando a garantire la costruzione di un futuro diverso.
D. – Il problema che rimane in piedi è quello, come sempre, dei rapporti con i talebani?
R. – Sì. Rimane un problema anche rispetto alle milizie afghane – perché non è detto che all’interno delle milizie non vi siano dei talebani – come anche quale sarà la sostenibilità effettiva di tutto l’apparato militare afghano nei confronti proprio del mantenimento della sicurezza e c’è tutta la questione anche del mantenimento della struttura militare, perché ricordiamoci anche che in questi prossimi anni sarà mantenuta anche da quello che la comunità internazionale sarà capace di poter dare. Tutti questi attacchi che ci sono, chiaramente fanno pensare che ci sia una volontà di alzare il livello di contrattazione chiaramente verso i talebani.
D. – Questo periodo come lo giudichi, in rapporto a quelli che sono stati altri periodi difficili?
R. – E’ un periodo rischioso, perché adesso è veramente un momento di passaggio: si è conclusa la fase della presenza militare straniera e quindi si chiede una presa di responsabilità da parte dello Stato e questo vuol dire però anche da parte di tutta la popolazione. Ci saranno più forze contrapposte che dovranno imparare a dialogare, accompagnati dalla comunità internazionali. Altrimenti, sarà molto difficile prevedere un futuro di pace, come noi veramente crediamo che sia possibile.
http://it.radiovaticana.va/news/2014/12/12/afghanistan,_consiglio_sicurezza_onu_condanna_gli_attentati/1114532

Usa chiudono Bagram, il carcere delle torture in Afghanistan


Gli Stati Uniti non hanno più detenuti in Afghanistan. Almeno ufficialmente a seguito dell’annuncio della chiusura del centro di detenzione di Bagram, uno dei simboli delle torture praticate dalla Cia.
Lo scandalo della base militare di Bagram, in Afghanistan, già officina dell’aviazione ai tempi dell’invasione sovietica, risale ai primissimi anni della guerra al terrore condotta dall’amministrazione Bush all’indomani degli attacchi dell’11 settembre. Nel 2004 un’inchiesta del New York Times rivela le torture praticate nella base americana sina da due anni prima e l’uccisione di civili afghani a seguito di prolungate violenze.
La base si guadagnerà la fama di Abu Ghraib afghana. Secondo le poche informazioni lasciate trapelare dal Pentagono a Bagram non ci sono piu “prigionieri di Paesi terz“i – cioè nè americani nè afghani – sotto diretta responsabilità delle autorità americane.
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http://it.euronews.com/2014/12/11/usa-chiudono-bagram-il-carcere-delle-torture-in-afghanistan/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+euronews%2Fit%2Fhome+%28euronews+-+home+-+it%29

Scandalo Cia, la condanna dell'Afghanistan. Merkel "sconvolta". Ma l'Agenzia contrattacca

Scandalo Cia, la condanna dell'Afghanistan. Merkel "sconvolta". Ma l'Agenzia contrattacca
Il presidente afghano. Ashraf Ghani (afp)
Indignazione internazionale dopo la pubblicazione del rapporto del Senato sui metodi brutali dell'Agenzia. Il presidente afgano: "Atti disumani". La Germania: "Un grave errore". I jihadisti promettono vendetta contro il "serpente americano". Il capo della Central Intelligence Agency: "Sempre stati onesti"
WASHINGTON - Obama oggi non aggiunge commenti. Sul rapporto delle torture della Cia nel briefing odierno il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, dice però che i metodi di interrogatorio "minano in modo significativo l'autorità morale" degli Stati Uniti. La reazione internazionale dopo lapubblicazione del rapporto del Senato sull'operato e le torture brutali della Cia, è devastante. Per il presidente afgano Ashraf Ghani le torture compiute dalla Cia su presunti terroristi e membri di al-Qaeda sono "atti disumani": "Ho letto il rapporto, tutto il rapporto, dopo che è stato messo online, ieri. E leggendolo mi sono indignato". Ma l'ondata di sdegno è incontenibile. "Sono sconvolta esattamente come tanti americani e tante americane", dichiara Angela Merkel, rispondendo alla tv tedesca N24. La cancelliera ne è "assolutamente sorpresa". Alla domanda se sia necessario un procedimento anche legale, la cancelliera risponde: "Credo che l'America lo farà in qualche modo". Sul quotidiano Bilt la condanna della Germania arriva anche attaverso il ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier: "Ciò che veniva considerato giusto nella battaglia contro il terrorismo islamista, è invece inaccettabile ed è stato un grave errore".
Anche la Polonia si discosta dagli Stati Uniti: primo responsabile di alto livello polacco a rivelarlo, l'ex presidente Aleksander Kwasniewski conferma che la Cia ha condotto interrogatori sotto tortura anche in Polonia. Kwasniewski, capo di Stato tra il 1995 ed il 2005, in una conferenza stampa a Varsavia precisa che i dirigenti polacchi ignoravano le modalità esatte degli interrogatori. Ma, preoccupati della segretezza che li avvolgeva, ottennero la fine di queste iniziative. Decodificando un codice a colori del rapporto, il Washington Post ha pubblicato sul sito una mappa in cui si mostra come quando si parla di "black site" si parla della Romania, mentre il sito blu è la Polonia, quello violetto è la Lituania e quella verde è in Thailandia. Per l'Afghanistan i colori sono quattro come le prigioni segrete, grigio, cobalto, arancione e marrone. In particolare il Cobalt Site ricorre spesso nel rapporto, come uno dei luoghi più efficaci per gli interrogatori perché, come disse una volta un agente preposto agli interrogatori, erano delle vere e proprie "segrete" che i prigionieri che ne sono usciti chiamavano "La prigione buia", mentre nell'agenzia veniva chiamata la "Salt Pit".

La vendetta Jihadista. Come riferisce Site, il sito di intelligence che monitora l'attività sul web degli estremisti islamici, i jihadisti su Twitter già promettono vendetta e esortano a vendicarsi del "serpente americano". "Ricordatevi: il 100% delle vittime delle torture della Cia erano musulmani. La loro è una guerra all'Islam, una guerra ai musulmani", scrive 'Shami Witness'. "Essere decapitati è 100 volte più umano e dignitoso di ciò che queste sporche canaglie fanno ai musulmani. Possa Allah distruggere questi bastardi, forse riuscirò a vedere quel giorno nella mia vita", si legge ancora sul profilo. Sull'account Twitter 'State of Islam' si incita il popolo islamico a "svegliarsi", mentre su 'Mali Witness' si accusa l'Occidente di aver creato l'estremismo islamico. "Pensate che le cose non possano andare peggio per l'America, ma queste notizie sulle torture radicalizzeranno un'intera generazione", assicura Madim al Muhajir. Intanto l'avvocato di Khalid Sheikh Mohammed, la mente degli attentati dell'11 settembre, chiede che gli venga risparmiata la pena di morte: "Un'esecuzione vera e propria di Mohammed, dopo 183 finte esecuzioni, sarebbe una punizione crudele e inusitata", sostiene il suo avvocato, David Nevin.
Scandalo Cia, la condanna dell'Afghanistan. Merkel "sconvolta". Ma l'Agenzia contrattacca
Campo giustizia nel centro di detenzione di Guantanamo bay a Cuba
La Cia si difende. "Non ho mentito e non ho ingannato il Congresso" dice Michael Hayden, responsabile della Cia durante il secondo mandato del presidente degli Stati Uniti George W. Bush. "Non so se il rapporto diffuso ieri sia così storicamente accurato", continua durante un'intervista in tv. Riguardo alle affermazioni secondo le quali le tecniche di interrogatorio della Cia fossero più dure di quelle precedentemente rivelate, Hayden afferma poi: "Potrebbe essere descritto in modo leggermente più dettagliato, ma tutti sanno come funziona il waterboarding. Suscita i riflessi antiannegamento di un individuo". "Sono sicuro che è orribile", aggiunge alla trasmissione Today, Nbc. "Ma è anche orribile anche per le decine di migliaia di avieri americani sui quali lo abbiamo usato come addestramento". "Non mi sembra una notizia", ha concluso di fronte all'intervistatrice Savannah Guthrie. Per quanto riguarda la Casa Bianca Hayden si è definito "onesto e chiaro. Ho sempre dato al Congresso tutte le informazioni che avevo". E sull'opinione pubblica sconvolta dal rapporto ha commentato: "Probabilmente un bene che i cittadini adesso sappiano quali sforzi stava facendo la Cia per proteggerli". Hayden è piccato. In una seconda intervista a Msnbc, confessa di essere preoccupato che "le rivelazioni trasformino la Cia in un'agenzia timida".

Today,US govt. is symbol of tyranny against humanity;even American ppl are faced w cruelty 7/28/07
Indignazione di Iran, Cina, Corea del Nord e Onu. Su Twitter la guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, descrive il governo americano come "il simbolo della tirannia contro l'umanità". Ma anche la Cina - spesso ripresa dalla comunità internazionale per non rispettare i diritti umani - chiede agli Stati Uniti di "correggere la sue pratiche e rispettare e seguire le regole prese dalle convenzioni internazionali". Pyongyang chiede al Consiglio di sicurezza dell'Onu, che deve esaminare nei prossimi giorni la situazione dei diritti umani in Corea del nord, di condannare gli Usa. Questo mentre a Ginevra, l'alto commissario dell'Onu per i diritti umani sostiene che il rapporto mostra "una chiara politica orchestrata ad alto livello all'interno dell'amministrazione Bush" e chiede che gli ufficiali della Cia e i funzionari del governo Usa siano portati davanti a un tribunale.
Le torture ad Abu Ghraib e Salt pit
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http://www.repubblica.it/esteri/2014/12/10/news/cia_rapporto_difesa_afghanistan-102567931/?rss#gallery-slider=102501876