martedì 23 dicembre 2014

Crollo palco Jovanotti, condannato a tre anni l’ingegnere Guglielmo

Crollo palco Jovanotti, condannato a tre anni l’ingegnere Guglielmo

Nell'incidente del PalaTrieste morì un operaio che stava lavorando al montaggio, Francesco Pinna, 19 anni. La Procura di Trieste aveva chiesto 3 anni e 4 mesi

Tre anni di reclusione. E’ questa la condanna inflitta a Trieste all’ingegner Andrea Guglielmo, incaricato della verifica statica del palco che crollò il 12 dicembre 2011 nel capoluogo, prima del concerto di Jovanotti. Nell’incidente del PalaTrieste morì un operaio che stava lavorando al montaggio, Francesco Pinna, 19 anni, altri 12 lavoratori rimasero feriti.
La sentenza di primo grado prevede per Guglielmo un anno perdisastro colposo e due per omicidio colposo e lesioni colpose. L’avvocato difensore, Vittorio Fasce, ha annunciato l’appello, parlando di “processo estremamente complicato”. Il pm Matteo Tripani aveva chiesto 3 anni e 4 mesi. La difesa puntava all’assoluzione.
Quella a Guglielmo è la prima condanna che arriva per il crollo del palco al PalaTrieste. L’ingegnere non è il solo imputato nel procedimento ma, a differenza di Loris Tramontin, titolare della Azalea Promotion che aveva organizzato il concerto, aveva chiesto il rito abbreviato. Per Tramontin, rinviato a giudizio, il processo inizierà il 9 marzo 2015. Un terzo imputato, Egidio Conte, titolare della società incaricata della fornitura e montaggio della struttura, è morto pochi mesi fa. Per tutti i reti contestati sono disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose plurime.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/22/crollo-palco-jovanotti-condannato-anni-lingegnere-guglielmo/1291690/

Mafia Capitale, Raffaele Cantone avvia commissariamento di due appalti Ama

Mafia Capitale, Raffaele Cantone avvia commissariamento di due appalti Ama

Il presidente dell’Anticorruzione ha notificato l’inizio del procedimento per due gare affidate dalla municipalizzata che si occupa della gestione dei rifiuti al Consorzio Nazionale Servizi e alla Cooperativa Edera

Il presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone ha notificato l’avvio del procedimento per la richiesta di commissariamento di due appalti affidati da Ama al Consorzio Nazionale Servizi (sede a Bologna) e alla Cooperativa Edera (sede a Roma). Sono i primi due appalti commissariati relativi all’inchiesta Mafia Capitale.
L’avvio del procedimento da parte del presidente dell’Anticorruzione è scattato ieri. L’iter segue la procedura prevista dall’articolo 32 del decreto legge 90 che ha affidato più ampi poteri all’Authority. Le due aziende hanno ora 15 giorni di tempo per presentare un’eventuale memoria. Successivamente Cantone chiederà al prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, di emettere i relativi decreti di commissariamento.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/23/mafia-capitale-cantone-avvia-commissariamento-appalti-ama/1292760/

Mafia Capitale, lettera della Prefettura per dare via libera alle coop di Buzzi

Mafia Capitale, lettera della Prefettura per dare via libera alle coop di Buzzi

Il documento riportato da Corriere della Sera e Messaggero smentisce il prefetto Pecoraro che in commissione Antimafia aveva dichiarato di non aver dato seguito alle richieste del braccio destro di Carminati. L'obiettivo: gestire il servizio accoglienza immigrati a Castelnuovo di Porto

C’è una lettera che smentisce la ricostruzione del prefetto di RomaGiuseppe Pecoraro fatta davanti alla commissione Antimafia, all’indomani dello scandalo Mafia Capitale. Il prefetto aveva dichiarato di aver incontrato Salvatore Buzzi, braccio destro di Massimo Carminati, ma di non aver dato seguito alle sue richieste legate alla gestione dell’accoglienza immigrati a Castelnuovo di Porto, piccolo comune alle porte della capitale. Ma le cose sarebbero andate diversamente. Il Corriere della Sera e il Messaggeroriportano una missiva della Prefettura di Roma con cui si dà il via libera alla stipula della convenzione con la cooperativa di Buzzi per ospitare i richiedenti asilo nei 100 appartamenti della coop Eriches 29. Il documento di sollecitazione è firmato dal dirigente Roberto Leone, e indirizzato al sindaco del paese e al questore. E’ datato 18 marzo 2014, pochi giorni dopo gli incontri – documentati dal Ros dei carabinieri – che Buzzi ha prima con Gianni Letta e poi con Pecoraro. Il contenuto della lettera è identico al progetto di cui parlano Buzzi e Carminati dopo la bocciauta del Tar. Un progetto che poi non va in porto.

Il documento è breve ma l’oggetto è chiaro: “L’afflusso di cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale e l’individuazione delle strutture di accoglienza”, riporta il quotidiano di via Solferino. “Si chiede se sussistano motivi ostativi alla stipula di convenzione con il soggetto sottoindicato: Eriches 29 consorzio di Cooperative sociali. La sede preposta per l’accoglienza si trova in Borgo del Grillo. Si allega la documentazione relativa alla manifestazione di disponibilità ricevuta e si resta in attesa di cortesi urgenti notizie, rappresentando che in mancanza di elementi ostili si procederà alla stipula della convenzione“. Il documento risulta protocollato in uscita – scrive ancora il Corriere – il 19 marzo. Il 20 arriva al Comune di Castelnuovo di Porto.
L’indagine del Ros ricostruisce nei dettagli cosa accade in quei giorni. Il 17 marzo Buzzi viene intercettato con Carminati. Il numero uno della coop 29 giugno racconta all’ex Nar di aver perso il ricorso al Tar contro l’affidamento della gestione del Cara di Castelnuovo di Porto a una società concorrente. Ma lascia intuire di averein mente altri progetti per ottenere la gestione di altre strutture. Poi dice: “Domani c’ho appuntamento co’ Gianni Letta”, riporta ancora ilCorriere. Un incontro di cui Buzzi parla anche con Luca Odevaine, componente del Tavolo del Viminale che si occupava della gestione dei profughi, adesso in carcere con l’accusa di aver fatto parte del “mondo di mezzo” di Carminati. Si arriva al 18 marzo. Sono le 10 e 30. I militari dell’Arma immortalano Buzzi mentre entra nell’ufficio di Gianni Letta. All’uscita chiama Odevaine: “E’ andata bene, alle 6 vedo il prefetto”, racconta ancora il giornale di via Solferino. E proprio alle 17 e 45 i carabinieri del Ros annotano che Buzzi entra nella Prefettura di Roma. Esce alle 18 e 35. Nuova chiamata con Odevaine: “Col prefetto è andata molto bene, gli abbiamo parlato di questo Cara di Castelnuovo di Porto… no del Cara, gli abbiamo parlato di questo immobile che c’è e lui mi ha detto: ‘Basta che il sindaco me dice di sì io non c’ho il minimo problema, anzi la cosa è interessante, lasciatemi tutto”.
Quando scatta l’operazione Mafia capitale – ricostruisconoMessaggero e Corriere – e scoppia lo scandalo sugli appalti concessi dal Campidoglio alle coop di Buzzi, la commissione Antimafiatenta di vederci chiaro. Convoca Pecoraro, che spiega: “E’ vero ho incontrato Salvatore Buzzi, ma non sapevo nemmeno chi fosse: il problema è la facilità con cui si può arrivare alle istituzioni e l’assoluta mancanza di controllo. Buzzi è venuto da me dopo che il dottor Letta mi aveva chiamato, io l’ho ricevuto e ho detto di no alla sua proposta che consisteva nella disponibilità di cento appartamenti per gli immigrati a Castelnuovo di Porto. Gli ho spiegato che lì ho già il Cara, che gli immigrati in una città così piccola sarebbero stati troppi”. La replica di Pecoraro ai due quotidiani è secca: “E’ un tipo di missiva che abbiamo mandato a tutti i sindaci della provincia chiedendo se c’era disponibilità di posti”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/22/mafia-capitale-lettera-prefettura-per-dare-via-libera-alle-coop-buzzi/1288408/

Verona, condannato per corruzione Vito Giacino. Fu il vice di Flavio Tosi

Verona, condannato per corruzione Vito Giacino. Fu il vice di Flavio Tosi

L'ex braccio destro del primo cittadino della Lega Nord era stato arrestato lo scorso 17 febbraio insieme alla moglie. L'indagine era partita dopo la denuncia dell'imprenditore immobiliare Alessandro Leardini

Vito Giacino, ex vicesindaco di Verona ed ex braccio destro del sindaco del Carroccio Flavio Tosi, è stato condannato a cinque anni di reclusione per corruzione. Il Gup, Giuliana Franciosi, ha accolto in pieno la richiesta del pubblico ministero Maria Beatrice Zanotti, che aveva chiesto appunto cinque anni per l’ex braccio destro di Flavio Tosi, arrestato lo scorso 17 febbraio assieme alla moglie, Alessandra Lodi, a sua volta condannata a quattro anni. Il pm aveva chiesto cinque anni di carcere anche per la donna.
L’indagine era partita in seguito alla denuncia dell’imprenditore immobiliare, Alessandro Leardini, che aveva raccontato di avere pagato presunte tangenti per 600mila euro a Giacino, in parte camuffate sotto forma di consulenze legali alla moglie, in cambio di favori per concessioni edilizie e varianti urbanistiche. Giacino, che si era dimesso da vicesindaco il 15 novembre del 2013 quando era già indagato e il suo ufficio in municipio era stato perquisito, si trova ancora ai domiciliari ed ha sempre proclamato la sua innocenza.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/22/verona-condannato-per-corruzione-lex-vicesindaco-vito-giacino/1288967/

In Africa Salva Vite Umane Col Metodo Di Bella,In Italia Lo Arrestano E Gli Sequestrano Le Cure

Domenico Biscardi metodo Di Bella

Il suo nome è Domenico Biscardi,un farmacista che ha adottato il metodo Di Bella in Africa guarendo malati.In Italia lo arrestarono facendo sparire le cure.

Domenico Biscardi, 46 anni, di Caserta. Si laurea in farmacia (pur spacciandosi come medico anatomo patologo in Africa), nonché internista, con studi condotti alla seconda Università di Bologna e a New York.
Biscardi inizia a somministrare (abusivamente in quanto vietata e non avendo la qualifica adatta per farlo) la cura Di Bella in Italia, fino a quando, i Carabinieri fecero irruzione nel suo studio di patologia anatomica a Caserta, sequestrando pacchi di ricette fotocopia della cura anticancro procedendo al sua arresto per riciclaggio e associazione a delinquere.
Nel 2005 sbarca a Capoverde, dove sposa l’avvenente Dilma Dos Santos,capoverdiana, che fa attualmente l’assistente sociale e lavora (gratis) con lui nella clinica di Murdeira dell’isola di Sal, dove inizia a dispensare a piene mani la “cura Di Bella».
Nel 2012 il farmacista/medico rilasciò la seguente intervista a IL GIORNALE :
Parliamo del metodo Di Bella, perché ha deciso di esportarlo a Capoverde?
“Ho fatto per anni il volontario in Kenya, affiancavo i veterani, bravi chirurghi come Robero Faccin che da 20 gira per l’Africa e trascorre dieci ore al giorno in ambulatorio. I medici del posto non sanno riconoscere un tumore (e io ero preso dal fatto di non riuscire ad alleviare le sofferenze di tutta questa gente…) nello stesso tempo se vuoi curare a Capoverde devi saper fare tutto, affrontare le ferite da pallottola, le infezioni, le dipendenza da alcool e droga, però, ripeto, per il cancro non c’è cura. Io avevo seguito la vicenda Di Bella, negli anni della sperimentazione e quando, sei anni fa, ho deciso di impegnarmi a Murdeira, sono andato a lezione da Giuseppe Di Bella, il figlio del professore. Da lui ho imparato l’importanza di somministrare un principio attivo in un preciso momento del giorno, che cosa si può mescolare e che cosa no, l’azione degli enzimi epatici, il blocco dei fattori di crescita e così via…”

Ma quanto si ammalano di tumore gli africani?
“Come noi. Perché mangiano cibo inquinatissimo… quest’angolo è diventata la spazzatura del mondo e non mi riferisco al fatto che non si fa la raccolta differenziata ma che affondano carichi di ogni genere… i risultati si vedono.”
Ovvero? “
Si pescano pesci che dopo un’ora o due che sono morti sprigionano luce fosforescente, ormai non è più vero il detto ‘sano come un pesce’…”
Quindi i più frequenti sono i tumori del tratto digerente?
“Dopo i melanomi sì, ma ci sono anche quelli della mammella, della prostata, dell’ovaio”.
I melanomi…? Ma le pelli scure non dovrebbero essere naturalmente protette dal sole?
“In teoria sì, ma di fatto, con il buco dell’ozono gli africani si ammalano soprattutto di melanoma…”.
E lei cura i melanomi con il metodo Di Bella?
“Certamente e, quando la lesione è all’inizio e non ci sono metastasi, ho ottimi risultati applicando il disinfettante iodopovidone, penetra nelle cellule e uccide le maligne”.
Quanti tumori ha affrontato con il metodo Di Bella?
“Al momento ho in cura una trentina di persone. In alcuni casi ho visto risultati sorprendenti dopo pochi mesi, senza intervento chirurgico. Una ragazza di 19 anni, all’inizio del 2008 si è presentata con perdite al seno, ghiandole linfatiche già intaccate e metastasi epatica (l’ago aspirato rivelò: carcinoma a piccole cellule). Dopo sei mesi di cura continuativa, il tumore si era ridotto del 90%, abbiamo ripetuto per 2 volte la terapia per un mese e oggi prende solo retinoidi, vitamina E, argento colloidale (potente antivirale che abbino spesso alla terapia)”.
Ma chi paga le cure e da dove vengono i farmaci?
“Facciamo delle grandi collette, ordino le medicine a Bologna, devo ringraziare un sacco di persone, ognuno ci mette del suo, dal corriere navale a quello terrestre…”.
Altri casi?
“Tumore alla tiroide in donna di 35 anni, alla prostata in un uomo di 43, carcinoma epatico in 46enne…”

Il tumore al fegato è quasi sempre una sentenza di condanna… a che stadio era?
“Tre centimetri per due e mezzo le dimensioni, con falda di versamento: dopo otto mesi di cura lesione ridotta dell’80%, il paziente è ancora in terapia…”.
Chi critica il metodo Di Bella dirà sicuramente che questi non erano tumori…
“L’ago aspirato e le ecografie dicono che lo sono, poi come le ho detto, qui importa arginare il male… pensi che ho avuto un sorprendente risultato su un bambino di 8 anni malato di sclerosi multipla (la diagnosi è stata fatta in un centro di ricerca per malattie genetiche del Portogallo). Era già a uno stadio molto avanzato della malattia, su una sedia a rotelle con paralisi degli arti inferiori, in più erano già comparsi i movimenti involontari di braccia e testa. Ebbene, dopo sei mesi di terapia notammo diminuzione dei movimenti involontari, forza nelle braccia e roteazione delle caviglie (prima completamente immobili)… penso che fermare il processo di degenerazione nervosa sia una cosa fondamentale”.
Fonti : http://www.ilgiornale.it/news/salute/io-uso-metodo-bella-africa.html
http://www.lastampa.it/2014/04/26/italia/cronache/quando-vannoni-cerc-di-sbarcare-a-capoverde-iwDDPVtgeFQji6c0KNZMvM/pagina.html

Domenico Biscardi ·  ·  Top Commentator · Mayor of New York City pressoUnited States University
alcune correzioni sono laureato in medicna e chirurgia in usa ed in farmacia in italia .. sono specializzato come anatomo patologo , ultrasonologo e biomendico per quanto riguarda la medicina .. e farmacologo per quanto riguarda la farmacia . oltre che preparatore galenico.. faccio consulenze gratuit sia in internet che di persona assolutamente gratuite. perche' un malato specialmente se terminale ha gia' pagato con le sue sofferenze ed un medico di coscienza con uno spirito deontologico non deve approfittare della fragilita di una persona cosi che annaspa per cercare l'ultimo filo di vita .. e' un disonesto un parassita sfruttatore perche' quello che gia' ruba in ospedale gli basta e gli avanza .. io sono cosi e cosi saro' sempre i miei pazienti mi conoscono e lo sanno .. trovatemi uno solo a cui ho mai chiesto soldi .. ma uno vero non facciamo come simoncini o vannoni ,.. io sono una altra cosa... e chi mi ha diffamato ne sta pagando ancora le conseguenze.... vi invito a visitare il mio laboratorio privato che mi sono costruito con le mie mani .. e con i mie sacrifici .. ho scoperto piu io i in 2 anni che telethon in 10 anni e voi ancora vi fate fregare

http://misteri.newsbella.it/in-africa-salva-vite-umane-col-metodo-di-bellain-italia-lo-arrestano-e-gli-sequestrano-le-cure/

Quantistica – ecco perchè l’anima esiste, la spiegazione di un fisico


By Richard

quantisticaEsiste l’anima? Fino a qualche decennio fa, questa domanda era lecita solo nell’ambito di una riflessione teologica. Oggi, invece, entra a pieno diritto nelle domande fondamentali della fisica teorica. Henry P. Stapp, fisico teorico presso la University of California-Berkeley, non vuole dimostrare l’esistenza dell’anima, ma che essa si inserisce all’interno delle leggi della fisica.
Quando parliamo di anima, siamo nel campo della metafisica o della fisica?
Prima dell’avvento della “fisica quantistica”, tutto ciò che travalicava i confini del visibile, era tema di ricerca della metafisica, ovvero quella disciplina che indaga sulle cose “al di là” della fisica. Oggi, invece, all’indomani della scoperta del bizzarro mondo dei quanti, ciò che non è visibile e che non è determinabile è diventato oggetto di studio della fisica. Più recentemente, alcuni studiosi hanno cominciato a inquadrare pionieristicamente questioni come la coscienza umana, l’immortalità dell’anima e la vita dopo la morte, come oggetti di studio all’interno della fisica teorica.
Tra questi c’è Henry P. Stapp, fisico teorico presso la University of California-Berkeley che ha lavorato con alcuni padri fondatori della meccanica quantistica, secondo il quale avere fede nell’anima non è ascientifico. Con la parola “anima”, lo scienziato si riferisce ad una dimensione della persona umana indipendente dal cervello o dal resto del corpo che può sopravvivere alla morte. “I forti dubbi circa la sopravvivenza della personalità oltre la morte, basate esclusivamente con la convinzione che sia incompatibile con le leggi della fisica, sono infondati”, scrive Stapp nell’articolo “Compatibility of Contemporary Physical Theory With Personality Survival”. Stapp ha collaborato alla stesura dell’Interpretazione di Copenaghen della meccanica quantistica, l’interpretazione della meccanica quantistica maggiormente condivisa fra gli studiosi. Essa si ispira fondamentalmente ai lavori svolti nella capitale danese da Niels Bohr e da Werner Karl Heisenberg attorno al 1927, ricevendo una formulazione meglio definita a partire dagli anni cinquanta.

Stapp spiega che i fondatori della teoria quantistica sostanzialmente hanno costretto gli scienziati a dividere il mondo in due parti: al di sopra del taglio, vi è la matematica classica con la quale è possibile descrivere i processi fisici empiricamente osservati; sotto il taglio, vi è la matematica quantistica che descrive un regno completamente al di fuori del determinismo fisico.

“In generale, si è compreso che lo stato evoluto del sistema sotto il taglio non può essere abbinato a nessuna descrizione classica delle proprietà visibili all’osservatore”, scrive Stapp. Dunque, come fanno gli scienziati ad osservare l’invisibile? Scelgono particolari proprietà del sistema quantistico, sviluppando un modello per vedere i suoi effetti sui processi fisici “sopra il taglio”. La chiave è la scelta dello sperimentatore. Il problema è che quando si lavora su un sistema quantistico, la scelta dell’osservatore ha dimostrato di influenzare l’andamento, con effetti visibili nel sistema al di sopra del taglio.
Stapp cita l’analogia pensata da Bohr per spiegare la curiosa interazione tra lo scienziato e i risultati del suo esperimento: “È come un cieco con un bastone: quando il bastone viene tenuto debolmente, il confine tra la persona e il mondo corrisponde al divario tra la mano e il bastone; ma se il bastone viene tenuto saldamente, esso diviene parte del soggetto: la persona sente che egli stesso può estendersi fino alla punta del bastone”. Dunque, il mondo fisico e il mondo mentale sono collegati in modo dinamico. La spiegazione quantistica su come la mente e il cervello possono essere separati, ma collegati con le leggi della fisica, “è una rivelazione benvenuta”, scrive Stapp. Essa risolve un problema che ha afflitto la scienza e la filosofia per secoli, con la scienza che vedeva la necessità di equiparare la mente con il cervello, e la filosofia-teologia, incaricatasi di considerare la mente come qualcosa di indipendente dal cervello.
La Teoria fisica classica può solo eludere il problema, e i fisici classici possono solo lavorare per etichettare questa intuizione come un prodotto della confusione umana. La scienza, continua Stapp, dovrebbe invece riconoscere gli effetti della coscienza come un problema fisico. Inoltre, tale prospettiva, secondo Stapp è indispensabile a conservare la moralità umana, spiegando alle persone di essere qualcosa di più che semplici macchine fatte di sangue e carne. In un altro articolo, intitolato “Attention, Intention, and Will in Quantum Physics”, Stapp scriveva:
“È opinione ormai ampiamente diffusa nelle persone la visione scientifica secondo la quale ogni essere umano è fondamentalmente un robot meccanico, prospettiva che rischia di avere un impatto significativo e corrosivo sul tessuto morale della società”.

Richard
La mia natura mi spinge a rispondere, fin dall'infanzia, a tante domande che la vita ci mette sotto gli occhi, una "complicazione" che ritengo missione fondamentale ed essenziale per realizzarci come singoli e come umanità su questo granello di polvere nell'Universo. Amo praticare lo sport e giocare ai videogames, magari con birra e patatine.



Fonte: altrogiornale.org