giovedì 4 dicembre 2014

Vaticano, Bertone resiste allo “sfratto papale”: pensione in attico da 700 metri

Vaticano, Bertone resiste allo “sfratto papale”: pensione in attico da 700 metri

Il porporato, che il 2 dicembre terminerà il suo ultimo incarico di camerlengo di Santa Romana Chiesa, non lascerà le mura leonine. Il contrario di quanto vorrebbe Francesco, che critica la volontà dei cardinali di continuare a vivere nei sacri palazzi, una volta finito il "lavoro" presso la Curia romana. Il tutto per conservare la loro forte influenza


Nuova tegola per Tarcisio Bertone. Dopo l’ennesimo scandalo finanziarioPapa Francesco vuole che l’ex Segretario di Statolasci il Vaticano ma il porporato, che il 2 dicembre prossimo compirà ottant’anni e lascerà la sua ultima carica, quella di camerlengo di Santa Romana Chiesa, resiste al tentativo di “sfratto papale”. In questi primi quindici mesi a Roma Bergoglio ha notato la tendenza, abbastanza diffusa tra i cardinali della Curiaromana che vanno in pensione, di rimanere a vivere dentro le mura della Città leonina o comunque in appartamenti vaticani nel centro di Roma. Dimore di diverse centinaia di metri quadrati, scelte accuratamente alla vigilia delle dimissioni, ristrutturate e arredate in totale contrasto con lo stile sobrio predicato ma soprattutto vissuto da Papa Francesco che, dal momento della fumata bianca, vive in un bilocale di 70 metri quadrati al secondo piano di Casa Santa Marta. Bertone, invece, trascorrerà la pensione in un “modesto” attico di 700 metri quadrati.

Una tendenza, quella di rimanere a vivere inVaticano dopo le dimissioni, cheBergoglio non ha per nulla compreso. Il Papa, pur non apprezzando la scelta di non tornare nel paese natale per trascorrere gli anni dellapensione, critica la volontà dei cardinali che, terminato l’incarico nella Curia romana, continuano a vivere nei sacri palazzi per conservare la loro forte influenza. In questo modo per Bergoglio è molto difficile scardinare il potere curiale ed “evitare – come ha detto ai nuovi cardinali – abitudini e comportamenti di corte: intrighi, chiacchiere, cordate, favoritismi, preferenze“. Non a tutti i fedelissimi del Papa, però, piace che Bergoglio continui a vivere a Casa Santa Marta. Secondo alcuni autorevoli membri del suo staff, infatti, Francesco, vivendo in quello che egli stesso ha definito il suo “convitto”, è troppo esposto alle “chiacchiere” dei visitatori di passaggio che lo avvicinano nella hall dell’albergo vaticano o nelle Messe quotidiane nella cappella di Santa Marta. E sempre secondo i suoi più stretti collaboratori, Bergoglio rimane spesso turbato dalle notizie che gli confidano gli ospiti occasionali della struttura.
Per questo il presidente del Governatorato vaticano, il cardinaleGiuseppe Bertello, membro del “G8” del Papa, ha recentemente proposto a Francesco di condividere con lui il suo enorme appartamento di servizio all’ultimo piano dell’edificio che governa lo Stato della Città del Vaticano, alle spalle della Basilica di San Pietro. “Tu resta a vivere lì da solo che io resto a Santa Marta“, gli ha risposto senza possibilità di replica il PapaNon è solo l’attico ad aver convinto il Papa che Bertone dovrebbe lasciare il Vaticano, ma sono soprattutto le continue esternazioni del porporato salesiano a suscitare imbarazzo nello staff di Francesco.
Bergoglio ha voluto chiarirlo lui stesso nella conferenza stampa tenuta con i giornalisti del seguito papale sul volo che lo ha riportato da Tel Aviv a Roma. A chi gli chiedeva degli scandali finanziari che stanno avvenendo sotto il suo pontificato in Vaticano, il Papa ha risposto facendo sue le parole di Gesù nel Vangelo: “‘È inevitabile che ci siano gli scandali’. Siamo umani, peccatori tutti. E ci saranno, ci saranno. Il problema è evitare che ci siano in più!”. Francesco pensava anche al “pranzo dei vip”, costato 18mila euro, che si è tenuto sulla terrazza della Prefettura degli affari economici il 27 aprile scorso per consentire a 150 ospiti illustri di godere dellavisione della Basilica Vaticana e di piazza San Pietro durante la canonizzazioni di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.
Un evento nell’evento che contrasta totalmente con quella “Chiesapovera e per i poveri” auspicata da Bergoglio. La posizione del Papa è chiara: “Gli affaristi li conosciamo bene! E li abbiamo visti nellecomunità parrocchiali o diocesane, nelle congregazionireligiose, alcuni benefattori della Chiesa, tanti, eh! Si pavoneggiavano di essere proprio benefattori e alla fine, dietro il tavolo, facevano i loro affari”. Sul volo papale Francesco, però, non ha voluto sorvolare sull’ultimo scandalo finanziario che ha coinvolto Bertoneovvero i 15 milioni di euro dati dallo Ior allaLux Vide di Ettore Bernabei.
“Io vorrei dire una cosa – ha risposto il Papa – nella domanda che lei ha fatto, ha menzionato quell’affare dei 15 milioni. È una cosa che è allo studio, non è chiara quella cosa. Forse potrebbe essere vero, ma in questo momento non è definitivo, quel problema: è sotto studio, per essere giusto”. Un’affermazione che non contrasta, come invece qualche osservatore ha sostenuto, con la dichiarazione rilasciata qualche settimana prima dal portavoce vaticano padreFederico Lombardi: “Non vi è in corso alcuna indagine di carattere penale da parte della magistratura vaticana a carico del cardinale Tarcisio Bertone“. Come ha chiarito direttamenteFrancesco, infatti, non si tratta di un’indagine penale, ma di una “indagine papale”.
Twitter @FrancescoGrana

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/06/vaticano-bertone-resiste-allo-sfratto-papale-pensione-in-attico-da-700-metri/1017042/

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