venerdì 12 dicembre 2014

Stato-mafia. Cannella: “Tutta Cosa Nostra votò gli amici di Forza Italia”

forza italia-Redazione- A seguito delle condanne definitive nell'ambito del Maxi Processo e dopo le stragi del biennio '92-'93, Cosa Nostra si ritrovò improvvisamente senza referenti politici. Non vi era più alcuna intenzione di appoggiarsi a determinate parti politiche che avevano, di fatto, deluso i boss: per questo, vi era la necessità di creare un partito che fosse diretta emanazione di Cosa Nostra.
Era la fine del '93: Leoluca Bagarella chiese al futuro collaboratore di giustizia Tullio Cannella di provvedere a creare un partito mafioso, Sicilia Libera, dai chiari intenti separatisti.
Così fu: il partito venne costituito ed era pronto a ricevere i voti dei mafiosi di tutta la Sicilia. Ma accadde qualcosa: "Bagarella  venne a sapere che c’era Silvio Berlusconi che stava per scendere in politica con un nuovo partito e i voti furono dirottati su Forza Italia” ha raccontato Cannella, deponendo come teste al processo sulla Trattativa Stato mafia. “Sia la Dc, che per decenni aveva avuto connivenze con Cosa nostra, sia il vecchio partito socialista, che aveva chiesto e ottenuto i voti della mafia, avevano deluso le aspettative", ha proseugito. "C’era sfiducia negli esponenti di questi partiti perché non avevano mantenuto gli impegni dopo l’aiuto che gli aveva dato Cosa nostra. Bagarella diceva che Toto’ Riina nei confronti di questi personaggi era sempre stato troppo buono. Cosi’ alle politiche del 1994 si candidarono per Forza Italia personaggi vicini a Cosa nostra e si decise di spostare i voti su quel partito, accantonando per il momento il progetto di Sicilia Libera“. 
“Noi eravamo nati da poco e non potevamo avere un grande riscontro, così il progetto ‘Sicilia libera’ venne abbandonato per il momento contingente e si disse di andare alle elezioni politiche appoggiando i candidati amici dei vari personaggi di Cosa nostra che erano candidati nelle liste di Forza Italia", ha aggiunto ancora. "Quindi tutta Cosa nostra decise di votare per i candidati di Forza Italia”.
In effetti, nel '94, il partito fondato da Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi raccolse una percentuale di voti incredibile, in Sicilia. Senza dimenticare le "amicizie" di Dell'Utri, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.
La deposizione di Cannella è continuata poi ripercorrendo gli attentati del '93, tra cui quello, fallito, ai danni di Maurizio Costanzo, il 14 maggio in via Fauro. “Non aveva l’obbiettivo di ucciderlo, ma era solo un avvertimento: il presentatore infatti era vicino a degli amici, lavorava con personaggi che avevano un rapporto buono con Cosa nostra” ha spiegato il collaboratore. “Bagarella stava andando al mare e mi fece una battuta sarcastica: Tutti questi attentati in Italia. Secondo me sono i terroristi, saranno quelli della Falange armata . Ma era stata una battuta. Bagarella disse in dialetto: ‘Cu sta bummideddra, u Costanzo s’assistimò’ (con questa bomba abbiamo sistemato Costanzo ndr)"
Bagarella, insomma, "mi fece capire che questo episodio intimidatorio induceva il giornalista a evitare di fare programmi dove primeggiava l’attacco nei confronti della mafia. Mi disse anche che non si voleva uccidere Costanzo ma che si voleva dargli un avvertimento. Perché lui girava in un ambiente vicino a Cosa nostra, lui lavorava per Mediaset, il cui proprietario era all’epoca Berlusconi”.

http://www.articolotre.com/2014/12/stato-mafia-cannella-tutta-cosa-nostra-voto-gli-amici-di-forza-italia/

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