domenica 21 dicembre 2014

Sonyleaks. La Corea del Nord si difende: “Non c’entriamo con gli attacchi hacker”

Intanto la Sony sta pensando a delle alternative per distribuire comunque il film al centro di uno degli attacchi hacker più imponenti degli ultimi tempi.
Sonyleaks. La Corea del Nord si difende: "Non c'entriamo con gli attacchi hacker"-Penelope- Un nuovo episodio si aggiunge a quello che dalla stampa è già stato ribattezzato ilSonyleacks, ovvero l'attacco informatico più grande di sempre contro la casa di distribuzione Sony Pictures, rea di voler trasmettere nelle sale cinematografiche statunitensi e, poi, del mondo, la commedia The Interview, la cui storia narra di due improbabili giornalisti inviati in Corea del Nord dalla Cia, con lo scopo di uccidere, il leader del Paese, Kim Jong Un.
Oggi, la Corea del Nord, a seguito delle indagini dell'Fbi che hanno formalmente accusato il Paese asiatico di essere dietro agli attacchi informatici, si difende, sostenendo con fermezza di non c'entrare nulla. Secondo Pyongyang, i risultati dell'inchiesta avviata dal Bureau non sono verificabili e, per questo motivo, propone un'inchiesta congiunta agli Stati Uniti. A renderlo noto l'agenzia ufficiale nordcoreana Kcna. "Possiamo provare di non aver nulla a che fare con il cyber-attack contro la Sony", sostiene l'agenzia, voce ufficiale del regime. Più che una proposta, tuttavia, Pyongyang sembra aver dato un ordine agli Stati Uniti, in quanto, si legge, se gli Usa non aderiranno alla proposta di un'inchiesta, "continuando ad accusarci", andranno incontro a "gravi conseguenze".
Sonyleaks. La Corea del Nord si difende: "Non c'entriamo con gli attacchi hacker"Nel suo discorso di fine anno alla nazione, Obamaha detto che Sony hasbagliato a ritirare il film: "Nessun dittatore imporrà la censura agli Stati Uniti".
L'amministratore delegato della Sony, Michael Lynton, afferma alla Cnn, che il presidente, come il pubblico, hanno equivocato, addossando la responsabilità dell'accaduto ai cinema che hanno deciso autonomamente di non proiettare la pellicola. La casa cinematografica sta cercando alternative e ha un certo "numero di opzioni aperte, che abbiamo considerato e stiamo considerando". "Il nostro desiderio – ha assicurato – è sempre stato quello di consentire a chiunque lo voglia di vedere questa pellicola". Peccato che al momento "nessun distributore on demand di rilievo" si sia detto "disposto a distribuirlo".
Il danno fatto dagli hacker al colosso cinematografico è di dimensioni considerevoli; secondo le stime dell'esperto Hemanshu Nigam, fondatore della società di consulenza per la sicurezza informatica SSPBlue, fino a mezzo miliardo di dollari
L'attacco ha paralizzato il sistema informatico della Sony e sono finiti online 5 film  non ancora usciti sugli schermi, i dati personali di 47mila dipendenti, documenti riservati come la sceneggiatura del prossimo James Bond e una serie di email molto imbarazzanti per i capi di Sony.

http://www.articolotre.com/2014/12/sonyleaks-la-corea-del-nord-si-difende-non-centriamo-con-gli-attacchi-hacker/

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