mercoledì 31 dicembre 2014

Sony leaks. La Corea del Nord non c’entra, l’imbarazzo dell’Fbi

Dietro l'attacco hacker alla Sony Pictures, un'ex dipendente licenziata.
Sonyleaks. La Corea del Nord non c'entra, l'imbarazzo dell'Fbi-Redazione- E alla fine sembra che nell'attacco hacker hai danni di Sony, il soprannominatoSonyleacks, la tanto odiataCorea del Nord non c'entrasse nulla. A dirlo un'inchiesta della Norse, un’azienda statunitense specializzata in sistemi di sicurezza, secondo cui, ad aver hackerato la Sony Pictures, sarebbe stata un’impiegata, licenziata dall’azienda, insieme ad altri cinque personaggi, e non la Corea del Nord, come sostenuto dall'Fbi.
La Norse, che il 29 dicembre ha comunicato all’Fbi i risultati delle sue ricerche, sostiene che la donna avrebbe agito insieme a un gruppo di hacker ancora non identificati. La Corea del Nord ha sempre negato la sua responsabilità nella vicenda.
Un licenziamento che avrebbe alimentato la sete di vendetta, ottenuta attraverso l'attacco hacker che ha fatto salire la tensione tra Stati Uniti e Corea del Nord.
Nei giorni scorsi, infatti, l'Fbi aveva detto di avere prove contro il regime di Pyongyang, accusandolo della violazione alla major che distribuisce il film The Interview, in cui si racconta un complotto della Cia per assassinare il leader nordcoreano Kim Jong-un.
Secondo l'Fbi, il codice del malware usato dagli hacker per attaccare la Sony è simile al codice usato dalla Corea del Nord per altri cyber-attacchi. Ma – secondo gli esperti – si tratta di un codice vecchio e qualsiasi hacker nel mondo potrebbe averlo usato.
Secondo le informazioni raccolte dall'azienda americana, la donna, che si fa chiamare Lena e sostiene di far parte del gruppo Guardians of peace, ha lavorato alla Sony dieci anni prima di lasciarla a maggio.
Tuttavia, la Casa Bianca non sembra essere d'accordo con questa ricostruzione:"L'amministrazione Obama difende la tesi dell'Fbi", riferisce la Cnn. Il Bureau rimane infatti convinto che a organizzare l'attacco informatico a Sony sia stata la Corea del Nord. Anche se sabato scorso l'azienda di sicurezza informatica ha affermato "con certezza" che la Nord Corea non era responsabile di "aver orchestrato o avviato l'attacco alla Sony".
Nelle sue indagini la Norse si è affidata ad alcuni documenti legati al mondo della pirateria su Internet e li ha usati per monitorare le attività online dell'ex dipendente, scoprendo che in diverse occasioni ha trasmesso "messaggi violenti" sui licenziamenti della Sony attraverso i social network e che si è messo in contatto con gruppi pirati di Europa e Asia.

http://www.articolotre.com/2014/12/sony-leaks-la-corea-del-nord-non-centra-limbarazzo-dellfbi/

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