martedì 2 dicembre 2014

Secondo l’Onu sono ancora 21 milioni gli schiavi nel mondo, ma potrebbero essere di più

Nonostante, formalmente, la schiavitù sia stata abolita, continua ad esistere attraverso nuove forme che vessano i soggetti più deboli della società.
Secondo l'Onu sono ancora 21 milioni gli schiavi nel mondo, ma potrebbero essere molti di più-Penelope- Molti credono, erroneamente, che laschiavitù appartenga a un tempo storico ormai passato; purtroppo, invece, nel mondo sono ancora, secondo l'Onu, 21 milioni(35,8 milioni secondo il Global Slavery Indexstilato dalla Ong Walk Free Foundation) gli individui che si trovano in questa condizione; sono forme contemporanee di schiavitù, come ad esempio: la tratta di esseri umani, lo sfruttamento sessuale, le peggiori forme di lavoro minorile, i matrimoni combinati e il reclutamento forzato di bambini per l'impiego nei conflitti armati. Un capitolo a parte meritano le persone sfruttate nell’agricoltura, sarebbero 1,3 miliardi i lavoratori sfruttati nel settore agricolo, forestale e della pesca, secondo il rapporto dell’International Labour Organization Profits and Poverty: The Economics of Forced Labour.
Proprio per far sì che questa piaga sociale non venga dimenticata, l'Onu, dal 1949, ha istituito il 2 dicembre come Giornata Mondiale per l'Abolizione della Schiavitù. Il 2 dicembre segna, infati, la data di adozione, da parte dell'Assemblea generale, della Convenzione delle Nazioni Unite per la repressione della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione (risoluzione 317 (IV) 2 dicembre 1949). 
Recentemente l’interesse internazionale per la condizione delle persone sottoposte a schiavitù ha dato impulso all’attuazione di un consistente numero di importanti strumenti legali, il più recente dei quali è il ‘Protocollo per prevenire, sopprimere e punire la tratta delle persone, specialmente donne e bambini’, entrato in vigore nel 2003, ad integrazione della ‘Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine transnazionale organizzato’. La Corte Internazionale di Giustizia ha inoltre stabilito che la schiavitù costituisce un crimine contro l’umanità e che, essendo il diritto di essere liberi da tale condizione talmente inviolabile, tutte le nazioni devono pronunciarsi per portare gli Stati responsabili di fronte alla Corte. 
Lo Stato con la più alta percentuale di schiavi è la Mauritania, con il suo sistema profondamente radicato di schiavitù ereditaria, si pensa abbia ancora 150.000 schiavi su una popolazione di soli 3,8 milioni di abitanti. 
Sono cinque i Paesi che, nel 2014, hanno rappresentato il 61% della schiavitù totale, nonostante siano ben 167 i Paesi analizzati dal report, Italia compresa.
L’India è in cima alla classifica con circa 14 milioni e 290 mila persone schiavizzate, seguita dalla Cina con 3,24 milioni, il Pakistan con circa 2 milioni, Uzbekistan 1,2 milioni e la Russia 1,05 milioni. Completano la classifica Nepal, Moldova, Benin, Costa d’Avorio, Gambia e Gabon.
"Mentre Asia e Africa sono la patria della maggior parte dei moderni schiavi – sottolinea la Walk Free Foundation, organizzazione non governativa australiana, che pubblica annualmente l’indice di schiavitù globale, – nessun continente è libero dalla schiavitù moderna".
A livello globale, Islanda, Irlanda e Regno Unito sono i Paesi con i più bassi rankingdell’Index; tuttavia, si stima che ci siano ancora circa 4 mila persone schiavizzate nel Regno Unito. Nella top ten dei virtuosi anche Nuova Zelanda, Svizzera,  Svezia, Norvegia, Lussemburgo, Finlandia e Danimarca. L’Italia si posiziona al 146esimo posto con un indice del 3.12 rispetto al 97.90 della Mauritania ed all’1,00 di Gran Bretagna e Irlanda.
Certo, una Giornata Mondiale, potrebbe non cambiare niente, tuttavia può portare la società civile alla consapevolezza che la schiavitù esiste ancora oggi, deve essere un'esortazione verso tutti gli Stati a ratificare e ad attuare gli strumenti legislativi pertinenti e a cooperare con i relatori speciali delle Nazioni Unite per combattere le forme contemporanee di schiavitù.

http://www.articolotre.com/2014/12/secondo-lonu-sono-ancora-21-milioni-gli-schiavi-nel-mondo-ma-potrebbero-essere-di-piu/

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