sabato 6 dicembre 2014

S&P declassa l’Italia a BBB-, un passo dal livello spazzatura

L'Italia uscirà dalla recessione all'inizio del 2015, questa la previsione di Standard and Poor's che taglia il rating del Paese portandolo a BBB- un gradino sopra quello che viene definito "livello spazzatura".
S&P declassa l'Italia a BBB-, un passo dal livello spazzatura-Redazione- Standard and Poor's ha tagliato il rating sovrano sull'Italia di un notch a BBB- da BBB, portandolo ad un solo gradino dal cosiddetto "junk", livello "spazzatura".
In un comunicato l'agenzia spiega che il downgraderiflette "le perduranti debolezze nell'andamento del Pil reale e nominale, inclusa l'erosione della competitività". Tali debolezze, aggiunge l'agenzia, stanno minando la sostenibilità del debito pubblico del paese.
Sul fronte economico S&P prevede un'uscita dalla recessione nella prima parte del 2015, ma con una ripresa del Pil solo modesta, stimata attorno allo 0,2% per l'anno prossimo (da 1,1% di quella precedente).
Sulle stime pesa "una ripresa più debole dei consumi privati", che saranno "frenati da una difficile situazione del mercato del lavoro", segnata da una disoccupazione "a massimi storici" e da un "graduale consolidamento fiscale". 
Sul periodo 2014-2017 S&P ha tagliato le proprie stime su Pil reale e nominale rispettivamente ad una media annua dello 0,5% e dell'1,2%, rispetto ai precedenti 1% e 1,9%, in quanto "la persistente bassa inflazione e il difficile contesto del business continuano a pesare sulle prospettive economiche" del paese.
S&P sottolinea tuttavia che l'outlook stabile indica la convinzione che "il governo realizzerà gradualmente un ampio piano di riforme strutturali e di bilancio potenzialmente capaci di sostenere la crescita", in un contesto in cui la linea espansiva della Bce continuerà a supportare "la normalizzazione dell'inflazione".
Il premier Renzi, prosegue S&P, "ha compiuto alcuni progressi con il suo Jobs Act, che punta a affrontare il dualismo del mercato del lavoro (…) che ha generato un'alta disoccupazione giovanile. Guarderemmo l'approvazione di una riforma del lavoro non annacquata come un importante segnale della determinazione del governo a perseguire precise politiche adatte ad un membro dell'unione monetaria".
Dal 2006 ad oggi S&P ha abbassato il giudizio sull'Italia cinque volte, portando il rating da AA- all'attuale BBB-, con una riduzione complessiva di sei 'notch'. L'ultimo taglio del rating ad opera di S&P risale a luglio 2013, con successive conferme nel dicembre 2013 e nel giugno di quest'anno.

http://www.articolotre.com/2014/12/sp-declassa-litalia-a-bbb-un-passo-dal-livello-spazzatura/

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