mercoledì 10 dicembre 2014

Rischi mondiali per un tracollo economico della Russia

#VladimirPutin-Redazione- La Russia conta.Contava nel 1998, quando le onde d'urto del suo default dovuto al debito pubblico hanno colpito il mondo. E importerebbe nuovamente, qualora il precipitare del prezzo del petrolio portasse al collasso economico.
Nonostante la sua piccola economia. Esso rappresenta solo il 3% del PIL mondiale ed è dominato da un settore energetico, che è responsabile del 70% delle esportazioni.
In una certa misura, la struttura dell'economia Russia dovrebbe ridurre i rischi di "contagio", come riporta “The Guardian”. In mancanza di un settore manifatturiero moderno, che sia di vitale importanza per le catene di approvvigionamento globali, in teoria, qualsiasi altro produttore di energia potrebbe sostituire la Russia per il petrolio e il gas, in caso di una recessione profonda e dannosa.
Ma ci sono almeno cinque modi in cui una crisi russa si potrebbe diffondere. Iproblemi immediati della Russia derivano dal forte calo del prezzo del greggio, ma non è l'unico Paese ad avere questi problemi. Venezuela e Iran hanno difficoltà a far fronte alle richiese, con il petrolio a 70 dollari al barile. Se la Russia crollasse, chi sarebbe il prossimo?
In secondo luogo, la Russia ha ancora dei legami economici stretti con l'Europa orientale. Quindi un crollo avrebbe gravi conseguenze per i Paesi come la Polonia e l'Ucraina. L'Europa occidentale, inoltre, ne risentirebbe, se, per qualsiasi motivo, le forniture di gas attraverso il gasdotto della Russia fossero tagliate.
In terzo luogo, la debole performance economica della Germania a partire dalla primavera potrebbe, in parte, essere attribuita al più cupo umore economico. Il rallentamento nel resto dell'Eurozona ha probabilmente avuto un impatto maggiore sull'attività tedesca, ma la tensione tra Mosca e Kiev non ha certo aiutato. La Russia potrebbe essere sufficiente per spingere la Germania in recessione.
In quarto luogo, nessuno è del tutto sicuro di come Vladimir Putin possa rispondere alle circostanze economiche più difficili dal 1998.
Infine, si consideri che l'esposizione del mercato finanziario alla Russia è relativamente limitata, dato che le banche estere avevano 209 miliardi di dollari di prestiti alla Russia, quando sono state imposte sanzioni a marzo. Gli investitori occidentali, in base a questo, non sembrerebbero vulnerabili. Ma si badi che questa era anche l'assunzione, nel 1998, fatta da Barclays, quando dovette mettere da parte 250 milioni di sterline per coprire le sue perdite russe.
È impossibile, dunque, sapere con certezza la dimensione delle perdite che si potrebbero registrare.

http://www.articolotre.com/2014/12/rischi-mondiali-per-un-tracollo-economico-della-russia/

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