giovedì 18 dicembre 2014

Ripartire dalle ferrovie abbandonate

bi
C’è da restare a bocca aperta nello scorrere le immagini e i tracciati che troviamo sul sito www.ferrovieabbandonate.itStrade ferrate che ci indicano la possibile via da seguire per riprenderci importanti spazi nel settore turistico mondiale. Come il progetto costruito in Sardegna lungo la linea Mandas-Gairo-Arbatax dove è possibile affittarsi anche il treno. Oppure come le decine dipercorsi ciclopedonali che si potrebbero recuperare a fini sia ricreativi che di mobilità quotidiana.
Purtroppo molte delle tratte abbandonate sono, o erano fino a pochi mesi fa, anche efficienti ed utilizzate tratte pendolari ancora efficienti. Rami morti definiti tali da strategie di impresa che hanno badato più al business che al servizio pubblico per lavoratori e studenti. Oggi sono centinaia di migliaia le persone che, da Cuneo a Reggio Calabria, sono costrette a prendere l’automobile per andare a riempire autostrade o statali, oppure ad attendere lungo le banchine treni che arriveranno tardi o proprio non arriveranno mai. A meno che…
A meno che non sia il Ciufer a prendere velocità. Il Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali che da qualche tempo sta tessendo una rete su tutto il territorio nazionale per rivendicare e pretendere il diritto alla mobilità equa e sostenibile, per lottare contro la chiusura di altre tratte a rischio o per avere un servizio pubblico degno di questo nome. Lo trovate qui: www.ciufer.it. Per gli abbonamenti basta solo una piccola dose di buon senso.

Questo articolo è stato pubblicato anche su Il Fatto quotidiano

http://comune-info.net/2014/12/ferrovie-abbandonate-ci-portano-lontano/

Nessun commento:

Posta un commento