martedì 2 dicembre 2014

Renzi a direzione Pd: accelerare su legge elettorale

Il premier e leader del Pd Matteo Renzi è tornato a ripetere oggi che la riforma elettorale va votata in Parlamento al più presto e ha respinto la richiesta di Silvio Berlusconi di elegger prima il prossimo presidente della Repubblica, dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano.
Renzi a direzione Pd: accelerare su legge elettorale-Redazione- La direzione del Partito democratico ha approvato con due soli voti contrari un ordine del giorno che invita "ad andare avanti senza indugio" con le riforme, costituzionale ed elettorale. 
Ma la minoranza Dem non partecipa al voto: sono ancora troppo "profonde le differenze – dice Stefano Fassina -. Alcuni di noi non hanno partecipato al voto sulle riforme non perché non le vogliamo, ma perché non sappiamo con chi vanno avanti". E prima del voto Alfredo D'Attorre aveva chiesto alla presidenza di aggiungere un passaggio che sottolineasse "il ruolo del Parlamento" nell'approvazone delle riforme. Ma la richiesta è stata respinta. "Si tratta del testo dell'accordo tra maggioranza e Forza Italia: lo condividiamo o no? – ha replicato Renzi – Perché se non lo condividiamo è un problema".
Renzi rispedisce al mittente le richieste di Berlusconi"La proposta di Berlusconi sul fare prima" l'elezione al Colle che la legge elettorale "è da respingere al mittente, ora dobbiamo tradurre" l'Italicum "in atto di legge non perché vogliamo andare a votare", ha proseguito il premier.
Il governo cambierà il Paese "Senza preoccuparsi se possono cambiare i sondaggi, perché tra l'altro quelli del Pd vanno benissimo, se mai sono quelli miei. Ma io sono qui per cambiare l'Italia non i sondaggi", ha continuato il segretario del Pd.
"S'avanza una nuova destra che gioca la carta dell'immigrazione in modo spregiudicato forse perché nelle periferie possiamo e dobbiamo fare di più. Il Pd non deve sottovalutare la nuova destra e guardarla negli occhi su terreno da sempre scivoloso per la sinistra, come l'immigrazione, su cui noi abbiamo visione opposta", ha detto ancora Renzi.
"Il Jobs Act ritengo sia la riforma più di sinistra mai fatta nel mercato del lavoro. Non posso escludere che qualcuno non sia andato a votare per il Jobs Act, ma dire che per questo c'è stato il crollo in Emilia-Romagna è un esercizio ambiguo", ha continuato il premier.
"Respingo la tesi che l'astensionismo in Emilia Romagna derivi dalla disaffezione per il Jobs Act. È una lettura superficiale, parziale e discutibile", ha detto ancora Renzi, facendo l'analisi del voto delle regionali e respingendo le accuse della minoranza dem.
"Oggi è possibile un percorso di coinvolgimento di quella parte" del M5S "che non ritiene più il blog come la bussola propria", ha poi detto il premier.


http://www.articolotre.com/2014/12/renzi-a-direzione-pd-accelerare-su-legge-elettorale/

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