mercoledì 31 dicembre 2014

Raffaele Cantone il dopo Napolitano: per un’Italia più credibile

raffaele cantone-Pintus- Giorgio Napolitano ha offerto il solito ricevimento alle alte cariche dello Stato nel salone delQuirinale per gli auguri di Natale.

L’ospite d’onore è parso a tutti lui:Raffaele CantoneOsservato speciale da presidenti di Camera e Senato, ministri, generali, prefetti. E lui perfettamente a suo agio tra lustrini e pajettes, sorridente e amichevole.

Un uomo che unisce, lo dimostra la collaborazione con la presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, sempre critica con Renzi “Noi lavoriamo insieme, siamo l’anti-corruzione e l’antimafia”.

Raffaele Cantone, una delle voci più severe nei confronti dei palazzi del potere e della politica inquinata dalla criminalità organizzata. Magistrato inflessibile contro il malaffare e che, nell’inchiesta Mafia Capitale, ha denunciato il fiume di denaro che confluisce alle fondazioni e alle correnti dei partiti.

Però nessuno osa criticarlo, almeno apertamente, impossibile scovargli uno scheletro nell’armadio, tutti lo osannano, a parole: una specie di certificato di garanzia, o solo timore di vederselo dall’altra parte della scrivania.

Intanto Cantone spulcia appalti, dall’Expo al Mose e commissaria. L’Italia si candida per ospitare le Olimpiadi del 2024? Cantone è la garanzia che non si trasformerà nella solita mangiatoia.

Un potere, quello dell’ex magistrato antimafia, che gli deriva dal prestigio e dalla credibilità personale e a livello mondiale, travalicando i confini.

Sono parecchi i leader di partito che hanno provato ad arruolarlo, offrendogli un  seggio sicuro in Parlamento, fosse italiano o europeo. Da Veltroni a Franceschini, ottenendo sempre un garbato ma secco rifiuto, chiarendo sul Mattino il suo rapporto con la politica “Amministratori non ci si improvvisa e non mi sento tagliato per questo ruolo. Il miglior servizio che posso fare al Paese è quello di non candidarmi”.

Ma gli anni passano e Cantone si è avvicinato, con cautela, al mondo politico, accettando infine, prima con Letta e poi con Renzi, la guida dell’autorità anti-corruzione, ottenendo un consenso unanime dal Parlamento. Mai un attacco, neppure dal centrodestra.

E da qualche settimana il nome di Raffaele Cantone circola sempre più insistentemente come successore di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica: sarebbe lui l’asso nella manica del premier Matteo Renzi.

Una figura che incarni la volontà dell’Italia a voltare definitivamente pagina.

Una rottura con il passato per un Paese che all’estero continua ad essere sinonimo di corruzione e mafia.

Anche se il passo dall’idillio al tritacarne è breve, e Raffaele Cantone lo sa benissimo.


http://www.articolotre.com/2014/12/raffaele-cantone-il-dopo-napolitano-per-unitalia-piu-credibile/

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