mercoledì 31 dicembre 2014

Ogni notte cento clochard al freddo: «Ecco il piano»

Presentato il piano comunale per fronteggiare il freddo: cinque associazioni sul campo, nuovi posti letto nelle parrocchie
PADOVA. Scatta il piano per l’emergenza freddo: a fare le spese delle temperature rigide saranno soprattutto le fasce più fragili, ed in particolare i senza fissa dimora. Per il momento non verrà aperta la stazione ferroviaria, ma l’amministrazione comunale, con l’aiuto delle parrocchie e delle associazioni del terzo settore, ha messo a disposizione 146 posti letto, 5 unità di strada e centinaia di coperte da distribuire.
Sportello. Rispetto al passato, quest’anno è stato aperto anche un nuovo sportello: «Alla Casetta Borgomagno» spiega nell’occasione l’assessore al sociale Alessandra Brunetti «è stato attivato un servizio finalizzato ad intercettare queste persone ed aiutarle a trovare una soluzione, non solo nell’immediato ma anche nei mesi a seguire. Chi ha bisogno può rivolgersi allo sportello dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12: gli operatori cercheranno di tracciare una storia di queste persone, capire se sono già nei nostri circuiti oppure sono nuove e di quale tipo di aiuto hanno eventualmente bisogno». Per il servizio di asilo notturno sono attive sette strutture: il Torresino (82 posti letto); l’ex scuola Gabelli, in via Giolitti (24 posti); le chiese di Altichiero, San Carlo e Voltabarozzo (12 posti ciascuna) dove i rispettivi parroci hanno aperto le porte dei patronati ai bisognosi; la Casa a Colori di via del Commissario (i posti a disposizione variano a seconda della necessità e delle richieste del Comune); il Centro Mondo Amico, via Beato Pellegrino, dove sono presenti 4 posti per sole donne.
Le stime. I posti in totale sono 146, ma i numeri dei senza tetto sono molto più alti: «Non abbiamo stime precise» commenta l’assessore Brunetti «perché i flussi sono in continua evoluzione. Lo scorso anno sono state consegnate 400 coperte, ma preferiremmo mettere tutte queste persone al caldo, piuttosto che dare coperte. Non è nemmeno facile intercettarle, perché non si rivolgono ai servizi sociali. Fortunatamente» aggiunge ancora l’assessore Brunetti «c’è il centro di ascolto della Caritas, che è un orecchio sempre vigile sul territorio, con cui anche gli stranieri hanno più confidenza. Il loro lavoro è prezioso e indispensabile, come quello dei duecento volontari provenienti dalle parrocchie che stanno affiancando il lavoro nostro e delle associazioni». Le unità di strada impegnate nel progetto sono cinque, gestite da: Croce Rossa, Sant’Egidio, Noi sulla strada, Noi famiglie padovane e Guardian Angels.
Estrema difficoltà. Lo scorso anno, le percentuali dei senza fissa dimora vedevano una netta prevalenza di nord-africani (45%), seguiti dall’est Europa (25%) e dagli italiani (15%). «Quest’anno però» spiega Mirko Sossai, di Sant’Egidio «è cresciuta esponenzialmente la presenza degli italiani, ed anche i numeri in generale. Le stime del 2013 vedevano la presenza di circa 300 senza tetto, ma quest’anno, ai pranzi di Natale, c’erano circa 600 persone. Non tutte sono clochard, ma tutte sono in situazioni di estrema difficoltà. Con l’unità di strada giriamo sia il centro sia le periferie, dove le situazioni di emarginazione sono molte e molto diverse. Ogni sera intercettiamo circa 100 persone, divulgheremo i nuovi dati una volta elaborati».

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2014/12/30/news/ogni-notte-cento-clochard-al-freddo-1.10580700

Nessun commento:

Posta un commento