mercoledì 3 dicembre 2014

Occupazione abusiva, il governo depenalizza. Il paradosso italiano

porta-forzata-Nuccio Franco – Mentre la crisi esaspera le tensioni sociali così come confermato dai recenti fatti di cronaca che hanno visto protagoniste le periferie delle maggiori città italiane, sul diritto alla casa si registra un’importante novità.
Il Governo Renzi, infatti, si appresta a procedere alla depenalizzazione del reato di occupazione abusiva attraverso la cancellazione dell’art.633 del codice penale.
La norma, passata per mesi sotto silenzio, sarebbe contenuta nella Legge Delega n.67, dell’ormai lontano aprile scorso, già approvata dai due rami del Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
Dovessero essere confermate le norme in essa contenute ci troveremmo di fronte all’ennesimo paradosso tutto italiano.
In sostanza, chiunque potrebbe essere legittimato a prendere possesso abusivamente di un’abitazione, un negozio o un terreno senza la possibilità di essere sgomberato dalle forze dell’ordine.
Unica soluzione quella di denunciare l’accaduto alla giustizia in sede civile ed attendere che essa faccia il proprio (biblico) corso per ottenere una sentenza che in media arriva dopo dieci anni.
Ma non è tutto.
Così come concepita, infatti, la norma va ad incidere anche sugli artt. 632 e 631del codice penale che, rispettivamente, sanzionano la violazione circa la deviazione delle acque e la variazione dei confini di un terreno.
In sostanza, la trasgressione di tali norme si trasformerà in un semplice illecito amministrativo con tutte le conseguenze del caso, prima fra tutte spuntare tutte le armi contro il sistema del racket che si annida dietro all’increscioso fenomeno delle occupazioni.
Unico aspetto positivo è che affinché la norma sia pienamente operativa bisognerà attendere la promulgazione dei Regolamenti attuativi (due anni almeno) e su questo si stanno muovendo le principali forze politiche di opposizione con la speranza che il Governo torni sui propri passi.
Un atto gravissimo, dunque, di cui non è dato sapere se sia stato messo in atto scientemente o se sia frutto di un errore marchiano.
Del primo avviso il Segretario Generale della Confederazione dei Giudici di PaceFranco Pinardi che afferma senza ombra di dubbio che “la legge delega 67 è stata approvata sia dalla Camera sia dal Senato, non posso credere che non ne siano consapevoli. La proposta di depenalizzare l’invasione di terreni ed edifici, di fatto, nasconde una precisa volontà politica di legittimare questa invasione”.
Dicevamo del racket appunto che potrebbe sfruttare ancor di più a proprio vantaggio il mutato scenario.
Non è un mistero infatti che a Roma come a Milano a gestire il fenomeno ci siano delle vere e proprie organizzazioni criminali che assicurano alloggi per cifre che vanno dai 1.000 ai 2.000 euro, sottratti semmai ad anziani assenti perché ricoverati in case di cura.
Arrivano, sostituiscono porte e serrature, esibiscono donne incinte, bambini o diversamente abili all’arrivo delle forze di polizia ed il gioco è fatto con buona pace del legittimo titolare dell’alloggio, spesso minacciato per non sporgere denuncia. Si impossessano di interi condomini, spesso utilizzati per nascondere latitanti o per coprire attività illecite evadendo anche il pagamento delle utenze.
Ed in questo modo a Milano si è arrivati a decine di occupazioni giornaliere mentre a Roma dall’inizio del 2013 sono circa 800 i denunciati per tale attività criminale.
Nella Capitale l’esempio più eclatante è quello di Tor Sapienza, teatro in questi giorni di violente proteste della popolazione locale contro immigrati e rom, a dir loro colpevoli di occupare abusivamente alloggi.
Ed allora la guerra tra poveri si trasforma in una polveriera, in un fuoco che brucia e sul quale soffiano gli esponenti della malavita per i quali l’esigenza abitativa è semplicemente business non certo questione di sopravvivenza, come ci confermaPasquini dell’Unione Inquilini.
Qui il mercato nero degli alloggi pubblici è gestito dalla criminalità locale e dai clan rom”, denuncia a Il fatto Quotidiano “specialmente nella fase di compravendita. Un grosso affare, visto che sulla piazza ci sarebbero “tra le mille e millecinquecento case”che sfuggono a qualsivoglia controllo.
Il prezzo medio per una casa oscilla tra i 30 ed i 50mila euro, in una città dove l’emergenza abitativa è ormai un evidente quanto increscioso dato di fatto. Circostanza confermata dal numero di famiglie iscritte nell’ultima graduatoria per l’assegnazione delle case popolari che sono circa 30mila.
Gli occupanti sono solo l’ultimo anello di una catena che ha nella politica il suo fondamento: perché gli alloggi pubblici sfitti, che in Italia sono 40 mila, non vengono assegnati?” chiede Pasquini, che precisa: “L’Unione Inquilini è contraria alle occupazioni di stabili pubblici, ma Ater a Roma e Aler a Milano dovrebbero prendersi le proprie responsabilità, non si può gridare alla legalità solo alla fine” (Cit. Il Fatto Quotidiano).

http://www.articolotre.com/2014/12/occupazione-abusiva-il-governo-depenalizza-il-paradosso-italiano/

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