lunedì 15 dicembre 2014

Nuda per la Rivoluzione

aliaa magda el mahad Nuda per la RivoluzioneAliaa e’ egiziana, si spoglia sul web, e lo fa per la Rivoluzione.
In un mondo in cui i nudi femminili ci bombardano da mattina a sera in una serie infinita di immagini, film, pubblicità e chi più ne ha più ne metta, e dove il 12% dei siti internet sono pornografici, una giovane che si denuda generalmente non fa notizia. Ma Aliaa e’ una bella eccezione.
Aliaa Magda el Mahad, 21 anni, studentessa presso l’American University del Cairo, in Egitto, si definisce “laica, liberale, femminista, vegetariana, individualista” e considera il femminismo “la nozione radicale che le donne sono persone”.
Aliaa ha messo una foto che la ritrae nuda sul suo blog e ha definito questa azione:
“un grido contro la società della violenza, del razzismo, della molestia sessuale e dell’ipocrisia”.
Tre successive foto, identiche alla prima ma con un rettangolino giallo a coprire, rispettivamente, vagina, bocca e occhi, sono la metafora della censura poliziesca, legislativa, economica e culturale alla nostra libertà sessuale, di espressione, e del sapere.
L’Egitto e’ oggi un paese dai costumi conservatori, dove la maggioranza delle donne si copre la testa con un velo e accetta di sottoporsi a una serie di limitazioni della libertà personale che vengono giustificate con il rispetto della ‘tradizione’. In realtà, fino agli anni ’70 il paese delle piramidi ha avuto costumi relativamente liberali. Durante quel periodo, i turisti scandinavi o statunitensi trovavano più donne vestite di nero e a capo coperto in Sicilia e in Calabria che a Alessandria o a Il Cairo. Poi, dopo la guerra persa contro Israele (1967) e di fronte alla crisi politica, sociale ed economica che sembro’ indicare la sconfitta del secolarismo nasseriano, milioni di egiziani finirono col cercare una via per il riscatto nazionale in un passato (romanzato), col ritorno all’identità islamica dell’Egitto.
Questo trend fu cercato sia esteriormente, indossando abiti tradizionali per rendere palese la loro differenza rispetto alla maggioranza della borghesia urbana che da tempo aveva adottato indumenti, filosofie e stili di vita occidentali, sia politicamente, con l’appoggio a conservatori e ultra-islamisti. Dopo NasserSadat da una parte si oppose agli islamisti che costituivano un pericolo per il suo potere, dall’altra cambio’ la legge per renderla più ’islamica’. Dopo di lui, Mubarak prosegui’ sullo stesso binario. Al giorno d’oggi, per molti egiziani è inaccettabile vedere per strada una donna vestita in modo “inappropriato”.
La bellezza fresca e decisa, fragile e potentissima del corpo nudo di Aliaa e’ uno schiaffo in faccia al maschilismo arabo e dell’intero pianeta. E’, dunque, purezza rivoluzionaria.
Il suo blog ha registrato diversi milioni di visitatori ed e’ stato tempestato di commenti, alcuni frivoli, altri più impegnati. Aliaa ha ricevuto apprezzamenti e critiche, elogi e minacce, ma considerando che il paese sorto dalle ceneri del regime di Mubarak e’ stato per ora solo scalfito dalle istanze laiche e progressiste di una minoranza di studenti e attivisti della capitale, e che la giunta militare e molte forze sociali hanno addirittura manifestato l’intento di voler rafforzare la legge islamica in tutta la nazione, allora il gesto di questa ventenne e’ civico, politico, e puramente rivoluzionario.
La bellezza di Aliaa e’ la bellezza della Rivoluzione e del Futuro.
I laici e i liberali del mondo intero dovrebbe far sentire la loro voce a sostegno di Aliaa, una donna coraggiosa che ha scagliato in modo rivoluzionario e non-violento il suo corpo nudo contro l’arroganza politica e militare e contro il bigottismo religioso e sociale.
I laici e i liberali del mondo intero dovrebbe far sentire la loro voce a sostengo di tutte le Aliaa del mondo, anche di quelle di casa nostra, perché anche la nostra libertà sessuale, di espressione, e del sapere e’ imbrigliata dal bigottismo della società e del potere, e dunque Aliaa siamo noi, o almeno dovremmo essere noi.

Raramente le donne beneducate hanno fatto storia.
Laurel Thatcher Ulrich, professoressa di Storia delle Donne alla Harvard University.


http://www.asiablog.it/2011/11/23/nuda-per-la-rivoluzione/ 

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