sabato 6 dicembre 2014

Milano. Il parco Galli racconta

IMG00084-20121229-1042-Erika Furlan- Milano. Zona Sud Est della città un parco che ha tanto da dirci su una delle periferie moderne
Vi è mai venuto in mente di osservare un angolo di una città, partendo da un parco?
Noi tenteremo quest'insolito punto di osservazione dal Parco Galli a Milano, zona sud est. Un area verde nata nel 1980 dedicata al magistrato ucciso da Prima Linea (una delle organizzazioni terroristiche degli anni di piombo).
Progettato direttamente dall'Ufficio Tecnico del Comune, fu concepito fin dagli inizi come un luogo marcatamente sportivo, destinato alla ricreazione dei bimbi. Infatti, gli spazi del parco non sono  fittamente alberati.
Da un lato si possono osservare le Case Bianche di Via Salomone, tristemente note negli anni settanta-ottanta per la delinquenza che vi regnava al suo interno.
Ritornate all'attenzione delle cronache ora per la situazione abusiva e per gli scontri con le forze dell'ordine durante alcuni sgomberi di alcuni occupanti.
Quel che accaduto riflette un problema che va ben oltre la zona stessa.
Riguarda l'annoso tema della residenzialità pubblica, delle lunghe attese per l'assegnazione di una casa, degli alloggi sfitti.
Un quartiere quello del lotto 64 che è stato definito da alcuni come una favela sudamericana. Sicuramente c'è da lavorare al suo interno ma nulla a che fare con la sua triste storia passata, anzi gli inquilini stessi unendosi in un comitato erano riusciti nel 2008 a portare quello che doveva essere un progetto di demolizione in riqualificazione, dove la parte edilizia doveva andare avanti con quella sociale.
Entusiasti di questa nuova rinascita del loro amato quartiere avevano organizzato diverse iniziative, tra qui anche alcuni cicli di laboratori verdi rivolti ai minori, corsi di lingua (esistono diverse etnie nei vari caseggiati), reiki..
 Il Centro Anziani con il punto d'ascolto Caritas ha cercato di essere un punto di riferimento per gli anziani.
E' nato il Tavolo di Lavoro Salomone, composto dal Comune, dal Consiglio di Zona, da Aler (il proprietario delle case), dalle varie associazioni cattoliche e laiche. Si cercava di affrontare insieme i vari aspetti della vita delle Case Bianche per darne una soluzione. Tante le difficoltà, tematiche come la sicurezza e l'abusivismo si sono affrontati più volte ma i percorsi di applicazione erano difficili ma si era sempre fiduciosi di trovare una soluzione.
Tra mille difficoltà si era riusciti persino a sostituire la vecchiaia caldaia.
Un impianto obsoleto, situato in una parte del quartiere alquanto insicuro, di facile accesso a chiunque. Alla fine del 2012 la doccia fredda.
I fondi che Aler ha sempre dichiarato di avere sono spariti. Nonostante questo e la conseguente chiusura del Tavolo di Lavoro, si continuò a vario titolo a esserci dal punto di vista sociale.
E' partito il progetto Con-tatto finanziato dal Comune di Milano, con lo scopo di dare ancora più strumenti per la creazioni di spazi di convivenza e di vivibilità.
Il Comitato Inquilini ha continuato con le sue attività portando anche avanti il Kaki Tree Project (l'albero della pace, il caco sopravvissuto all'attacco atomico di Nagasaki del 1945 che crescerà proprio al Parco Galli).
Certo forse poco in confronto alle esigenze degli inquilini ma quel tanto da dimostrare di non essere in un ambiente totalmente degradato. Bisognerebbe, però, attivare una realtà coordinatrice, che sia punto di riferimento per tutto gli attori presenti nell'area così da riprendere il cammino iniziato nel 2008.
Dall'altro lato del Parco, una serie di torri ben piastrellate tra  le quali fette di giardini condominiali, costruire nella metà degli anni settanta e racchiuse da una cancellata in ferro a protezione da quel che accadde intorno.
Durante la bella stazione l'area verde tra i due complessi si trasforma in un ritrovo per i peruviani.
Si parte con una partita a calcio e si finisce con una continua fiesta fatta di carne alla brace, di alcool a fiume. Sono loro i veri padroni che lasciano sporcizia ovunque.
Raccolte firme, incontri con le istituzioni allo scopo di dare un certo decoro e vivibilità.
C'è pure una curiosità che il Parco ci potrebbe raccontare. Siamo sempre nel complesso piastrellato, oltre alle abitazioni esiste una serie di negozi vuoti da anni.
 Ci sentiamo dire da alcuni abitanti che sono proprietà dell'Inps. Si chiedono che intenzioni abbia perché così abbandonati sono ricettacolo di incontri o ricoveri per la notte (nel portico che c'è dinanzi) per chi non ha una fissa dimora.
 Il nostro ente previdenziale, aspettando di risolvere la loro sorte, sta continuando a pagare da proprietario le spese condominiali e le relative tasse, con i soldi dei contribuenti.

http://www.articolotre.com/2014/12/milano-il-parco-galli-racconta/

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