sabato 13 dicembre 2014

MARCIO SU ROMA – LA MEZZA PARENTELA CON ODEVAINE E ORA IL COMMERCIALISTA IN COMUNE CON MAFIA CAPITALE: SONO GIORNI AMARI PER LA MELANDRI – ‘’REPUBBLICA’’ INVECE SI SEGNALA ANCHE OGGI PER L’ASSOLUTO SILENZIO SULLA VICENDA. COMPLIMENTI

Luca Odevaine, arrestato, è il fratello dell’ex moglie del cognato (il fratello del marito) di Giovanna Melandri. Stefano Bravo, suo commercialista da anni e socio fondatore di “Human”, è stato sospeso e dimissionato perché sospettato di essere anche il commercialista di Mafia Capitale…

Chiara Pellegrini per "Libero Quotidiano"

giovanna melandri 6GIOVANNA MELANDRI 6
È «furiosa e addolorata» Giovanna Melandri. Stefano Bravo, uno dei soci fondatori della Human Foundation, fondazione filantropica che fa capo all’ex ministro dei Beni culturali, è indagato per riciclaggio ed è accusato di essere il commercialista di Mafia Capitale. Un nome, quello della Melandri, spuntato anche nei giorni scorsi, quando è emersa una parentela, seppur acquisito, e non più in essere, tra l’ex pupilla di Walter Veltroni e l’ex capo di gabinetto di quest’ultimo, Luca Odevaine, finito in carcere nell’inchiesta «Mondo di mezzo» per essere stato al libro paga della “cupola” guidata dall’ex Nar Massimo Carminati e dal grande capo delle coop rosse capitoline Salvatore Buzzi.

Un legame, seppure alla lontana, Odevaine è infatti il fratello dell’ex moglie del cognato (il fratello del marito) della Melandri, che in queste ore appare scomodo e che si aggiunge allo scandalo della Human.

HUMAN FOUNDATIONHUMAN FOUNDATION
Non c’è pace per l’ex deputato e ministro. È passato soltanto un anno mezzo da quando - nominata presidente del Museo romano delle arti del XXI secolo (Maxxi) dal 2012 a titolo onorifico «vado gratuitamente a rilanciare un’istituzione pubblica» - dovette giustificare, soltanto un anno dopo, 90mila euro di stipendio lordi piovuti dal cielo. Grazie ad un cambio di natura giuridica, che trasformò il museo in «ente di ricerca», permettendo, di fatto, l’elargizione di un compenso per la presidente. Adesso la vicenda è più spinosa.

LUCA ODEVAINE DURANTE LE OPERAZIONI DI SGOMBERO DEL CAMPO ROM DI VIA TROILI A ROMALUCA ODEVAINE DURANTE LE OPERAZIONI DI SGOMBERO DEL CAMPO ROM DI VIA TROILI A ROMA
Melandri, che preferisce non lasciare dichiarazioni a riguardo, affidando il proprio sentire in una lettera «aperta ai soci e sostenitori» di Human, deve spiegare come mai Bravo, lo spallone della mafia romana, è finito in un’associazione la cui «mission», si legge sul sito, è «promuovere un capitalismo più umano». L’ex ministra dei governi Prodi prova a chiarire perché, forse in modo sprovveduto, ha nominato Bravo «socio fondatore» di Human.

«Era il mio commercialista da un po’ di anni», spiega nella lettera. Un uomo scelto, aggiunge, per «la sua esperienza nata in anni di assistenza a fondazioni operanti nel campo del sociale». Per la Melandri la consulenza del «dott. Bravo» è stata addirittura «preziosa» nella costituzione della Human Foundation, «per la quale ha svolto il suo ruolo di commercialista in maniera ineccepibile». Allo stesso tempo il presidente del Maxxi tenta di allontanare ogni dubbio da quella «casa di vetro» che è Human e conferma di non «conoscere le sue attività al di fuori di Human» e nega qualsiasi legame con il Maxxi «nessun contatto, mai».

MASSIMO CARMINATIMASSIMO CARMINATI
Non c’è malizia, nemmeno, nell’aver fatto sparire in poche ore dalle pagine del sito di Human il profilo di quel socio fondatore ingombrante. «Alle prime notizie che lo riguardavano, che ci hanno naturalmente sconcertato e turbato», fa sapere l’ex ministro, «ho immediatamente convocato il consiglio direttivo della Fondazione (in data 3 dicembre) che lo ha prontamente sospeso da ogni incarico. Ho formalizzato al dott.Bravo tutto ciò in una lettera alla quale sono seguite le sue dimissioni e naturalmente l'aggiornamento del nostro sito con le cariche aggiornate».

Poi segue l’atto di accusa contro la stampa che butta «nel fango le attività di una Fondazione integerrima e riconosciuta», nelle stesse ore in cui «vengono effettuati ulteriori arresti che dimostrerebbero perfino il coinvolgimento della ’ndrangheta nelle vicende capitoline». Una trattativa che pende a sinistra. 

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