venerdì 12 dicembre 2014

Ma questa è mafia, caro Ferrara

mafia-R.C.-La mafia non esiste,  la mafia c’era, adesso non c’è più, la mafia è altrove.
L’esercizio principe rimane ilnegazionismo o l’accusare lamagistratura di protagonismoforse ignorando  la riservatezza  e la professionalità di Pignatone e Prestipino
Atteggiamenti pericolosi, sconfinanti nella complicità, che hanno contribuito a spargere sangue innocente nel nome di indicibili interessi o, se vogliamo ancora peggio, di ideologia di bottega.
Non va dimenticato che pur regolamentata da una disciplina feroce, la mafia è composta da uomini che uccidono con una risata, si chiamino Riina, Bagarella o Carminati, ed è diventata policentrica, emigrando dalle terre d’origine al Piemonte, alla Lombardia, all’Emilia, sino a Roma, città aperta per antonomasia.
Le mafie si sono diversificate, e questo non ne depaupera il potere, anzi, alimenta il fenomeno criminale, non aspettavamo certo Ferrara, per capire che Roma non è Palermo o Reggio Calabria, anche se comincia ad assomigliarci, con i morti ammazzati, l’abusivismo, il degrado, i lavori pubblici perennemente incompiuti.
Identità e scenografia di mafia, anche se Carminati, Buzzi, non sono certo Messina Denaro.
A Roma sono tutti amici, termine caro ai vetero-democristiani “ ‘A frà, che te serve?”, ma a differenza dell’omertosa Palermo, gli affari si fanno nelle sacrestiee a margine delle conferenze e non nei casali di Mezzojuso.
Per non parlare del Pd mafioso, erede dei comunisti Maurizio Ferrara, Antonello Trombadori e Giancarlo Paletta, i vecchi segretari di partito sostituiti oggi da loschi banditi che nulla hanno a che spartire con quella storia.
Ma questa è mafia, caro Ferrara, non microcriminalità, cattive abitudini, e ci sono anche stati i morti ammazzati, di altri non se ne sente davvero il bisogno.

http://www.articolotre.com/

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