sabato 20 dicembre 2014

L’FBI CONFERMA: “LA COREA DEL NORD HA ATTACCATO LA SONY” - MESSAGGI CONFLITTUALI DAGLI HACKER: “AVETE SOFFERTO ABBASTANZA, POTETE DISTRIBUIRLO” E “CANCELLATE OGNI TRACCIA DEL FILM” - CLOONEY PROVA A RIUNIRE HOLLYWOOD CONTRO L’ATTACCO, “MA NESSUNO SI FA AVANTI”

Il tipo di attacco sferrato alla Sony è simile a quello subito dalla Corea del Sud l’anno scorso - Clooney aveva preparato una petizione per gente dello show-business, ma molti si sono tirati indietro per paura di ritorsioni hacker - Il titolo Sony ha chiuso in perdita mentre la borsa di Tokyo cresceva...

  1. ATTACCHI A SONY: FBI, GOVERNO COREA NORD RESPONSABILE
 (ANSA) - Le indagini dell'Fbi hanno accertato che il governo della Corea del Nord e' responsabile dell'attacco informatico alla Sony Pictures. Gli strumenti utilizzati per gli attacchi informatici alla Sony sono simili a quelli usati lo scorso anno per attaccare banche e media in Corea del Sud l'anno scorso, secondo quanto si legge in un comunicato diffuso dall'Fbi.
kim jong unKIM JONG UN


  1. GEORGE CLOONEY IN PRIMA LINEA

Mentre la politica s'interessa al caso Sony Pictures, anche il mondo cinematografico non resta indifferente. Deadline ha raccolto un duro attacco di George Clooney rivolto sia a Hollywood sia ai giornalisti:

"Buona parte della stampa ha abdicato sul proprio reale compito. Hanno suonato la lira mentre Roma bruciava. C'è qualcosa di reale sotto. Con poco lavoro, sarebbe stato possibile scoprire che dietro non c'era probabilmente la Corea del Nord; è stata la Corea del Nord. Guardians Of Peace è una frase usata da Nixon alla sua visita in Cina. Quando gli fu chiesto perché aiutasse la Corea del Sud, disse che lo faceva perché siamo i Guardiani della Pace. Adesso stiamo parlando di una nazione che decide cosa dobbiamo fare. Non riguarda solo i film, ma qualsiasi parte delle nostre attività."
kim jong un floppyKIM JONG UN FLOPPY

Dopo l'attacco, l'attore aveva dato il via a una petizione a favore di Sony, proposta ad altri membri dell'industria cinematografica. La risposta ricevuta da molti di essi, secondo Clooney, sarebbe stata sempre la stessa: "non posso firmarla".


  1. SONY, GLI HACKER CHIEDONO DI PIÙ: "ELIMINATE OGNI TRACCIA DELL'ESISTENZA DI THE INTERVIEW"

Come in molti si aspettavano, la decisione di Sony di annullare l’uscita in sala di The Interview, richiesta a più ripresa dagli hacker che due settimane fa hanno condotto un cyber attacco senza precedenti ai danni della major, non è servita a far calmare questo gruppo di cyber-terroristi che risponde al nome di Guardians Of The Peace.

il finto kim jong un in the interviewIL FINTO KIM JONG UN IN THE INTERVIEW
I boss della Sony hanno ricevuto oggi un’altra email con cui gli hacker rilanciano e chiedono di più: eliminare ogni traccia dell’esistenza del film.

Ora vogliamo che non rilascerete mai il film, distribuito o leakkato in ogni forma, come DVD o pirateria. E vogliamo che tutto ciò che è collegato al film, inclusi i suoi trailer e la sua versione completa, vengano rimossi immediatamente da ogni sito internet.

Ecco cosa si ottiene a fare affari coi terroristi. La prossima volta, cosa chiederanno, l’esecuzione pubblica di James Franco e Seth Rogen? O di chi ha avuto l’idea di realizzare il film? Si tratta di un ricatto in piena regola e Sony, al momento, non ha ancora rilasciato alcuna comunicazione a proposito di questi ultimi sviluppi, ma siamo certi che stavolta, mentre le critiche stanno montano in tutta l’industria cinematografica, non cederà alla richieste.

Se è vero che, come confermato dal presidente USA Barack Obama, il rischio di attentati terroristici è pari a zero, è altrettanto vero che lì fuori ci sono i dati sensibili rubati da Sony. Quelli rilasciati fino a questo momento hanno già fatto diversi danni, quindi la major sarà costretta a scegliere il male minore.
kim jong un con il computerKIM JONG UN CON IL COMPUTER


  1. ATTACCHI A SONY: ESPERTI USA, SONO SOLO L'INIZIO - LO SCORSO ANNO 61 MILA ATTACCHI A GOVERNO FEDERALE
(ANSA) - L'attacco degli hacker alla Sony Pictures è senza precedenti, ma gli esperti di sicurezza informatica lanciano l'allarme, sostenendo che e' "solo l'inizio". "Il cyber-spionaggio ha raggiunto livelli mai visti prima", ha affermato alla Cnn Denise Zheng, vice direttore del Centro per gli studi strategici e internazionali. E i dati sembrano confermare tali preoccupazioni: secondo un recente rapporto dell'amministrazione Obama, lo scorso anno ci sono stati 61 mila attacchi informatici e violazioni della sicurezza nei confronti dell'intero governo federale.

obama come kim jong unOBAMA COME KIM JONG UN
E secondo un altro studio del Government Accountability Office, il numero degli incidenti che hanno coinvolto le agenzie governative è salito del 35% dal 2010 al 2013, passando da 34 mila a 46 mila. "Questo è un problema globale. Ci sono persone che vengono pagate per cercare di entrare all'interno dei nostri sistemi ventiquattro ore su ventiquattro", ha spiegato Tony Cole, vice presidente della società di sicurezza informatica FireEye.


  1. SONY: EFFETTO 'THE INTERVIEW" IN BORSA, CEDE L'1,29% A TOKYO
(ANSA) - La cancellazione dell'uscita del film "The Interview", la commedia sul tentativo d'assassinio del leader nordcoreano Kim Jong-un, pesa su Sony i cui titoli alla Borsa di Tokyo, pur dimezzando le perdite intraday nel finale, chiudono a -1,29%, in netta controtendenza sul Nikkei (+2,39%). Il cyberattacco a danno della Sony Pictures Entertainment, la controllata nel settore cinematografico, rischia di pesare in modo serio sui conti di uno degli migliori business del colosso nipponico dell'elettronica, alle prese con una ristrutturazione delle attività quasi decennale.

kim jong un brucia nel film the interview con seth rogen e james francoKIM JONG UN BRUCIA NEL FILM THE INTERVIEW CON SETH ROGEN E JAMES FRANCO
A prescindere dall'ipotesi di responsabilità della Corea del Nord nella vicenda, il danno dello stop alla pellicola con James Franco e Seth Roger è quantificato fino a 100 milioni di dollari come mancati introiti, in base a stime di settore. Senza poi contare le conseguenze collegate alla pubblicazione di migliaia di email private, a partire da quelle del top management. In termini di immagine, invece, l'impatto è decisamente più pesante. Secondo Bruce Bennett, senior analyst del think tank RAND ed esperto delle vicende nordcoreane, la mossa di Sony può costituire un pericolo precedente.

"Gli stranieri che vogliono fermare l'uscita di un film possono ora seguire l'esempio di questi hacker. Questo - ha aggiunto - è pericoloso per gli Usa". Si tratta, ovviamente, di una buona notizia per i leader di Pyongyang: "Non volevano che il film uscisse e soprattutto non ne vogliono la diffusione in dvd che potrebbe finire in Corea del Nord, come accaduto in altri casi, con una descrizione di Kim Jong-un" che non coincide con la propaganda del regime. La pellicola ha fatto infuriare Pyongyang fin da giugno, già al momento della diffusione del trailer, al punto da minacciare una pesante reazione anche contro l'amministrazione Usa se non avesse impedito "un atto di terrorismo e di guerra" contro la massima leadership nordcoreana.

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