martedì 2 dicembre 2014

Le lavoratrici occupano la miniera, le foto

Da qualche giorno venti donne, dipendenti Igea, vivono nei tunnel sotterranei per chiedere risposte sul futuro della società


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Foto: Una foto tratta dalla pagina Facebook Noi non abbiamo paura, dedicata alla occupazione della miniera da parte delle lavoratrici Igea

Le circa venti lavoratrici dell'Igea hanno occupato il 28 novembre la Galleria Villamarina della ex miniera di Monteponi, a Iglesias, per chiedere alla Regione risposte sul futuro della società che dovrebbe fare le bonifiche in Sardegna. La protesta durerà sino a che non riceveranno rassicurazioni su un programma di rilancio della società, fanno sapere le donne che assieme a il loro 250 colleghi maschi rivendicano anche il pagamento di sei mensilità arretrate.

La protesta delle lavoratrici in miniera


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Una foto tratta dalla pagina Facebook Noi non abbiamo paura, dedicata alla occupazione della miniera da parte delle lavoratrici Igea

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Qualche settimana fa, dopo che a Lula (Nuoro) gli operai si erano calati nei pozzi, proprio con l'amministrazione di viale Trento era stato siglato un accordo pieno di impegni da rispettare. A cominciare da uno stipendio arretrato da versare entro il 20 novembre. Non ancora arrivato, però. Anche per questo è scattato il blitz delle lavoratrici. Le donne si sono chiuse dentro la miniera di Villamarina, teatro delle più clamorose proteste in zona degli ultimi quindici anni. Un altro gruppo ha occupato invece il pozzo T della miniera di Campo Pisano. Lì si trovano le pompe che solevano l'acqua che rifornisce Iglesias. Conseguenza immediata lo stop alla fornitura idrica per la città.
Una mossa disperata, quelle delle occupazioni, legata non solo agli stipendi arretrati, quattro congelati nel concordato e altri due tra ottobre e novembre. Ma anche al piano di rilancio dell'azienda. "L'iniziativa da parte delle donne - spiegano le lavoratrici in un documento - nasce dalla volontà di volere far emergere le difficoltà che quotidianamente si trovano ad affrontare come madri, compagne, mogli e lavoratrici sfatando il luogo comune secondo cui alle donne tradizionalmente era precluso l'accesso al sottosuolo". Le operaie puntano il dito sulla Regione. E parlano "dell'ennesimo venir meno degli impegni assunti". Pronte all'occupazione a oltranza. "Noi - hanno detto - non abbiamo paura" (si chiama così,Noi non abbiamo paura, anche la loro pagina Facebook) . La Regione rassicurache la vertenza sarà affrontata con i sindacati in un incontro convocato il 2 dicembre. (ANSA).
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