lunedì 15 dicembre 2014

L’ALIMENTAZIONE RETTALE MADE IN GUANTANAMO

L’ALIMENTAZIONE RETTALE MADE IN GUANTANAMO

Nel torture report della CIA, molti dei termini usati dai mass media—come “waterboarding”, “pestaggi”, “privazione del sonno”—erano familiari. Ma c’è almeno una di queste atrocità appena rivelate dal report che suona nuova: cinque detenuti sarebbero stati sottoposti ad “alimentazione rettale” e a “reidratazione rettale”, molto probabilmente contro il proprio volere.
Pare che la CIA abbia eseguito queste pratiche per bloccare lo sciopero della fame di alcuni detenuti e per esercitare su di essi “un controllo del comportamento.”
I nuovi documenti rivelano, spesso con dettagli rivoltanti, come le procedure venivano utilizzate per umiliare e danneggiare i prigionieri di Guantanamo e di altri luoghi di detenzione. Khalid Sheikh Mohammed (KSM) è stato uno dei soggetti che hanno subito questo tipo di trattamento, che è stato usato su altri quattro detenuti (e molti altri sono stati minacciati di essere sottoposti alla pratica).
La reidratazione rettale, o proctolisi, è sostanzialmente l’atto di instillare grandi quantità di liquidi nel retto del paziente attraverso un sistema “goccia a goccia”—una tecnica molto diffusa durante la Prima Guerra Mondiale. Venne inventata da un chirurgo americano di nome John Benjamin Murphy (da cui prende il nome l’apparato usato per la pratica il “Murphy Drip”) e veniva usata sia per somministrare medicine che per combattere stati di disidratazione dell’organismo.
Il “Murphy Drip” per la proctolisi, Immagine Wikimedia
Ma quando i medici diventarono abili nella somministrazione di terapia in endovena, questo metodo divenne desueto. In un articolo del 2010 sulla rivista Emergency Nurse, viene notato che la reidratazione rettale viene usata in qualche occasione nella medicina tradizionale cinese per far assorbire rimedi naturali, ma “con l’uso diffuso delle iniezioni in endovena soprattutto nel caso di emergenze, molti mettono in dubbio l’utilità della proctolisi.”
Ma la CIA l’ha usata lo stesso, e spesso.
“Almeno cinque detenuti sono stati sottoposti alla “reidratazione rettale” o all’alimentazione rettale senza che ci fosse necessità medica documentata,” viene affermato nel report sulle torture.
Ecco perché.
“Gli ufficiali medici della CIA hanno parlato della reidratazione rettale come metodo di controllo del comportamento,” si afferma nel documento. “Come ha scritto un ufficiale, le iniezioni in endovena sono sicure ed efficaci, ma siamo rimasti colpiti dall’efficacia dell’infusione rettale per bloccare gli scioperi della sete.”
Traduzione: somministrare acqua e soluzioni saline attraverso un’iniezione funzionava troppo bene per mantenere i detenuti idratatati e per farli mangiare, ma la reidratazione rettale aveva la propensione a umiliarli, così che smettessero gli scioperi della fame.
Per chi è curioso di sapere come la procedura veniva svolta, permettete che sia la CIA a spiegarvelo:
“Lo stesso ufficiale ha fornito una descrizione della procedura: ‘se lo sistemi e apri il tubo per per la fleboclisi, il flusso si regola da sé, fluendo negli intestini…’ quello che deduco è che metti il tubo più su che puoi, poi apri la flebo. Non c’è bisogno di schiacciare, lasci che sia la gravità a fare tutto il lavoro.”
E alcuni altri dettagli rilevanti:
“Questo stesso scambio di mail includeva la descrizione di un’applicazione precedente della tecnica, nella quale ‘abbiamo usato il tubo più largo che avevamo…’ Come descritto nel contesto dell’alimentazione rettale di al-Nashiri, l’Ensure è stato instillato nel corpo di al-Nashiri “in una posizione con la faccia rivolta verso il basso (Trendlenberg) con la testa più in basso rispetto al torso.”
Non era semplice idratazione; i pranzi dei detenuti venivano liquefatti e somministrati per via rettale, come nel caso di Majid Khan. La CIA sostiene che Khan, che stava cercando di fare uno sciopero della fame, inizialmente era d’accordo con l’alimentazione rettale. Ma “dopo circa tre settimane la CIA ha sviluppato un regime di trattamento più aggressivo, senza chiedere il permesso.”
Immagine: un paziente con il “Murphy Drip”. Via Lecture on Dietetics
Dopodiché la sua alimentazione forzata ha preso direzioni ben più atroci:
“Majid Khan è stato poi sottoposto all’alimentazione e alla reidratazione rettale involontaria, che prevedeva due bottiglie di Ensure. Nella stessa giornata il pasto di Majid Khan, che consisteva in hummus, pasta con il sugo, noci e uvette è stato reso sotto forma di puree e instillato per via rettale. Seguirono poi altre sessioni di alimentazione rettale e reidratazione.”
Le umiliazioni inflitte da queste pratiche apparentemente hanno avuto un effetto doloroso: “oltre allo sciopero della fame, Majid Khan ha tentato di ferirsi da solo più volte, ha tentato di tagliarsi le vene, di morsicarsi l’interno del gomito, di tagliarsi una vena sul collo del piede e di tagliarsi la pelle sul gomito con uno spazzolino affilato.”
Oltre queste pratiche, i documenti mostrano che la CIA aveva una predilezione per la violazione dei retti dei detenuti. Altri documenti diffusi in passato affermavano che alcuni agenti “sodomizzarono e torturarono” un sospetto terrorista tedesco nel 2003, e il nuovo report rivela un comportamento violento anche durante il controllo degli orifizi:

“I vertici della CIA, incluso il generale Scott Muller e Jamess Pavitt vennero avvertiti che erano stati condotti esami rettali usando “forza eccessiva” su due detenuti della struttura di detenzione COBALT…I documenti della CIA indicano che a uno dei prigionieri, Mustafa al-Hawsawi, vennero poi diagnosticate emorroidi croniche, una ragade anale e prolasso rettale sintomatico.”
Come è ovvio, nessuno di questi detenuti vittime di queste violenze era stato sottoposto a un processo. E questo vale per i più famosi tra loro, a cui apparentemente venne somministrata l’alimentazione per via rettale in più di un’occasione.
“Venne ordinata anche la reidratazione rettale di KSM senza che ci fosse necessità medica, una procedura che il capo degli interrogatori avrebbe poi descritto come dimostrazione del “totale controllo del detenuto” durante gli interrogatori.” E inoltre “il 5 marzo 2003 KSM venne sottoposto ad ulteriore reidratazione rettale,” che venne eseguita per aiutare a “ripulire la mente della persona” e che fu efficace per far parlare il detenuto.
“Il responso della CIA del giugno 2013 non indica l’uso dell’alimentazione rettale per i prigionieri,” afferma il report, “ma difende l’uso della reidratazione rettale come ‘riconosciuta pratica medica’.”
La reidratazione rettale è senza dubbio una “riconosciuta pratica medica,” ma non viene usata da decenni. La tecnica è stata usata come strumento di umiliazione per causare sofferenze e forse anche per torturare.
Come affermano gli autori di Force-Feeding at Guantánamo: Medical, Legal and Ethical Analysis, “la Croce Rossa Internazionale, l’Associazione Medica Internazionale e le Nazioni Unite riconoscono ai prigionieri il diritto di iniziare uno sciopero della fame. Tutte e tre le organizzazioni hanno stabilito che l’alimentazione forzata è una violazione del divieto di punizioni crudeli, disumane e degradanti.”
La CIA non solo ha scelto di nutrire forzatamente i detenuti, cosa che avrebbe potuto essere di per sé una pratica crudele—gli agenti hanno anche somministrato sostanze nutritive attraverso le cavità nasali con tubi nasogastrici—ma a quanto pare lo ha fatto per aumentare la violenza della detenzione con una tattica chiaramente umiliante. Alla luce di questi nuovi documenti sembra tristemente chiaro che l’agenzia ha usato un’antiquata procedura medica come scusa per infliggere sofferenze.
http://www.informarexresistere.fr/2014/12/13/lalimentazione-rettale-made-in-guantanamo/

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