lunedì 15 dicembre 2014

La Chiesa contro Napolitano: il concetto di eversione e i sepolcri imbiancati

napolitano-Pintus- Le rive opposte del Tevere non si sono mai particolarmente amate e da oggi si guardano con ancora più diffidenza.
A dividere il Vaticano e il Quirinale è la valutazione delle conseguenze che la corruzione comporta per la vita politica e non solo del Paese.  
Il presidente Napolitano lancia i suoi strali contro l’antipolitica eversiva, mentre monsignor Giancarlo Maria Bregantini  replica che un politico corrotto è più eversivo di chi fa antipolitica onesta.
Una risposta netta, precisa a un Presidente della Repubblica che non ha sentito il dovere di stigmatizzare la vergogna di Mafia Capitale, una dura presa di posizione contro l’inquilino del Colle.
Per Napolitano i guai del Bel Paese sarebbero generati dalla “patologia eversiva dell’antipolitica” una visione buia, che non contempla che le decisioni criminali vengano prese da pochi intimi all’interno di stanze oscure, una mancanza di obiettività davvero preoccupante da parte del garante della Costituzione.
Un intervento, quello dell’arcivescovo Brigantini, in linea col pensiero di Papa Francesco, quando esortava i giovani a “non scoraggiarsi mai nonostante la corruzione di persone che, invece di cercare il bene comune, cercano il loro interesse”.
Un anatema contro la dea tangente “che offende gravemente Dio, perché la pagano i poveri”.
Francesco si scagliò anche contro “gli interessi di partito i dottori del dovere e i sepolcri imbiancati”.
Chissà se a Giorgio Napolitano saranno fischiate le orecchie.

http://www.articolotre.com/2014/12/la-chiesa-contro-napolitano-il-concetto-di-eversione-e-i-sepolcri-imbiancati/

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