lunedì 8 dicembre 2014

Italia : Autobus della Vergogna: marocchina insultata “Tu devi stare in piedi, negra di merda”

Marco Randolo - ROVIGO - Un gesto sprezzante poi un insulto, pesante come un macigno. Soltanto per un posto conteso sull’autobus. Il tutto tra minorenni, studenti delle scuole superiori di Rovigo. E’ successo lunedì, nella stazione delle corriere di piazzale Fratelli Cervi. Nel pomeriggio, al rientro dopo le lezioni. 

Vittima, una ragazzina di 15 anni, di origini marocchine. La sua colpa? Il colore della pelle, evidentemente. E l’essersi seduta, nella corriera che come ogni giorno doveva riportarla a casa, negli ultimi posti in fondo. Quelli che, per la “legge della strada” osservata dagli adolescenti, sono riservati ai più grandi, ai ragazzi dell’ultimo anno e ai loro amici. E proprio uno di loro, un 17enne, trovando il posto occupato dalla ragazzina, l’ha sgridata: “Non puoi stare qui, questi sono i posti nostri”. Lei, ovviamente, ha provato a resistere, facendo valere i suoi sacrosanti diritti: del resto, il biglietto è uguale per tutti, e non è prevista nessuna prenotazione del posto. Ma la risposta non è piaciuta al bulletto, che le ha buttato lo zaino per terra, trascinandolo per diversi metri con i piedi. “Tu devi stare in piedi, negra di m...”. Poi altri insulti. Il tutto, nella più totale indifferenza. Nessuno, in tutta la corriera, ha trovato il coraggio di difendere la 15enne. Eppure tutti, o quasi, hanno sentito quelle parole, e le hanno riferite, riportate su Facebook, raccontate agli amici. A raccontare alla “Voce” l’episodio è un coetaneo (la cui identità manteniamo segreta per ovvi motivi) che conosce direttamente tutti i protagonisti di questa triste vicenda. A rendere ancora più pesante un episodio già di per sè gravissimo, il quadro in cui la vicenda si è sviluppata. Alla base di tutto, la disputa per un posto a sedere che il giovane bullo sentiva, senza diritto alcuno, come cosa sua. “Tutti i ragazzi - racconta ancora il giovane che ha denunciato la vicenda - sanno che i posti a sedere nei bus sono contati e che gli studenti sono tanti. Per questo - dice - ci si accalca davanti alle porte, per poter salire prima e riuscire a trovare un posto a sedere”. Capita anche, a volte, che molti rimangano in piedi, ecco perché, dovendo percorrere chilometri, ci sia la corsa ai posti per evitare di farsi il viaggio verso casa scomodi oltre che stanchi. Quel giorno, la ragazza 15enne di origini marocchine è riuscita a salire per prima: “E’ riuscita - continua il racconto - a prendere il posto più in fondo della corriera. Ancora non sapeva che quel posto è per i veterani delle superiori”. Da qui, l’epilogo che conosciamo, condito da una terribile espressione razzista, senza alibi ne scusanti. “Sono indignato - il commento di chi ha trovato la forza per rompere il muro di silenzio - non siamo a Detroit, non siamo nel 1955, e la ragazza insultata non è Rosa Parks. Siamo a Rovigo, nel 2014, 60 anni dopo quell’episodio che aveva fatto tanto riflettere in America sulle disuguaglianze che il colore della pelle porta ad incontrare”. “Questo fatto - dice ancora - è gravissimo e dovrebbe farci capire che c’è qualcosa che non va nell’educazione dei giovani, perché di questo si tratta: maleducazione. Perché - continua - una ragazzina di 15 anni non può subire tutto ciò. E’ maleducazione che si trasforma in bullismo e anche razzismo. ‘Negra di m...’ è un’espressione che fa male. Dovrebbe far male a tutti, anche se non si è neri”. Parole, queste, che denotano profonda maturità, evidentemente non comune a tutti gli adolescenti. C’è ancora, infatti, chi fa del sopruso e dello scherno ben oltre i limiti dell’insulto il leitmotiv della propria esistenza. Ed è ancora più preoccupante che lo si faccia fin da un’età così giovane. Un comportamento, quello del giovane bullo, che mette in luce un nervo scoperto non solo di una generazione, ma di tutta la nostra società.

http://bladibella.com/modules/news/article.php?storyid=10842

Nessun commento:

Posta un commento