mercoledì 31 dicembre 2014

In rete si tende a mentire

menzogne-Luca V. Calcagno – Sul Daily Mail uno psicologo, Richard Sherry, riporta l'esito di una ricerca, condotta sul sito di social networking Pencourage: il 68% degli utenti tende a mentire quando racconta un evento accadutogli.
 «L'interazione sui social network non prevede il contatto fisico – spiega Sherry – e' possibile travalicare la dimensione concreta della relazione, essere chiunque e confondersi».
Secondo Pier Paolo Pasolini «la società consumistica ha invece bisogno di uomini deboli», insicuri, alla ricerca di conferme. Sotto questo aspetto i social network hanno realizzato un'utopia positivista: l'oggettivazione in cifre della socialità di una persona: i “mi piace”, i follower, gli amici ecc.
Un sito come Facebook non è altro che un contenitore di biografie multimediali con  voti e commenti dei lettori, per competere mostrando e dimostrando quanto la propria vita sia perfetta.
Non stupisce allora quel dato riportato in apertura. Di fronte a tutte le vite “perfette” che le varie bacheche virtuali mostrano è difficile seguire il consiglio che Virgilio dà a Dante nel V canto del Purgatorio “lascia dir le genti: | sta come torre ferma, che non crolla”. Il rischio, costante nella nostra società, è un sempre maggioreconformismo, unito a un venir meno della capacità di critica, il cosiddetto “pensare con la propria testa”.

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