sabato 13 dicembre 2014

Il tatuaggio: l’arte di disegnare sulla pelle


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Il tatuaggio non è più visto come una cosa solo per chi è “Brutto sporco e cattivo”, volendo prendere in prestito il titolo del famoso film di Ettore Scola. Ormai è sdoganata l’idea di tatuaggio come opera “perenne” sul proprio corpo.
L’arte di disegnare sula pelle.
Abbiamo passato una giornata insieme ad Angela Smisek, tatuatrice Italiana nata a Termoli (CB) e poi trapiantata a Milano. Dopo la laurea ottenuta presso l’Accademia di Belle Arti a Bologna con una specializzazione in pittura, scopre la passione per i tatuaggi e decide di farla diventare la sua professione.
Dopo una prima esperienza professionale a Valencia presso l’Electric Storm, torna in Italia per trascorrere un breve periodo a Pescara, ed in seguito decide di trasferirsi a Milano per lavorare in studi molto importanti come Colors, Officina e Saint Mariner di Pietro Sedda (artista e tatuatore di stanza a Milano). Oggi Angela lavora stabilmente al LiberArte.
Angela ha uno strano rapporto con la tecnologia. Non è di sicuro una persona che vuole avere l’ultimo dispositivo introdotto sul mercato, ma il suo nuovo 2 in 1 – che peraltro ha comprato da poco – l’ accompagna ovunque vada.
“Mi rendo conto che è impossibile vivere e lavorare senza tecnologia” ammette Angela durante la nostra chiacchierata. Il suo Acer Switch 10, basato su tecnologia di processore Intel di ultima generazione, è davvero diventato a pieno titolo il suo assistente personale non solo per il lavoro, ma anche per lo svago e il divertimento.
 La giornata tipo di Angela insieme al suo 2 in 1
Durante la sua giornata tipo Angela usa il suo dispositivo 2 in 1 nei modi più disparati.
1. Consulta le foto dei suoi disegni per farle visionare ai suoi clienti o trae ispirazione per i suoi prossimi lavori da immagini che cerca o casualmente trova navigando nel web, passando velocemente da un’applicazione all’altra grazie alle potenti prestazioni del suo dispositivo.
2. Spesso è in giro per convention e lo usa per orientarsi in città che non conosce.
3. “Mi dimentico tutto!” ha confessato e annota tutto sul calendario: appuntamenti, scadenze, cose da fare…
4. Le piace rispondere a tutti quelli che le scrivono sia su Facebook sia via email e per farlo approfitta spesso dei tempi morti durante gli spostamenti; grazie alla lunga durata della batteria del suo 2 in 1 riesce a lavorare a lungo senza doverlo ricaricare fino a sera.
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Qualche Domanda
Come è iniziata la tua passione per i tatuaggi?
La passione è iniziata un po’ per caso. Ho sempre disegnato sin da bambina, poi ho conosciuto una persona che mi ha fatto pensare che „potevo provarci” : il mio mentore Luca Mamone (noto tatuatore Romano di fama internazionale), colui che mi ha dato qualunque consiglio potesse servirmi per il mio lavoro. Luca è anche la persona che in un modo o nell’altro mi ha molto influenzata nel mio percorso professionale, ho molta stima di lui, probabilmente se non lo avessi conosciuto, adesso chissà cosa starei facendo…
In famiglia cosa dicono del tuo lavoro?
Inizialmente non l’hanno presa bene. Poi, quando hanno visto che da una semplice passione era diventata una professione , hanno accettato la cosa. Mio padre – il mio cliente più esigente –vuole essere tatuato ogni volta che mi vede. L’unico della famiglia che non si è mai fatto tatuare è mio fratello, ma mai dire mai.
Quale parte del tuo lavoro preferisci?
Mi piace molto disegnare: infatti mi sono laureata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Sicuramente la parte della “preparazione” del tatuaggio è il momento che preferisco; mi esalto quando i miei clienti mi lasciano piena libertà creativa, sia perché posso sbizzarrirmi come voglio sia perché in quei casi percepisco totale fiducia da parte loro.
Chi sono i tatuatori – italiani e non – a cui ti ispiri maggiormente?

La mia fonte d’ispirazione sono sicuramente i primi tatuatori americani, dal 1900 in avanti, visto che amo molto lo stile tradizionale americano.
Che ruolo svolge e quanto conta la tecnologia nel tuo lavoro e nella tua vita?
La tecnologia svolge un ruolo importantissimo soprattutto nella mia vita lavorativa: al giorno d’oggi è impossibile pensare di lavorare senza tecnologia
Come usi il tuo dispositivo 2 in 1 Acer Switch 10 con tecnologia Intel?
Lo utilizzo tantissimo per consultare immagini, che poi saranno d’ ispirazione per i miei lavori, oppure per studiare attentamente i disegni che piacciono ai miei clienti. Fondamentale è il calendario: mi dimentico sempre tutto e quindi preferisco appuntarmi qualsiasi cosa, sia essa un’ impegno di lavoro oppure un appuntamento personale.
Visto che viaggio spesso per partecipare a varie convention, utilizzo il mio 2 in 1 per rimanere in contatto con i miei clienti e i miei fan via mail o aggiornando la mia pagina Facebook.
Qual è la caratteristica che preferisci del tuo dispositivo 2 in 1?
Trovo molto utile il fatto che se sono in studio o a casa posso stare comoda su una scrivania e utilizzarlo con la sua tastiera come un notebook a tutti gli effetti, mentre, se devo uscire e spostarmi, posso staccare il display e utilizzarlo come un tablet, funzione molto utile soprattutto quando devo tenerlo vicino mentre tatuo per verificare colori e sfumature del disegno che sto facendo.

Nicola Procaccio Nicola Procaccio
Esperto di comunicazione e marketing. Ama la famiglia, la buona cucina e viaggiare. Le sue passioni sono Firenze e Intel.

http://iq.intel.it/il-tatuaggio-larte-di-disegnare-sulla-pelle-2/

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