sabato 6 dicembre 2014

Il Censis fotografa un’Italia cinica, sola e impaurita. Siamo il Paese del “Capitale umano inagito”

L'allarmante fotografia della situazione sociale italiana scattata dal Centro studi.
Il Censis fotografa un'Italia cinica, sola e impaurita. Siamo il Paese del "Capitale inagito"-Redazione- Più diseguaglianze, meno integrazione, ceto medio corroso. Questi sono glieffetti della crisi secondo il Censis che aggiunge: "L'Italia si è spesso ritenuta indenne dai rischi delle banlieue parigine", ma le problematicità ormai incancrenite di alcune zone urbane "non possono essere ridotte a eccezione". 
Nel rapporto sulla situazione sociale, il 48esimo, quest'anno si parla di "profonda crisi della cultura sistemica": siamo una "società liquida che rende liquefatto il sistema". L'istituto spiega che dopo anni di attesa la ripresa non è arrivata e non è più data come imminente.  
Sempre sul fronte crisi, emerge che dei circa 4,7 milioni di giovani che vivono per conto proprio, oltre un milione non riesce ad arrivare a fine mese. Sono 2,4 milioni quelli che ricevono "regolarmente o di tanto in tanto" un aiuto economico dei propri genitori. Il Censis rileva il rischio di "scissione tra il welfare e i giovani" per le difficoltà occupazionali e reddituali incontrate dalle fasce più giovani della popolazione. Tra i giovani (18-34 anni) sale al 43% la quota di chi si sente inquieto e con un retroterra fragile e scende ad appena il 12% la quota di chi si sente al sicuro.
Per contro gli over 50 – anche per effetto della riforma previdenziale – lavorano più di quanto non facessero 5 anni fa: più 19,1% .
L'Italia è un paese dal capitale umano "dissipato""inagito", sono, infatti, quasiotto milioni gli individui non utilizzati: 3 milioni di disoccupati, 1,8 milioni di inattivi e 3 milioni di persone che, pur non cercando attivamente un impiego, sarebbero disponibili a lavorare. 
Un altro capitale "inagito" è quello della Cultura, nel Paese dove, fa notare Raffaello Masci su La Stampa, risiedono più beni culturali che in qualsiasi altro Paese, i lavoratori nel settore della cultura sono solo 304 mila, l’1,3% degli occupati totali, meno della metà di quelli occupati nel Regno Unito, 755mila e in Germania 670mila, per non parlare della Francia, 556mila o Spagna 409mila. Come sottolinea il Censis, lo scorso anno, il settore della Cultura ha prodotto un valore aggiunto di 15,5 miliardi di euro (solo l’1,1% del totale del paese) contro i 35 miliardi della Germania e i 27 della Francia.  
La crisi economica ha diffuso in Italia "una percezione di vulnerabilità" tale da far ritenere al 60% degli italiani che a chiunque possa capitare di finire in povertà. La reazione è un "attendismo cinico", per cui non si investe e non si consuma, il contante è considerato una tutela necessaria e prevale la filosofia del "bado solo a me stesso".  
Pensando al futuro il 29% degli italiani prova ansia perché non ha una rete di protezione, il 29% è inquieto perché ha un retroterra fragile, il 24% dice di non avere le idee chiare perché tutto è molto incerto, e solo poco più del 17% dichiara di sentirsi abbastanza sicuro e con le spalle coperte. 


http://www.articolotre.com/2014/12/il-censis-fotografa-unitalia-cinica-sola-e-impaurita-siamo-il-paese-del-capitale-umano-inagito/

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