venerdì 12 dicembre 2014

Hanno vinto loro, chapeau!

fra
di Les Amis de la Terre France
Dopo aver lanciato la votazione pubblica il 9 ottobre, Gli Amici della Terra, in partenariato con Popoli Solidali-Azione Aiuto Francia e il Centro di Ricerca e di Informazione per lo Sviluppo (Crid), hanno posto fine alla ansiosa attesa durante la cerimonia della assegnazione dei Premi Pinocchio a fine novembre a La Giava di Parigi e hanno annunciato i tre grandi vincitori dell’edizione 2014: Shell, GDF Suez e Samsung (1).
Quest’anno è stato raggiunto un nuovo record di partecipazione: un totale complessivo di oltre 61.000 voti, che testimoniano la crescente indignazione dei cittadini verso i gravi impatti sociali e ambientali delle attività delle multinazionali.
Shell ha alzato le mani al cielo con il Premio Pinocchio nella categoria “Una per tutti, tutto per me” (2) con il 43 per cento dei voti, per la moltiplicazione dei suoi progetti di estrazione del gas di scisto in tutto il mondo, salvo che in Olanda, suo paese di origine, dove è sottoposta ad una moratoria. Mentre questa multinazionale, come le altre grandi imprese petrolifere, si vanta di svolgere le sue attività rispettando dei “principi ambiziosi”, la realtà constatata sul campo, in particolare in Argentina e in Ucraina, è ben diversa: assenza di consultazioni delle popolazioni, pozzi scavati in zone naturali protette, e su terreni agricoli, bacini all’aria aperta per le acque utilizzate per le perforazioni e quindi tossiche, opacità delle operazioni finanziarie, ecc.
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Nella categoria “Più verde del verde” (3), GDF Suez ha ricevuto il Premio Pinocchio con il 42 per cento dei voti , per le sue “Obbligazioni verdi”. Nel mese di maggio scorso, questo gigante energetico francese aveva annunciato con fierezza di aver emesso la più importante “obbligazione verde” che fosse mai stata realizzata da una impresa privata, raccogliendo due miliardi e mezzo di euro presso degli investitori privati per realizzare dei suoi cosiddetti progetti energetici. Ma quando si guardava con maggiore attenzione l’iniziativa, si poteva rilevare che nessun criterio sociale o ambientale chiaro era associato a queste obbligazioni “verdi” e che inoltre l’impresa non aveva mai reso noto la lista dei progetti finanziati. Essa poteva anche aver utilizzato questi fondi per dei progetti distruttivi come ad esempio delle dighe di grandi dimensioni, come quella di Jirau in Brasile, che essa cita come esempio, mentre d’altra parte continua ad investire massicciamente nelle energie fossili.
Infine, con il 40 per cento dei voti, il Premio Pinocchio della categoria “Mani sporche, tasche piene” (4) è stato conferito alla Samsung, per le indegne condizioni di lavoro negli impianti che fabbricano prodotti in Cina: ore di lavoro eccessive, salari di miseria, lavoro infantile, ecc. Malgrado le ripetute inchieste e gli appelli della società civile, e una denuncia depositata in Francia, questa impresa guida dell’alta tecnologia si intestardisce a negare tutte queste accuse. L’impresa dovrebbe invece affrontare la realtà e avviare delle misura concrete dirette a migliorare le condizioni di lavoro di questi operai cinesi, donne e uomini e mettere così fine a queste violazioni dei diritti.
Denunciando numerose violazioni dei diritti dei popoli e dell’ambiente, i Premi Pinocchio sono diventati sempre più importanti a partire dal momento della loro istituzione nel 2008 e contribuiscono ad esercitare delle pressioni sulle imprese affinché esse modifichino il loro modo di agire. Le dimensioni raggiunte da questo evento e il ruolo da esso svolto nel dibattito pubblico sulla responsabilità sociale e ambientale delle imprese ha quest’anno costretto l’insieme delle imprese individuate a fornire pubblicamente delle spiegazioni sui fatti denunciati. (5)
Juliette Renaud, incaricata delle campagna sulla Responsabilità sociale e ambientale delle imprese presso gli Amici della Terra, così commenta: “Esattamente un anno fa noi ci congratulavamo per avere depositato un progetto di legge relativo al dovere della vigilanza delle multinazionali, ma le pressioni esercitate dalle lobby costringono il governo all’inazione, e questa legge non è stata ancora messa in votazione e non è nemmeno iniziata la discussione.(6) Contrapponendo fatti concreti ai bei discorsi delle imprese, i Premi Pinocchio mostrano anche quest’anno che i vuoti giuridici permettono alle imprese di agire in completa impunità in Francia e nel resto del mondo”.
Per Fanny Gallois, responsabile delle campagne presso Popoli Solidali-Action Aid France, “Ovunque nel mondo, delle donne e degli uomini si mobilitano per far rispettare i loro diritti e per ottenere delle condizioni degne di vita e di lavoro. Denunciando gli abusi delle multinazionali, i Premi Pinocchio moltiplicano l’eco di queste lotte e fanno appello al senso di responsabilità dei nostri governanti: è giunto il momento di considerare le multinazionali responsabili dei danni da loro causati”.
Secondo Pascale Quivy, delegato generale del Crid: “Di anno in anno, i cittadini del nostro e di altri paesi aumentano sempre di numero come votanti per il Premio Pinocchio. I nostri decisori politici ed economici dovrebbero tener conto di questo fatto, i primi emanando delle norme vincolanti per le imprese in materia di responsabilità sociale, ambientale e fiscale, i secondi facendo tutto il possibile per applicarle sia sul territorio francese che nei loro investimenti all’estero”.
I Premi Pinocchio sono organizzati in collaborazione mediatica con Basta!, l’Osservatorio sulle Multinazionali e la Radio Monde Reel, che hanno pubblicato dei testi di chiarimento e delle interviste su ciascuna impresa individuata. (7)
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Note
(1) In totale, sono state prese in considerazione nove imprese. La descrizione di ciascuno dei casi indicati nel 2014 è disponibile qui: http://prix-pinocchio.org/nomines.php
(2) “Una per tutte, tutto per me !”: premio da assegnare all’impresa che ha attuato la politica più aggressiva in termini di appropriazione, supersfruttamento o distruzione di risorse naturali. Le altre due imprese individuate erano la Total e il Credito Agricolo
(3) “Più verde del verde”: premio da assegnare all’impresa che ha condotto la campagna di comunicazione più piena di abusi e di inganni rispetto alle sue attività reali. Le altre due imprese individuate erano la EDF e Pur Projet
(4) “Mani sporche, tasche piene”: premio da assegnare all’impresa che ha condotto la politica più opaca al livello finanziario (corruzione, evasione fiscale, ecc.), in termini di attività di lobby svolta o nella sua catena di rifornimenti. Le altre due imprese individuate erano Perenco e Lyon Turin Ferroviaire.
(5) EDF, GDF Suez, Total, Lyon Turin Ferroviarie, Credt Agricole e Pur Projet hanno risposto direttamente agli Amici della Terra, mentre Perenco, Shell e Samsung hanno reagito attraverso il Business and Human Rights Resource Center. Gli scambi intercorsi tra le imprese e le organizzazioni che presentavano i casi sono disponibili qui: www.amisdelaterre.org/Prix-Pinocchio-les-reactions-des.html
(6) Questa proposta di legge relativa ai doveri di vigilanza delle imprese madri e delle imprese che operano su commesse , è stata presentata da quattro gruppi parlamentari ed è sostenuta da cinque centrali sindacali. Il testo della proposta di legge: http://www.assemblee-nationale.fr/14/propositions/pion1524.asp.
(7) Questi articoli e le interviste sono disponibili qui: http://www.amisdelaterre.org/Prix-Pinocchio-retour-sur-les,1699.html++
Articolo tradotto per Comune da Alberto Castagnola.
http://comune-info.net/2014/12/premio-pinocchio-multinazionali/

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