sabato 20 dicembre 2014

Hacker nordcoreani contro Sony. Quel pasticciaccio brutto di “The Interview”

Confermato il coinvolgimento di Pyongyang nell'attacco informatico e al ricatto che ha portato al ritiro della pellicola The Interview.
Hacker nordcoreani contro Sony. Quel pasticciaccio brutto di "The Interview"-Penelope- Tutto è iniziato con il film "The Interview", distribuito da Sony Pictures e che avrebbe dovuto uscire nelle sale degli Stati Uniti il 25 dicembre. La commedia racconta di un piano della Cia, che avrebbe "assoldato" due giornalisti che si recano in Corea del Nord, con il compito di assassinare il leader nordcoreano, Kim Jong Un.
Non a tutti deve esser piaciuta questa idea e, per far sì che il film non uscisse nelle sale, un attacco hacker, dalle dimensioni colossali, perpetrato da i 'Guardiani della pace', gli stessi che a fine novembre hanno attaccato il sistema informatico della Sony rubando e-mail private e divulgandone il contenuto, ha messo letteralmente in ginocchio il colosso di distribuzione, costringendolo a cancellare le proiezioni in tutte le sale, in seguito a fortissime minacce, promettendo uno scenario da 11 settembre: "Vi mostreremo chiaramente in ogni tempo e luogo in cui The Interview sarà proiettato, comprese le prime, a quale amaro destino sono destinati coloro che cercando il divertimento nel terrore", hanno minacciato assicurando che "presto tutto il mondo vedrà che film terribile la Sony Pictures Entertainment ha prodotto". "Il mondo sarà pieno di paura". Cancellate anche tutte le apparizioni promozionali dei protagonisti James Franco e Seth Rogen.
L'Fbi, chiamata da Sony a investigare, nel frattempo, ha formalmente accusato la Corea del Nord di essere dietro a questo gigantesco cyber-attacco, il più dannoso attacco informatico contro una corporation, compiuto da un Paese molto povero, dove i cittadini sono privi di qualsiasi accesso Internet, anche il più basilare. 
Hacker nordcoreani contro Sony. Quel pasticciaccio brutto di "The Interview"Tuttavia, secondo un rapporto Reuters, pubblicato ad inizio dicembre e riportato dal sito americano quartz (qz.com), il governo della Corea del Nord ha investito massicciamente in risorse in cyber-spionaggio e hacking. Lo Stato ha, addirittura, creato una cellula di hacking segreta chiamata Bureau 121. "Gli hacker militari sono tra i più talentuosi, e meglio stipendiati in Corea del Nord, selezionati con cura e addestrati a partire dai 17 anni", sostiene Reuters, citando come fonte un disertore del regime. Sarebbero circa 1.800, i cyber-guerrieri che si trovano nel gruppo, che è considerato l'élite dei militari.
La dichiarazione Fbi si basa su "somiglianze a specifiche linee di codice, algoritmi di crittografia, metodi di cancellazione dei dati" ad altri malware che si ritiene siano stati sviluppati dalla Corea del Nord, così come una "significativa sovrapposizione" nell'infrastruttura utilizzata nell'attacco Sony con altri attacchi sferrati dai nordcoreani. 
E mentre Sony Pictures si è lasciata intimorire dalle minacce, Barack Obama sembra essere di tutt'altro parere; nel suo discorso di fine anno afferma: "Sony ha sbagliato a ritirare il film dopo l’attacco informatico attribuito al governo della Corea del Nord. Condivido le loro preoccupazioni – ha spiegato – ma hanno fatto un errore", "Non possiamo accettare che un dittatore imponga la sua censura negli Usa. Su un film satirico, poi: cosa succederebbe se intervenissero per fermare le news o un documentario, o addirittura minacciare i produttori".
Secondo quanto riferito da una fonte alla Cnn, i pirati informatici, nella notte tra giovedì e venerdì, avrebbero inviato un messaggio a una lista di manager della società, minacciandoli: "Ora vogliamo che il film non esca, non sia distribuito e diffuso in qualunque forma, in formato DVD o attraverso la pirateria", hanno scritto gli hacker, "vogliamo che qualunque cosa collegata al film, inclusi i trailer, sia rimossa da ogni sito immediatamente". "Abbiamo ancora i vostri dati privati e sensibili e ci assicureremo che siano al sicuro, a meno che non procuriate ulteriori problemi", hanno scritto i pirati informatici. 
Per questo l’amministratore delegato della compagnia, Michael Lynton, ha detto di non avere "avuto alternative" alla cancellazione. "Non abbiamo commesso errori", sostiene Lynton replicando al presidente Obama.  

http://www.articolotre.com/2014/12/hacker-nordcoreani-contro-sony-quel-pasticciaccio-brutto-di-the-interview/

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