lunedì 15 dicembre 2014

Graziella Campagna: una bambina uccisa da Cosa Nostra

graziella campagna-Redazione- Il 12 dicembre del 1985, a Villafranca Tirrena, in provincia di Messina, Cosa Nostra uccideva Graziella Campagna.
La ragazza aveva 17 anni e lavorava in una lavanderia.
Nella tasca di una camicia Graziella aveva trovato un bigliettino con un nome. Era quello del proprietario della camicia, che in paese si faceva chiamare “ingegnere Cannata”.
In realtà, si trattava di Gerlando Alberti Junior, un mafioso palermitano latitante, nipote del più famoso Gerlando Alberti, detto “U’ paccarè”.
Secondo gli investigatori, Alberti uccide la ragazza perché è venuta a conoscenza del suo vero nome e quindi l’avrebbe potuto denunciare. Vennero indagate per favoreggiamento anche quattro persone: Franca Federico, titolare della lavanderia di Villafranca Tirrena, suo fratello Giuseppe, suo marito Francesco Romano, e sua cognata Agata Cannistrà.
Nel dicembre 2004, Franca Federico e Agata Cannistrà vennero condannate a due anni di carcere, mentre per Alberti  e per il suo guardaspalle Giovanni Sutera fu la galera a vita.
Gerlandi viene scarcerato per decorrenza dei termini.
Nel 2008  Il Tribunale del Riesame ha depositato le motivazioni della sentenza relativa all’omicidio di Graziella Campagna: Gerlando Alberti junior e Giovanni Sutera devono rimanere in carcere.
I giudici scrivono: “Il Tribunale sostiene che il condannato (Alberti jr ndr), se non sottoposto a custodia cautelare di massimo rigore, possa far perdere le proprie tracce, per sottrarsi alla futura esecuzione della gravissima pena impostagli in due gradi di giudizio”. Gerlando Alberti junior ed il suo guardaspalle, Giovanni Sutera, un mese fa sono stati condannati all’ergastolo dalla Corte d’Assise d’Appello di Messina, perché ritenuti colpevoli dell’omicidio di Graziella Campagna, uccisa con cinque colpi di lupara sui colli Sarrizzo, nel dicembre 1985. Il presidente della Corte, Giuseppe Adornato ed i giudici Carmelo Ioppolo e Rosa Calabrò, hanno rigettato i ricorsi degli avvocati difensori dei due condannati. Secondo il Tribunale del Riesame “l’Alberti junior è soggetto di rilevante caratura criminale, che giustifica un cumulo di pena di oltre venti anni di reclusione. Circostanze obiettive che denotano una personalità allarmante”.
Alberti jr, nel periodo in cui veniva commesso l’omicidio, viveva latitante nel territorio di Villafranca Tirrena, godendo, scrivono i giudici “di appoggi logistici ed economici e di un reticolo di rapporti e conoscenze che potrebbe essere utilizzato anche in futuro, nonostante l’episodio delittuoso sia assai risalente nel tempo”. Un altro Tdr si era pronunciato a favore della scarcerazione di Giovanni Sutera, ma questo collegio ribalta quella sentenza, con questa motivazione: “Il percorso rieducativi effettuato, non implica esplicitamente l’abbandono di una scelta di vita deviante ai massimi livelli, potendo essere giustificato dall’utilitaristico intento di accedere ai benefici concessi dall’ordinamento giudiziario”.


http://www.articolotre.com/2014/12/graziella-campagna-una-bambina-uccisa-da-cosa-nostra/

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