lunedì 1 dicembre 2014

Gli scheletri nell’armadio di Travaglio: collaborò gratis a La Padania

travaglio-Redazione- Che non fosse di sinistra, lui, l'ha sempre detto. Certo, poi, nolentemente, è diventato un simbolo di quella vocazione anti-berlusconiana e successivamente contraria al centrodestra. Ma, Marco Travaglio, ce ne si faccia una ragione, di sinistra non lo è mai stato.
Ora, a smontare il mito del co-direttore del Fatto Quotidiano "comunista" -come in tanti lo hanno definito-, giunge anche una notizia, ripescata da niente meno che Leo Siegel, leghista di comprovata fede, giornalista de La Padania e conduttore dell'omonima radio. Adesso, che il quotidiano naviga in cattive acque e si appresta alla chiusura, ha deciso di pubblicare sull'ultimo numero una sorta di "album dei ricordi" del giornale.
Ecco dunque un Salvini che "smazzava lettere", un Bossi fondatore, ma, soprattutto, un certo Calandrino, che tra il '97 e il '98 collaborò alla testata a titolo gratuito. "Pseudonimo che nascondeva il nome di Marco Travaglio, successivamente colto da amnesia”, scrive ora il giornale, non senza evitarsi una chiara frecciata al giornalista, reo di aver dimenticato.
La replica del co-direttore del Fatto, comunque, non si è fatta attendere. Pur precisando di "ricordare benissimo" quell'esperienza, ha sottolineato di aver scritto al massimo 2 o 3 cose, semplicemente per fare un favore all’allora direttore Gianluca Marchi che lo aveva chiamato.
“Lavoravo alla Voce e avevo una rubrica sulle contraddizioni dei politici e mettevo in evidenza il contrasto tra quello che dicevano il giorno prima e quello che dicevano il giorno seguente", ha spiegato. "Molti volevano attingere al mio archivio”.

http://www.articolotre.com/2014/12/gli-scheletri-nellarmadio-di-travaglio-collaboro-gratis-a-la-padania/

Nessun commento:

Posta un commento