martedì 9 dicembre 2014

Gabanelli e Report sbugiardati dal capo ufficio stampa di Zingaretti

report-Report, la trasmissione condotta da Milena Gabanelli, è ormai da anni un punto di riferimento per molti italiani, tanto che la giornalista fu addirittura indicata dalle “Quirinarie” grilline come candidata alla Presidenza della Repubblica, ma rifiutò la proposta.
Le puntate dell’approfondimento in onda su RaiTre sono quello che viene definito “giornalismo d’inchiesta”, una metodologia di lavoro che in tv è utilizzata anche da “Le Iene” e “Striscia la Noizia” (che però impostano i servizi dando un taglio comico) e in parte da “Presa Diretta” di Iacona.
Ma Report ha uno stile tutto suo. Nei video mandati in onda le interviste e le inquadrature pare vengano tagliate e incollate ad uso e consumo della redazione e fin qui nulla di male, se non che qualcuno lamenta che la realtà dei fatti sia forzata ad arte.
In qualche occasione infatti, la conduttrice ha poi dovuto rettificare le inesattezze e le mancanze dei servizi nelle puntate successive.
Chi non si è fidato del “metodo Report” è stato Emanuele Lanfranchi, , capo dell’ufficio stampa del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
 Giorgio Mottola, giornalista della trasmissione, è stato mandato a intervistare Zingaretti su un argomento – in questo caso i risparmi raggiunti dall’amministrazione regionale – per poi trattarne in realtà un altro, ovvero la nomina dei dirigenti esterni.
Una sorta di “polpetta avvelenata” per “raggirare l’interessato” come sostenuto dallo stesso Lanfranchi che contatta  così Mottola e registra l’intera telefonata, ottenendo l’ammissione da parte dell’intervistatore: nella trasmissione non si parlerà dei risultati positivi raggiunti dalla giunta Zingaretti, del miliardo di tagli agli sprechi, del taglio di 500 poltrone e della riduzione delle società, del taglio dei vitalizi.
Lanfranchi posta poi l’intera telefonata sulla sua pagina Facebook, ottenendo in poche ore 11.400 visualizzazioni

http://www.articolotre.com/2014/12/gabanelli-e-report-sbugiardati-dal-capo-ufficio-stampa-di-zingaretti/

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