martedì 2 dicembre 2014

Fivizzano, cittadinanza onoraria
al figlio di un soldato nazista


Udo Sürer, tedesco, ha scoperto in Toscana l’amara verità su suo padre, un soldato nazista autore di stragi in Lunigiana, e ha fatto di tutto per una «riconciliazione»

di Marco Gasperetti


Quando il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi, l’ha chiamato in un angolo della sala consiliare e gli ha dato la notizia, Udo Sürer, 59 anni, avvocato bavarese, credeva di aver capito male. Mai avrebbe pensato che lui, figlio innocente di un sottufficiale nazista tra i responsabili degli eccidi più orribili perpetrati dalle SS in Lunigiana (più di 400 vittime tra cui donne e bambini), un giorno sarebbe diventato cittadino onorario del comune più colpito dalle barbarie naziste. Poi, dopo aver guardato le carte e riascoltato per la seconda volta le parole del primo cittadino, si è commosso. Gli era già accaduto a Udo Sürer, una vita a difendere i più deboli (in Germania cura gli interessi degli immigrati) cognome del padre cambiato anni fa, di piangere in quel tratto di Toscana nel nord. La prima volta era successo un’estate del 2005 quando aveva deciso, con grade coraggio e umiltà, di tornare sui luoghi nei quali il padre, Joseph Maier, aveva comandato il famigerato sedicesimo plotone delle SS della compagna di Walter Reder.
La visita nei luoghi del dolore
«Mio padre era morto da pochi anni», racconta Udo. In vita non mi aveva mai raccontato di quegli eccidi e solo dopo la sua scomparsa sono venute fuori nel mio Paese le carte che hanno confermato i miei sospetti. Allora ho deciso di andare personalmente in Italia per cercare la verità». E la verità, orribile, l’avvocato l’ha trovata quasi subito. «A San Terenzio, una frazione di Fivizzano, incontrai un signore, Romolo Guelfi e più tardi seppi che in uno degli eccidi al quale aveva partecipato mio padre aveva perso il babbo e due fratelli piccoli. Mi chiese con sospetto perché io, tedesco, volevo visitare quei luoghi. Non ebbi il coraggio di nascondergli la verità. Lui annuì con la testa e mi rispose che era giusto che vedessi che cosa era successo e mi accompagnò a piedi dove avvenne la strage». Sürer ancora si commuove nel ricordare quei giorni. «Quando seppi finalmente la verità mi misi a piangere come un bambino – ricorda- e per mesi ho avuto lo stesso incubo. Sognavo di sprofondare nel letame e del sangue, tra corpi martoriati. E’ stato terribile, ma anche una catarsi. Io non avevo e non ho colpe, certamente. La nemesi storica i inammissibile. Però sentivo e sento ancora oggi su di me la responsabilità di ciò che è accaduto e dunque ho deciso di fare qualcosa».
Dimenticare la follia
In questi anni Udo Sürer e la famiglia sono tornati quasi ogni ano a Fivizzano e hanno fatto di tutto, anche in Germania, per non far dimenticare quella stagione di follia. Sono diventati amici di tutti, soprattutto dei parenti delle vittime. Tra questi c’è Roberto Origeri. Il padre, Mario, per la prima moglie e cinque figli uccisi per rappresaglia dalla banda di Walter Reder e probabilmente anche dal padre di Udo. «Era il titolare di un’osteria dove si erano accampate le Ss – racconta Roberto – e mentre serviva Reder, quel boia assassino all’insaputa di tutti preparava la lista delle persone da massacrare e tra queste c’erano anche i familiari di mio padre. Udo ha avuto un grande coraggio e soprattutto è diventato un simbolo, qui da noi. Il passato non si dimentica, ma il futuro è sempre davanti e lo possiamo percorrere insieme». L’iter per il conferimento della cittadinanza onoraria è appena iniziato, ma tutti a Fivizzano sanno che non ci saranno impedimenti. «L’avvocato Sürer è venuto da noi con umiltà e rispetto e dopo anni è diventato uno di noi – spiega il sindaco Paolo Grassi -. E’ stato coraggioso e determinato nell’intraprendere un percorso di riconciliazione che serve a costruire ponti d’amicizia fra i nostri popoli. A chiedere che Udo diventasse un cittadino di Fivizzano sono stati i parenti dei martiri dell’eccidio. E anche questo è qualcosa di straordinario».


http://www.corriere.it/cronache/14_dicembre_02/fivizzano-cittadinanza-onoraria-figlio-un-soldato-nazista-13f3f222-7a2e-11e4-81be-7152760d3cf5.shtml

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