mercoledì 31 dicembre 2014

Famiglia di un invalido al gelo. Scatta la gara di solidarietà

Con la voce arrocata dalla tracheite, Jenni, 30 anni, racconta di come vive – lei, il compagno, la figlia di 7 anni e il figlio nato di cinque mesi – in un appartamento dell’Aler senza gas, privo di riscaldamento, acqua calda e fornello da cucina a metano. L’Eni ha chiuso l’impianto dell’appartamento di via Bolivia, quartiere Due Pini, la scorsa primavera per insolvenza. A MAntova scatta la gara di solidarietà
MANTOVA

Chi si dice disposto ad acquistare una stufa, chi a dare soldi, chi a offrire un lavoro. E chi, ancora, a proporre una settimana gratuita al caldo in agriturismo. È una gara di solidarietà quella raccolta attorno alla famigliola di via Bolivia che, non potendo permettersi di pagare le bollette del gas, è rimasta senza riscaldamento e acqua calda nella casa popolare dove abita da anni. La cordata di solidarietà s’è manifestata con telefonate al giornale, ai servizi sociali del Comune e sui social network, Facebook per primo. LA VICENDA. «Quanti gradi ci sono in casa? Non lo so, il termometro non l’abbiamo. Ma per farsi un’idea basta dare un’occhiata ai vetri delle finestre che colano acqua e alla muffa sulle pareti della camera dei bambini».
LA VICENDA RACCONTATA DALLA GAZZETTA. La voce arrocata dalla tracheite, Jenni, 30 anni, racconta di come vive – lei, il compagno, la figlia di sette anni e il figlio nato solo cinque mesi fa – in un appartamento dell’Aler senza gas, privo di riscaldamento, acqua calda e fornello da cucina a metano. L’Eni ha chiuso l’impianto dell’appartamento di via Bolivia, quartiere Due Pini, la scorsa primavera per insolvenza.
«Non siamo riusciti a pagare l’ultima bolletta del riscaldamento dell’anno prima, 1.800 euro» spiega ancora la donna. Sono molti mesi che il marito Luigi, 33 anni, invalido in parte al braccio destro dalla nascita, è rimasto senza lavoro. E che la famiglia riesce a fatica a tirare avanti, grazie a qualche decina di euro strappate dalla pensione del padre di lui. «Non possiamo pagare cifre di riscaldamento come quelle che ci sono costate il distacco del gas – spiega ancora Jenni – ma nemmeno continuare in queste condizioni.
Quello che chiediamo è il permesso dell’Aler di installare una stufa a pellet, meno costosa da gestire rispetto alla caldaia a gas». «Sono stati i servizi sociali del Comune a prospettare l’ipotesi della stufa a pellet – le fa eco l’avvocato Andrea Pongiluppi che in via gratuita si cura degli interessi della famiglia di via Bolivia – il Comune ci metterebbe mille euro, a loro resterebbe la spesa del montaggio e della manutenzione. Noi abbiamo aderito volentieri ma l’Aler ha mostrato un’assoluta indisponibilità a questa soluzione. Siamo di fronte a un’emergenza, non c’è più tempo: l’alternativa per la famiglia è di passare l’inverno priva di una fonte di riscaldamento per sé e per i piccoli».
Proprio ieri la madre aveva appuntamento con il medico per il figlio neonato. «Ha bronchite e raffreddore, il dottore dice che in queste condizioni rischia la polmonite – dice la donna – la grande invece è già stata due volte all’ospedale per un virus». Oltre a vivere in casa imbottiti di maglioni in pile, sciarpe e cuffie c’è il problema dell’igiene personale. «Due volte la settimana andiamo dai miei suoceri a Viadana per fare la doccia» racconta Jenni seduta accanto ai figli e alle due stufette elettriche che fanno aumentare a dismisura le bollette dell’energia elettrica. A risollevare le condizioni della famiglia ora potrebbe essere un lavoro. Il capofamiglia ha fatto il distributore di giornali, di bevande, il giardiniere e il becchino. Ma da mesi non trova nulla.

http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2014/12/30/news/niente-soldi-per-pagare-il-gas-famiglia-di-un-invalido-al-gelo-1.10581488

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