mercoledì 10 dicembre 2014

Egitto. Retata anti-gay in un bagno turco

Un altro attacco alla comunità egiziana gay, anche se essere omosessuali, attualmente, in Egitto non è reato.
Egitto. Retata anti-gay in un bagno turco-Redazione- Sarebbero 33 gli uomini sospettati di omosessualità che sono stati arrestati al Cairo, a seguito di una retata della polizia all'interno di un complesso termale, trascinati fuori nudi e costretti a seguire le autorità egiziane.
Gli uomini accusati di "comportamenti debosciati" sono stati fatti passare davanti a una giornalista della rete tv al-Qahira wal Nas, Mona Iraqi, che li riprendeva col suo smartphone, mentre altri cameramen e fotografi della polizia riprendevano la scena.
Il servizio è andato in onda lunedì sera, e la reporter Mona Iraqi ha sostenuto di aver lavorato "nel massimo rispetto delle regole internazionali professionali, umane e scientifiche", perché era impegnata a realizzare un servizio "sulle categorie più esposte all’Aids".
Sdegno e scalpore arriva dagli utenti dei social network che accusano la giornalista di "sciacallaggio" e di aver "rovinato la vita a delle persone solo per uno scoop". Non mancano gli utenti a favore del programma, perché, spiegano, "Dio è contro l'omosessualità".
L’accusa di "dissolutezza", con la quale si è proceduto all’arresto degli uomini nell’hammam, non è inusuale per dissimulare attacchi mirati contro gli omosessuali. L’essere gay non è, infatti, ufficialmente un reato in Egitto. Solo il mese scorso peròotto uomini sono stati condannati a tre anni di carcere per aver incitato alla depravazione attraverso la pubblicazione online di un presunto matrimonio omosessuale. E quello di domenica non è che l’ultimo episodio di arresti di massa verso persone considerate gay: il più grande nel 2001, quando 52 persone furono arrestate in un nightclub sul Nilo al Cairo.  

http://www.articolotre.com/2014/12/egitto-retata-anti-gay-in-un-bagno-turco/

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