lunedì 1 dicembre 2014

Due fratelli morti d'infarto in un'ora

Il più giovane si è accasciato a terra durante una gita, l'altro non ha sopportato lo spavento. Un terzo ricoverato in ospedale

28/11/2011
Lo stesso giorno in cui due suoi fratelli, Guido e Alberto Mario, di 45 e 53 anni, sono morti d'infarto, a meno di un'ora l'uno dall'altro, Salvatore Garofalo, 57 anni, è salvato da un grave episodio di ischemia cardiaca dai medici dell'ospedale Garibaldi. L'incredibile coincidenza temporale, frutto di una probabile patologia genetica familiare, è avvenuta ieri tra l'Etna e Catania. Guido Garofalo stava trascorrendo, con la moglie e i suoi due figli, una gita fuori porta nella Pineta di Nicolosi, sul vulcano attivo più alto d'Europa, quando, durante il pranzo, è colpito da un infarto fulminante.

Sul posto arriva il personale del 118, con un elicottero, e tenta, inutilmente di rianimarlo. Arriva anche uno dei suoi fratelli, Alberto Mario, sposato con tre figli, che piange e urla per la tragedia, non regge al dolore ed è stroncato, a sua volta, da un infarto. I medici, già sul posto posto per soccorrere Guido, tentano di salvarlo, ma nonostante gli sforzi e l'impegno immediato non c'è alcunchè da fare. Nella stessa serata di ieri un loro terzo fratello, Salvatore, sviene mentre è in ospedale per accudire l'anziana madre ricoverata al 'Garibaldì di Catania. Soccorso da infermieri e medici è trasferito nel pronto soccorso per un'ischemia cardiaca. Salvato è adesso ricoverato con la prognosi riservata nello stesso nosocomio. Una quarta sorella, che vive a Roma, non è stata ancora informata della morte di due dei suoi fratelli perchè cardiopatica.

«Il paziente - osserva la dirigente del pronto soccorso, la dottoressa Thekia Maurhoff parlando di Salvatore - ha avuto una perdita di coscienza, probabilmente per un problema al cuore, e adesso abbiamo anche rilevato i postumi di un'ischemia cardiaca». Il medico spiega i casi dei fratelli Garofalo «con una patologia familiare, perchè - sottolinea - non è certo abituale una tale situazione, e quindi la malattia dovrà essere studiata anche dal punto di vista genetico». Una tesi condivisa dal prof. Corrado Tamburino, primario della Cardiologia dell'ospedale Ferrarotto, che ipotizza i fratelli Garofalo «abbiamo una tendenza all'aterosclerosi» e per questo dovrebbe sottoporsi «a analisi per la ricerca di rischi noti e non noti». Secondo l'esperto, Guido è morto «per infarto», mentre suo fratello è «deceduto per una sindrome da stress, per crepacuore», una malattia che i cardiologi chiamano «sindrome di Tako-tsubo» che si è «innestata su patologie cardiache preesistenti». La stessa ipotesi è avanzata per Mario, che ha avuto «un'angina pectoris acuta, che per fortuna non ha portato alla morte del paziente».

«La sindrome di Tako-tsubo è rara ma l'ho diagnostica - conclude il prof. Tamburino - ma vedere quattro fratelli che nello stesso periodo hanno una sindrome coronarica acuta non mi era accaduto in 30 anni di carriera». La famiglia Garofalo, tre fratelli e sette sorelle, gestisce da circa 40 anni a Belpasso un'azienda per la produzione di ossigeno per uso terapeutico e industriale.  

http://www.lastampa.it/2011/11/28/italia/cronache/due-fratelli-morti-d-infarto-in-un-ora-n3Sexd75FSXEI1VNvGDpFO/pagina.html

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