mercoledì 31 dicembre 2014

" Di Pietro lo ammise: con me si sbaglio' Ora mi hanno assolto "


KRAUS, EX DIRETTORE ASSOLOMBARDA


------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ Kraus, ex direttore Assolombarda TITOLO: "Di Pietro lo ammise: con me si sbaglio' Ora mi hanno assolto" - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - MILANO . Arrestati da Mani Pulite, prosciolti a Roma. Si chiude cosi' dopo tre anni uno dei piu' discussi filoni di indagine su Tangentopoli, quello sui finanziamenti per la siderurgia. Per Daniel Kraus e Vittorio Barattieri resta l' unica soddisfazione di un' assoluzione piena, accompagnata pero' dagli strascichi di una lunga detenzione. "Pochi mesi fa Antonio Di Pietro mi ha invitato a Castellanza . racconta Kraus, ex direttore generale dell' Assolombarda .. Mi ha detto che il mio caso era uno dei pochi errori commessi nel corso dell' inchiesta. E mi ha confidato che purtroppo fu portato a commettere tale errore da un suo collega della procura di Milano". L' ultimo capitolo della vicenda e' stato scritto pochi giorni fa dal gip romano Paolo Colella che ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Antonino Vinci. Con lo stesso decreto sono stati prosciolti anche Gianni Billia, presidente dell' Inps ed ex direttore generale della Rai, ed il segretario della Uil Pietro Larizza. Erano stati tutti chiamati in causa dalle rivelazioni del professor Aldo Molino ed iscritti nel registro degli indagati dal piu' celebre pm di Mani Pulite. Molino aveva dichiarato che Billia avrebbe ricevuto 30 milioni per favorire un progetto e che da Larizza sarebbe arrivata una richiesta di 500 o 600 milioni "per tenere buoni i rapporti tra l' Eni e la Uil". Ma ora il magistrato romano chiede invece di procedere contro Molino per calunnia e millantato credito. Un ribaltone, destinato ad aprire nuove polemiche. Kraus e Barattieri, direttore generale del ministero dell' Industria, erano finiti a San Vittore il 1 ottobre 1993. Erano gli ultimi fuochi dell' estate piu' tormentata della storia recente; tra stragi di mafia, suicidi eccellenti e la scoperta di scandali enormi. Al rientro dalla latitanza Molino aveva descritto una mazzetta da 200 milioni concessa a Francesco De Lorenzo per sbloccare la sovvenzione ad un' acciaieria. Il reato contestato era la concussione. Ma dopo venti giorni il Tribunale della Liberta' aveva trasformato l' ipotesi in corruzione ed ordinato gli arresti domiciliari. Dopo un braccio di ferro tra le procure, il fascicolo era stato trasferito a Roma. E l' istruttoria bis condotta da Vinci ha demolito le deposizioni di Molino, uomo chiave di molti processi: "Il Molino non riporta fatti concreti ma riferisce "voci degli ambienti ministeriali". Il nostro sistema giudiziario vieta di porre a fondamento di qualsiasi decisione i "si dice", anzi ne impone la non utilizzazione". Non solo. Vinci ritiene che Molino abbia millantato la necessita' di retribuire i "suoi canali al ministero" per giustificare la parcella da un miliardo. Per questo avrebbe accennato ai nomi di Barattieri e Kraus. Alla fine degli accertamenti Vinci ha chiesto di assolvere tutti: "Nessun addebito puo' essere mosso al Barattieri e al Kraus, neanche sotto il profilo formale". "Sono sempre stato certo . commenta Kraus . della totale infondatezza delle accuse. E conscio del fatto che lo stesso pm aveva dichiarato che ero solo "una pedina che doveva aiutarlo a coinvolgere nell' inchiesta altri illustri personaggi". Ma ho scelto di tenermi fuori dall' attivita' pubblica fino a un chiarimento della mia totale estraneita' ". "Puo' anche darsi . conclude . che si sia trattato di uno dei pochi errori commessi dai pubblici ministeri di Mani Pulite. Ma sono fermamente convinto che in un Paese democratico questi sbagli non dovrebbero mai avvenire".
Di Feo Gianluca
Pagina 12
(25 febbraio 1996) - Corriere della Sera

http://archiviostorico.corriere.it/1996/febbraio/25/Pietro_ammise_con_sbaglio_Ora_co_0_9602256017.shtml

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