martedì 2 dicembre 2014

Debiti: la legge anti suicidi per i piccoli imprenditori

PMI e ditte individuali schiacciate dalle tasse sono sempre più spesso costrette a ritardare il pagamento dei fornitori: ma non tutti conoscono la legge salva suicidi

 Esiste una procedura, non a tutti nota, che permette di rinegoziare il debito con fornitori, banche e con Equitalia. Una legge, ribattezzatasalva-suicidi, che è figlia dei nostri tempi. I numeri ne confermano la necessità.

Debiti fornitori: ce li hanno due PMI su tre

Le piccole medie imprese italiane schiacciate dalla pressione fiscale e dalla crisi lamentano problemi di liquidità. I dati dell’indagine di Adnkronos descrivono una tendenza allarmante e tutt’altro che marginale. Due su tre (il 65%) ammette ritardi nei pagamenti dei fornitori.Addirittura l’85% è dovuta ricorrere durante l’anno ad una transazione last minute per evitare contenziosi giudiziari. Tanto che pagare i fornitori in ritardo è diventata ormai quasi una prassi comune: questi ultimi spesso si stupiscono quasi del contrario.

Ne consegue un invitabile calo del tasso diaffidabilità dei contratti, sceso sotto il 40%. E questo non può non avere effetti sul credito commerciale i cui volumi sono in costante calo: i fornitori non si fidano e sono sempre più rigidi, soprattutto con le imprese di settori o territori più arischio.
Non solo le banche quindi ma anche gli intermediari privati sono più cauti nellaconcessione di credito. I bilanci tengono ma il rischio di default delle PMI si alza. Una situazione che potrebbe diventare pericolosa in Italia visto il numero di queste realtà nel nostro Paese. Al 31 dicembre 2013 risultavano attive 5,3 milioni di imprese, un record senza eguali in tutta Europa anche in Paesi più densamente popolati. Di queste 3,3 milioni sono imprese individuali e oltre 900 mila società di persone attive. Queste realtà sono chiamate a fare i conti con le tasse e i problemi di liquidità che, negli ultimi 5 anni, hanno portato 13 mila Pmi al fallimento.

Legge salva suicidi di Stato, come funziona

Vale la pena di promuovere l’esistenza, non a tutti noti, della legge 3/2012, ribattezzata legge salva-suicidi. Se ne sono occupate di recente anche Le Iene con un servizio firmato da Mauro Casciari. Questa normativa prevede la rinegoziazione del debito (con banche, fornitori e anche con Equitalia) bloccando gli espropri e rimodulando anche con sconti notevoli l’importo. Un esperto contabile stila un realistico piano di rientro che deve essere accettato dai creditori. Questi ultimi però di solito hanno tutto l’interesse a farlo (le banche perché il rientro è comunque più redditizio della eventuale vendita all’asta, i fornitori perché ottengono agevolazioni fiscali incassando meno di quanto gli spetterebbe e Equitalia perché non potendo pignorare la prima casa difficilmente avrebbe maggiori bene su cui rifarsi).

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