martedì 2 dicembre 2014

Cooperarci all’ultima spiaggia: deficit di 500mila euro

Silvia Campese
La Rsa del Santuario è una delle poche strutture gestite da Cooperarci in attivo
Savona - In tempi di crisi, tutto si fa per tenersi stretto il posto. Anche tagliarsi lo stipendio. E così, alla fine, i 321 soci di Cooperarci hanno accettato di votare la riduzione del 10 per cento del proprio stipendio di novembre e dicembre e la rinuncia totale alla tredicesima. Una decisione difficile, pur votata all’unanimità ieri sera, dopo una discussione di oltre due ore. E qualcuno, il giorno dopo, non ha nascosto le lacrime chiedendosi “quale Natale ci aspetta, per chi ha da mantenere a casa figli e mariti senza lavoro?”.
La situazione, però, era estremamente drammatica, a fronte di un passivo di circa 500 mila euro. Tanto che le conseguenze del delicato momento non finiscono qui. La dirigenza, infatti, ha presentato un piano aziendale che prevede una generale riprogettazione dei servizi, con alcuni passaggi di gestione da Cooperarci ad altre realtà subentranti, ma anche alcune chiusure e, inevitabilmente, degli esuberi di personale. Pochi, il minimo, assicurano dalla dirigenza, ma il taglio sarà inevitabile. Un quadro delicato e complesso quello davanti a cui si trova la Cooperativa savonese che conta, in tutto, 423 lavoratori impegnati nel settore sociale, dall’assistenza agli anziani sino ai bambini e alle utenze domiciliari. Via, per prima cosa, i rami secchi, cioè quelle realtà dove le spese, ormai da tempo, sono superiori agli incassi. Nel piano aziendale sono tre le strutture da cui si partirà in tempi stretti: la Casa Albergo di Ceva, la Comunità di Celle e l’Asilo nido di Carcare, più vari passaggi di gestione all’interno di altre strutture per anziani. Imminente la chiusura dell’asilo nido di Carcare, già in dicembre, con le vacanze di Natale. Da gennaio, cioè, i piccoli ospiti non potranno rientrare nella struttura gestita da Cooperarci, con un disguido pesante per le famiglie. Per quanto riguarda la fascia dei più grandi, sarà possibile accedere al servizio per l’infanzia, sempre gestito da Cooperarci, al piano di sopra, mentre i più piccoli dovranno trasferirsi a Cairo ed essere inseriti nella realtà esistente per arrivare sino alla fine dell’anno scolastico. Una chiusura che era stata già paventata, ma non si pensava che i tempi fossero così stretti, mentre la data appare ormai certa. Di “riprogettazione” si parla, invece, per la struttura di Ceva, quindi una riorganizzazione del servizio con il possibile subentro di un’altra cooperativa, mentre resta la prospettiva di chiusura per Celle. Realtà, tutte queste, che comportando costanti perdite e che, quindi, devono essere tagliate nei tempi più rapidi possibili, nonostante le difficoltà sulla tempistica legate ai vincoli di recesso rispetto ai contratti con gli enti pubblici. Tuttavia i passaggi saranno serrati, a partire al nido valbormidese. In conto, infine, sempre nel piano aziendale, un risparmio sulle spese generali di gestione, passaggio d’obbligo in un momento di spending review. Una serie di iniziative che dovranno permettere a Cooperarci di “rientrare” rispetto al buco di bilancio per permettere un reale sospiro di sollievo. Del resto, i tempi sono difficili per il settore sociale: la crescente difficoltà economica delle famiglie implica scelte al risparmio. Quando è possibile, gli anziani vengono tenuti a casa e i bambini piccoli restano con un familiare, spesso disoccupato, evitando la spesa del nido. Non solo. A incidere sul bilancio della cooperativa savonese resta il tema del recupero crediti. In un anno, nelle strutture per anziani, la somma delle rette di compartecipazione non versate da parte dei parenti arriva a 100mila euro, con l’avvio, da parte della cooperativa, di azioni legali per il recupero dei crediti

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2014/11/30/ARFnMCjC-cooperarci_spiaggia_deficit.shtml

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