martedì 2 dicembre 2014

CIAK, SI DISCRIMINA – POLEMICHE SUL CAST DI “EXODUS”: “SCELTE RAZZISTE, NON C’È UN NERO” – RIDLEY SCOTT: “POTEVO INGAGGIARE UN MOHAMMED QUALSIASI, MA SICCOME NON L’AVREBBE CONOSCIUTO NESSUNO, I PRODUTTORI NON MI AVREBBERO DATO SOLDI”

Ovviamente anche l’espressione “Mohammed qualsiasi”, in America, ha scatenato polemiche. Poi, quando tutto sembrava finito, ci ha pensato Rupert Murdoch, padrone della 20° Century Fox, con un tweet: “Da quando gli egiziani non sono bianchi? Tutti quelli che conosco io lo sono”…

Vittorio Sabadin per “la Stampa

RIDLEY SCOTTRIDLEY SCOTT
L’anteprima a Londra di Exodus: Gods and Kings, l’ultimo film di Ridley Scott, l’ennesimo della stagione a tema biblico, non ha registrato grandi entusiasmi. Bel film, spettacolare, ma lontano dal tocco magico che il regista britannico ha mostrato di possedere in molte altre produzioni. Così critiche e pettegolezzi si sono concentrati su un grande dibattito su un quesito ancora irrisolto: di che colore era la pelle degli antichi egizi?
 
Tutto è cominciato perché a Scott è stata posta la classica domanda di rito quando esce un film in cui gli attori sono solo bianchi: «Come mai non ci sono attori di colore in un film sull’antico Egitto?». Il regista non ha risposto in modo diplomatico: «Avrei potuto ingaggiare un Mohammed tal dei tali, proveniente da qui e da là, ma siccome non lo avrebbe conosciuto nessuno, i produttori non mi avrebbero dato per fare il film i soldi che mi hanno dato sapendo che c’era Christian Bale».
 
tweet murdoch 3TWEET MURDOCH 3
L’espressione «un Mohammed tal dei tali» è globalmente apparsa infelice, ha fatto un po’ di scandalo, ma tutto sembrava assopirsi quando un tweet di Rupert Murdoch, proprietario della 20° Century Fox, ha riacceso le fiamme: «Il film su Mosé attaccato su Twitter per il cast tutto bianco. Da quando gli egiziani non sono bianchi? Tutti quelli che conosco lo sono». Murdoch chiede da tempo di non dare troppa importanza ai suoi tweet, ma questo non è servito a evitargli una valanga di insulti che lo hanno costretto a replicare: «E’ ovvio che gli egiziani sono mediorientali, ma lontani dal nero. Trattavano i neri come schiavi. Ok, ci sono molte sfumature di colore. Non volevo essere razzista, calma».
 
rupert murdochRUPERT MURDOCH
Un po’ di ragione Murdoch ce l’ha. A giudicare dalle statue egizie su cui è rimasto un po’ di pigmento, il colore della pelle ai tempi di Mosé e Ramesse non era certo nero. I faraoni «neri» nubiani regnarono mille anni dopo, e al massimo quello che manca agli attori di Ridley Scott sono i baffetti alla Clark Gable di moda anche allora e presenti su statue e papiri al Louvre o al Museo del Cairo. Ma il pallore degli attori è sorprendente. Dopo le esperienze con Alien, quello di Sigourney Weaver (Tuya) è forse giustificato. Ma Christian Bale (Mosé) e Joel Edgerton (Ramesse) avrebbero meritato un po’ di quel fondo tinta di cui Cecil B. DeMille ricoprì Yul Brynner nei Dieci comandamenti.
 
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Quando si deve lanciare un film, ogni polemica è notoriamente benvenuta. IlSidney Morning Herlad ha notato che non solo non ci sono attori neri: nel film dedicato all’esodo degli ebrei non c’è neppure un attore ebreo. Non basta? Bale ha detto che Mosè è il personaggio più psicopatico e crudele che gli sia capitato di interpretare. Le associazioni cristiane già raccolgono firme per boicottare il film. Il successo è assicurato.

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